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Suarez: Trattato come criminale dopo morso a Chiellini

12/11/2014 13:34

Suarez: Trattato come criminale dopo morso a Chiellini |  Sport e Vai

“Sono stato trattato peggio di un criminale”. Luis Suarez, nella sua autobiografia “Mi vida” si sofferma a lungo sull’episodio del morso a Chiellini durante i Mondiali in Brasile e racconta particolari inediti, come rivela sport.es: “La cosa assurda della squalifica della Fifa è che anche per firmare col Barcellona dovemmo fare tutto di nascosto, lontano dai paparazzi o chiunque potesse farmi una foto mentre facevo una qualsiasi attività legata al calcio. Firmai un contratto clandestinamente. Quel giorno tutto era stato pianificato come in un film di spionaggio affinchè nessuno potesse scattare foto, c’erano tre auto diverse che uscivano separatamente per sviare la stampa. Uscii dalla casa dei miei suoceri nascosto in un’altra macchina per non farmi vedere”. Suarez parla anche della sua prima apparizione ufficiale al Gamper: “Mi sentivo un ospite o come uno che avesse vinto un concorso. Ricordo cosa disse Luis Enrique: ‘bene, finalmente lo hanno liberato da Guantanamo e può allenarsi con noi. Applaudite tutti il prigioniero scarcerato”. Il bomber uruguagio rigetta l’etichetta di piantagrane: “La gente parla di me come di un giocatore che crea problemi ma parlate con i miei compagni e vedete se riuscite a trovare uno solo che la pensa così”.

LE LACRIME - Suarez sa di aver sbagliato con Chiellini: “Ho commesso un errore, è stata colpa mia. Era la terza volta che succedeva una cosa del genere e avevo bisogno di essere aiutato ma forse sono stato un bersaglio facile. Dare un morso è meno grave che rompere la gamba a un avversario, in Inghilterra puoi fare un fallo durissimo e non essere sanzionato. I miei morsi poi non sono stati come quelli di Tyson a Holyfield ma questo non importa a nessuno”. A dare la notizia della maxisqualifica a Suarez fu il ct uruguayano Tabarez: “Sono stato trattato peggio di un criminale, quando mi hanno detto che dovevo anche lasciare il ritiro stavo per piangere, non l’ho fatto solo perché c’era Tabarez davanti a me”. Si era parlato anche di una clausola anti-morso nel contratto del Barcellona ma Suarez smentisce: “Se ci fosse stata avrei firmato lo stesso ma significava non aver fiducia in me”.

Stefano Grandi     


Tags: barcellona Chiellini autobiografia suarez morso

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