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Zenga si mette a nudo: Quanti errori fatti per colpa dei soldi

15/09/2021 08:59

Zenga si mette a nudo: Quanti errori fatti per colpa dei soldi |  Sport e Vai

Si confessa a cuore aperto. Su tutto: carriera, famiglia, amicizie, amori. Walter Zenga sceglie il Corriere della Sera come consultorio per sfogarsi, ricordando sempre il suo desiderio proibito, ovvero sedere sulla panchina dell'Inter ("Cosa sarei disposto a fare pur di allenare l'Inter? Tante cose... mi sento una bandiera nerazzurra. Per me fu una pugnalata quando l'Inter decise per lo scambio con Pagliuca...ma dissi 'Tornerò'...") e ammettendo i suoi errori

"Sì, ho sbagliato almeno due volte, come allenatore: quella volta che me ne sono andato dal Catania e quando ho detto addio alla Stella Rossa di Belgrado. Per soldi, maledetti soldi. Ho scelto di rompere con delle squadre perché dall'altra parte mi offrivano di più, ma oggi riconosco che ho sbagliato. Avrei dovuto restare, maturare, crescere, magari sbagliare anche, come allenatore e come uomo".

Tanti gli amici veri conosciuti in carriera  ("Vialli prima di tutto, per me un fratello. E poi Mancini.... Ma anche Bergomi, Mihajlovic e Gullit. Io, Costacurta, Maldini e tanti altri siamo cresciuti assieme. Giochiamo da quando eravamo bambini") mentre con la famiglia è stato tutto difficile. A partire dal rapporto col  padre Alfonso:

"Non ci siamo parlati per anni, troppe incomprensioni, troppa distanza. Io ho giocato agli Europei e ai Mondiali e lui non si è nemmeno fatto sentire. Poi lui si è ammalato. Io ero a Bucarest, mi sono precipitato a Milano. È stato allora, qualche giorno prima di morire, che mi ha detto 'Ti voglio bene' per la prima volta. Mi ha consegnato una lettera. Leggendola, non credevo ai miei occhi: siamo stati lontani per una vita intera e in quelle righe, mentre si preparava a salutarmi per sempre, mi diceva che lui mi era sempre stato accanto, che aveva seguito passo dopo passo la mia carriera, che si era appuntato successi e critiche, che era fiero di me e che mi voleva bene. Ero distrutto".

Infine i figli:

"Le accuse di essere un padre poco presente fatte dai miei figli Nicolò e Andrea le ho vissute in modo devastante. Però li capisco e dico questo: quando ci si separa non ci sono vincitori né vinti, al massimo si pareggia la sconfitta. Il mio lavoro mi ha portato in giro per il mondo. Non sempre ho potuto essere accanto a loro, ma ho preso un aereo per vederli ogni volta che ho potuto. Sul braccio mi sono tatuato i nomi dei miei figli. Ci siamo parlati a lungo e ci siamo visti".


Tags: inter zenga figli

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