“Mia figlia già dormiva e l’ho svegliata con le urla. Sapevo e sapevamo tutti dell’importanza del risultato, volevamo mantenere il margine sulla seconda, l’euforia si spiega così”. Bastoni non era a Udine ma ha esultato come se fosse stato in campo per il successo dell’Inter con i friulani. Il difensore si confessa alla Gazzetta e rivela la differenza tra questo scudetto e l’ultimo
«Con Conte già da inizio anno eravamo attesi. Stavolta no: io non ricordo un addetto ai lavori mettere l’Inter avanti in partenza. E intendiamoci: neanche noi sapevamo quali uomini, al di là dei calciatori, sarebbero entrati in gruppo. E dunque lo scudetto sarebbe una bella rivincita per noi che abbiamo fatto integrare i nuovi. Ecco, sarebbe un successo del gruppo Inter. Da cosa nasceva la convinzione? Anche dalla finale di Champions, ma in generale da tutta la seconda parte della scorsa stagione. Ci siamo parlati anche tra noi calciatori, dopo un avvio brutto, uno dei momenti più difficili vissuti all’Inter. Da quel momento le cose sono cambiate».
La prima occasione per cucirsi la seconda stella sarà probabilmente il derby.
«È bello vincere il derby a prescindere da tutto, che questo possa decidere lo scudetto è un caso. Vogliamo la partita per noi stessi, per i tifosi, per tutto. Cinque vittorie di fila col Milan non sono bastate. Assolutamente no. Neanche fossero 50 o 100. Direi lo stesso per qualsiasi altro avversario: la nostra priorità è cucirsi la seconda stella, i 100 punti non sono un’ossessione e non sarebbe certo un fallimento non arrivarci».
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