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Trentalange: Arbitri non sono arroganti, non si conosce il regolamento

20/01/2022 11:55

Trentalange: Arbitri non sono arroganti, non si conosce il regolamento |  Sport e Vai

Uno dei problemi più gravi legato alle polemiche arbitrali - mai così numerose come in questi giorni - sarebbe l'ignoranza da parte di giocatori ed addetti ai lavori del regolamento. Lo sostiene il presidente dell'Aia Trentalange in un'intervista al Corriere della Sera in cui spiega anche perché dal 2016 a oggi i 33mila arbitri in giro per il Paese sono diventati 29mila. 

"I genitori vengono nelle sezioni e ci dicono: da quando mio figlio arbitra è più sereno, più riflessivo a scuola, più ordinato in casa. E tra di voi ha trovato amici nuovi. Però non possiamo mandarlo nei campi e vivere ogni domenica con il terrore di essere chiamati dal Pronto soccorso", spiega il presidente dell'Aia. Alfredo Trentalange.

Sebbene in calo, infatti, gli episodi di violenza ci sono ancora.

"L’arbitro viene ancora visto come uno diverso, come l’uomo nero. Ma quando un giovane calciatore entra nello spogliatoio e racconta l’esperienza differente che sta facendo, avvicina i compagni al ragazzo che la domenica successiva dirigerà la loro partita. E poi può spiegare il regolamento perché — parliamoci chiaro — quasi nessuno lo ha mai letto. Una dozzina di ragazzi ha sfruttato questa opportunità, tra loro un paio di donne, e tutti sono soddisfatti. Bisogna umanizzare la figura dell’arbitro, perché non siamo tutti presuntuosi e arroganti come ci dipingono. Anche se non siamo infallibili".


Tags: arbitri regolamento Trentalange

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