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Pato fa emozionare i tifosi del Milan e dà un consiglio a Leao

10/06/2021 19:56

Pato fa emozionare i tifosi del Milan e dà un consiglio a Leao |  Sport e Vai

Pato non dimentica il Milan. In una diretta sul canale Twitch del club rossonero, l'attaccante brasiliano parla a ruota libera di passato, presente e futuro, tirando fuori dalla scatola dei ricordi tante chicche interessanti. Tutto rigorosamente in italiano:

"Non lo dimentico, anzi dopo tanto tempo in Italia avevo dimenticato il portoghese".

Milan, senti Pato

Si parte dal principio nel 2008 e dalla fine dell'esperienza in rossonero nel 2013:

“Quando sono arrivato al Milan è stato amore a prima vista, quando sono dovuto andare via invece non volevo. Mi rimarrà sempre nel cuore. Quello contro il Napoli è stato un bellissimo esordio, ho provato anche a rubare un gol a Ronaldo. È stato bellissimo il tempo che ho avuto nel Milan, lo seguo sempre. I calciatori devono accettare le critiche, è normale. Rimpianti? Sono arrivato molto presto ed ero da solo, non c’era nessuno. Una volta uscito dall’allenamento rimanevo da solo. Sarebbe stato importante avere qualche persona intorno a me. Mi divertivo molto in campo, poi purtroppo sono arrivati gli infortuni e sono dovuto tornare in Brasile. Ho saputo dopo che il Milan voleva darmi solo in prestito, però purtroppo non è andato così. Sono stato influenzato perché tornassi in Brasile. Adesso sono un ragazzo di 31 anni con una testa che è molto diversa da quella di un ragazzo di 18. In un Milan così farei come minimo 10 gol. Il Milan è stato come una casa per me, una famiglia, però c’è stato un momento in cui mi sono sentito solo. È stata una bella esperienza, rimarrà sempre nel cuore, ci sono tante cose che sono capitate".

Tra le partite più belle ce n'è una contro il Barcellona:

"Mi piaceva giocare quelle partite, mi piaceva andare in velocità perché lasciavano molti spazi: in Champions ho visto un buco e mi ci sono buttato dentro. Volevo calciare di fianco a Valdes, invece è finita sotto le gambe. Meglio di così non poteva andarmi. Cosa penso del Milan di oggi? È una squadra che fa sognare i tifosi, non è facile competere con club che spendono cifre assurde. Maldini con quello che ha in mano ha fatto un bel lavoro, adesso vedo che i tifosi hanno fiducia come tanti anni fa".

Quindi un consiglio a Leao:

“Deve capire che è un giocatore molto importante, è bravo. Il calcio non è solo arrivare a Milanello, allenarsi e andare a casa, bisogna concentrarsi sul tuo lavoro, se sei in un posto come in Italia in cui la tattica è importante devi imparare, studiare, guardare le partite. Vedo che ha tutto questo potenziale, ma può fare di più. A volte quando era Milanello volevo tornare subito a casa, ma il calcio non è così. I giocatori hanno un lavoro molto veloce, due-tre ore sul campo e poi si va a casa. Bisogna curarsi anche in palestra, focalizzarsi sulla testa. Leao deve capire bene dov’è, deve lavorare molto sulla testa, deve capire quello che rappresenta. Sono sicuro che farà molto bene, e lo auguro non solo a lui ma a tutti i giocatori”.

Un aneddoto sul primo giorno a Milanello:

"Sono andato a fare un test. Il dottore mi chiese di coprirmi l’occhio con una mano, mi appoggiai la mano troppo forte sull’occhio ed ebbi qualche problema. Il dottore mi mise un collirio, quando andai a Milanello a fare la prima foto ero con l’occhio praticamente chiuso. Poi quando incontri un giocatore che ha fatto la storia, Ancelotti a pranzo chiese a tutti di alzarsi per salutarmi, tutti si sono alzati e mi hanno dato la mano. Ho visto il rispetto di tutti quei grandi giocatori, è stato bellissimo. Ogni giocatore nuovo deve rispettare gli altri e avere l’umiltà di conoscere gli altri che hanno fatto la storia. Quando nel gruppo tutti vanno nella stessa direzione è il segreto, per questo abbiamo vinto lo scudetto. Tutti giocavano solo per vincere, nessuno per se stesso”.

Infine sul futuro:

"Ho chiuso il mio contratto col San Paolo perché volevo essere felice. Ho girato tante squadre, anche in Cina, volevo un posto che mi facesse sentire felice di nuovo ed è arrivato Orlando dopo sette mesi che ero fermo. Mi è tornata la voglia di giocare, la motivazione che avevo da bambino. So cosa posso fare, posso aiutare molto questa squadra".


Tags: milan pato Leao

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