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Napoli, turnover falso problema: 7 giornate per capire se c'è feeling con Ancelotti

04/09/2018 09:57

Napoli, turnover falso problema: 7 giornate per capire se c'è feeling con Ancelotti |  Sport e Vai

Era scritto sulla sabbia quel “ti amo” ad Ancelotti da parte del popolo azzurro. E' bastato il vento di Marassi a farlo volar via. Nell'emotività Napoli è number one, del resto, come ha detto De Laurentiis che ha provato a calmare un ambiente già torrido dopo la prima, sia pur rovinosa, sconfitta in campionato. In sette giorni si è passati dall'esaltazione per Re Carlo che aveva dato scacco matto al Milan in due mosse alla depressione condita da nostalgie “sarriste” per la squadra tutta nuova presentata a Genova e affondata sotto i colpi di Defrel e Quagliarella. Già partito il dibattito-tormentone: turnover o non turnover? Scontati i capi d'accusa: perchè stravolgere il lavoro di Sarri? Quella che doveva essere una delle risorse del Napoli, ovvero valorizzare appieno una rosa che la precedente gestione aveva ridotto a 13 petali destinati a sfiorire con l'usura, sta diventando la prima condanna per Ancelotti. Mezze misure non ammesse in città: il partito delle vedove di Sarri non aspettava che il primo passo falso per dar sfogo a risentimenti umorali e vecchi pregiudizi, a dispetto del pedigrèe di Ancelotti, uno che ha vinto ovunque. De Laurentiis aveva avvisato per tempo: serviranno 7-8 giornate per vedere il Napoli di Ancelotti, serve tempo ma Napoli avrà questa pazienza? La verità è che il turnover è un falso problema, anzi resta un'arma importantissima e indispensabile. Sia per evitare che si arrivi cotti a marzo, sia per sfruttare tutte le armi a disposizione che, come ha ricordato tra le righe lo stesso presidente, in passato sono rimaste solo a guardare (Ounas è la prima piacevole sorpresa, nel marasma di Genova), sia per un altro motivo. Nello zoccolo duro delle passate stagioni c'è una sorta di appagamento interiore, molti sono svuotati dopo 3 anni intensi a ritmi pazzeschi e dopo la grande delusione dello scudetto mancato l'anno scorso. C'è bisogno di chi li raddrizzi, di chi ridia entusiasmi ma anche di chi faccia capire che non ci sono intoccabili. Che tutti devono guadagnarsi il posto. L'esclusione iniziale di Hamsik e Callejon è stata, sotto certi versi, il primo messaggio alla truppa e subito dopo aver lasciato Insigne negli spogliatoi, nell'intervallo, la seconda scossa. Non ha funzionato per il risultato ma la strada è quella. Perchè questo Napoli risalga manca però un altro elemento. Ancelotti sta allenando questa squadra da grande allenatore in una grande squadra, ma questo Napoli non è ancora una grande squadra. Questo Napoli si sta rapportando ad Ancelotti come se non fosse cambiato niente e invece è cambiato e sta cambiando tutto. Tecnico e squadra devono venirsi incontro: l'allenatore sa che mancano alcuni giocatori importanti in ruoli chiave (i due terzini e il centravanti su tutti) ma ha accettato la scommessa, deve solo aiutare la squadra a ragionare da big, ad accettare le turnazioni e a remare tutti dalla stessa barca, mentre i senatori devono mettersi a disposizione senza capricci e senza arie da prime donne. Sette giornate è il tempo-massimo. Sapete con chi si gioca alla settima? Con la Juventus.

Fabrizio Piccolo


Tags: napoli ancelotti turnover

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