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Milan, Inzaghi: La squadra mi segue, voglio restare a lungo qui

20/03/2015 13:14

Milan, Inzaghi: La squadra mi segue, voglio restare a lungo qui |  Sport e Vai
Probabilmente è l’unico che ci crede davvero: Pippo Inzaghi ritiene di avere ancora chances di poter continuare anche l’anno prossimo l’avventura sulla panchina del Milan, anche se c’è chi ritiene che possa essere già esonerato domani sera se non batte il Cagliari. Il tecnico rossonero si aggrappa alla prova di Firenze, confortante nonostante il ko maturato nel finale: A Firenze credo che si sia visto che la squadra segue l'allenatore, questa è la risposta più bella. Mi auguro di restare qui a lungo, sarà la società poi a decidere il mio futuro valutando i risultati. Io credo molto in questi giocatori. Quando alleni il Milan sai a quello a cui vai incontro. Non potevo non pensare di soffrire visto che è la mia prima esperienza. La squadra mi sta dando risposte importanti, quindi vado per la mia strada. Sono molto sereno. I momenti negativi possono capitare. I tifosi ci sono sempre vicini, accettiamo anche i fischi quando ce li meritiamo. Dobbiamo trasformare i fischi in applausi". Un tormentone ripetuto però troppe volte in stagione, finora sono stati più i fischi che gli applausi: "Non voglio scaricare le colpe su altri. Io sono l'allenatore e quindi sono il primo responsabile. Dispiace perchè fino a gennaio abbiamo visto un bel Milan, poi è successo quello che tutti sanno. Ora pensiamo a finire bene la stagione, poi vediamo cosa succederà a fine campionato. Fino a Natale abbiamo fatto bene, poi abbiamo avuto diversi infortuni che hanno complicato tutto. Abbiamo analizzato quello che è successo, ora continuiamo a lavorare. Ci sono tante cause che hanno portato a quel periodo. Quel che è certo è che gli infortuni hanno condizionato i risultati e la classifica. A Firenze dovevamo avere almeno due gol di vantaggio. Abbiamo preso due gol evitabili, ma quella è stata l'unica pecca della gara". Troppe le rimonte subìte in stagione: "Sarebbe facile avere la ricetta e risolvere tutto. Vincere contro il Verona ci avrebbe dato più serentità. Le vittorie ti permettono di avere più tranquillità anche nelle partite dopo. Abbiamo subito troppe rimonte, quei punti persi pesano. Contro la Fiorentina era normale avere un calo fisico, avrei potuto mettere un difensore al posto di Honda e invece ho inserito Cerci per provare a ripartire. Noi troppo bassi? Nessun allenatore dice alla propria squadra di abbassarsi, in campo ci sono anche gli avversari. Se fossi stati in vantaggio di più gol avremmo sofferto meno. non credo sia una questione fisica, forse basterebbe solo un po' di serenità per gestire le partite". Inzaghi non si fida del Cagliari: "Hanno giocatori in attacco molto rapidi e veloci. Dovremo stare attenti, ma giochiamo a San Siro e quindi dovremo fare la nostra partita. Serve essere più cinici anche davanti. Conosciamo il calcio di Zeman, sarà una gara complicata come tutte quelle che si giocano in Italia. Io devo pensare solo a far giocare bene questa squadra. Dobbiamo comandare il gioco nelle prossime 11 partite". Con Berlusconi il rapporto continua ad essere buono: "L'ho sentito due giorni, era dispiaciuto per la partita di Firenze. Anche lui mi ha detto che sarebbe servito maggiore possesso palla. A fine stagione la società valuterà il mio lavoro e deciderà con serenità cosa fare. Qui tutti vogliono il bene del Milan, io per primo". Ultimo pensiero per Cerci: "Per Alessio a Firenze non era una partita facile, l'ho messo per mettere un po' di preoccupazione alla Fiorentina e per fare il secondo gol. In avanti ho molte scelte, qualcuno deve restare fuori. Io vedo come si allenano, con grande voglia. Io poi devo prendere delle decisioni. Cerci un delusione? No, ha fatto qualche buona partita. E' arrivato in un momento non facile, se fosse arrivato a settembre forse avrebbe avuto meno difficoltà". Stefano Grandi

Tags: honda milan cagliari INZAGHI Cerci zeman

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