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Maldini attacca i social e spiega perché non scriverà una biografia

31/12/2021 10:16

Maldini attacca i social e spiega perché non scriverà una biografia |  Sport e Vai

L'ultima è quella di Ibrahimovic, Adrealina, ma le autobiografie nel mondo dello sport da tempo sono diventate un classico, da Agassi a Baggio. Paolo Maldini però non ci ha mai pensato e spiega il motivo a 7, il magazine del Corriere della sera

Me l’hanno proposto molte volte. Ma le autobiografie hanno senso solo se una persona riesce a dire davvero tutto. Secondo me, non è giusto farlo. Sono una persona fedele al codice non scritto dei giocatori. È una forma di rispetto verso tutti i gruppi con i quali ho lavorato dal primo Milan con Franco Baresi all’ultimo del 2009. Non mi piacerebbe raccontare una verità mia. Quando parli di una squadra, non esiste un unico punto di vista

Nella lunga intervista l'ex terzino rivela cosa ha fatto dopo aver smesso col calcio giocato


«Il giorno dopo la mia ultima partita, sono andato a tagliarmi i capelli. Da lunghi a corti, come li porto ora. Volevo essere altro. Sentirmi apprezzato o meno per quello che ero davvero, non perché ero Paolo Maldini, l’ex calciatore. Ho avuto la fortuna di ritirarmi quando i miei figli erano ancora piccoli. Avere del tempo per loro è stato fantastico. Mi sono goduto una vita normale».

Poi una parentesi su come è cambiato il calcio

«Prima delle partite, negli spogliatoi c’era un silenzio sacro. Adesso, ovunque, c’è musica a un volume altissimo. Non sono il tipo di persona che dice ai miei tempi era meglio. Era solo diverso. I calciatori si adeguano, come tutti i lavoratori. Ad esempio, i social hanno fatto sì che durante i ritiri all’interno dei gruppi non ci sia più tanta conversazione. Instagram e quant’altro hanno ucciso la bellezza implicita del ritiro: il dialogo, le amicizie che si saldavano. Io appartengo a un’altra generazione».

Infine le difficoltà incontrate agli inizi della sua avventura da dirigente rossonero


: "All’inizio, ogni sera tornavo a casa e dicevo a mia moglie che era un disastro. Non facevo che ripetere a Leonardo, che mi aveva voluto con sé, che mi sentivo inutile. Non capivo la parte amministrativa del lavoro, mi chiedevo cosa ci stessi a fare. Io devo sentirmi protagonista. Cosa dissi a Leonardo quando decise di andare al PSG? Che c… dici Leo, fu la mia risposta. Con gli occhi di fuori. Mi sono sentito perso. Ma sinceramente, subito dopo ho avuto anche la sensazione di essere per la prima volta a mio agio. Ero tornato in una situazione dove non avevo nessuno che mi faceva da scudo. Quello che ho sempre cercato. A Leonardo sono molto grato, l’apprendistato con lui è stato fondamentale. Ci sentiamo spesso".


Tags: milan leonardo maldini

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