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Lucescu racconta il dramma della guerra a Kiev, la sua esperienza

14/03/2022 09:09

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Otto titoli da calciatore, 37 da allenatore oggi allena la Dinamo Kiev ma Mircea Lucescu, ex allenatore dell'Inter, oggi parla di guerra e non di calcio. Intervenuto a Radio anch'io sport, su Radio 1, dice: "Avevo già vissuto una situazione simile nel 2014 quando Donetsk si è separata e con lo Shakhtar non siamo più tornati lì, giocando a Kiev o dappertutto ma non a casa nostra. Pensavo fosse finita invece ci risiamo, è successo con la Russia. Eravamo tornati dalla Turchia dove avevamo fatto la preparazione, dovevamo giocare e la notte c'è stato il primo attacco. Non ho avuto paura perché i russi erano lontani. Sono rimasto lì tre giorni, la federazione ha sospeso per un mese il campionato ma penso sarà difficile riprendere. Così ho deciso di andar via con l'aiuto del presidente dell'Uefa, cercando di aiutare anche gli stranieri della mia squadra. Sono andati in Romania e poi nei loro paesi ma gli altri sono rimasti lì. Io sono a Bucarest ora dopo 18 ore di pullman. Abbiamo visto uomini che lasciavano le donne con i bambini per andare in frontiera. E' stato terribile dal punto di vista emozionale"

Lucescu ha allenato anche in Russia: "Non so come si potrà risolvere questa situazione, noi ci sentivamo fratelli ma questo è un problema politico non del popolo. Non si doveva arrivare a questo punto, era meglio rendere autonome quelle zone e fare un'Ucraina federativa. Gli ucraini sono orgogliosi, fieri della loro lingua e della loro cultura, ci sarà una battaglia molto lunga ma nessuno vincerà. Noi in Romania cercheremo di dare il massimo per aiutare i profughi".

Il figlio di Lucescu è stato parlamentare con Putin ma ha preso le distanze: "Giusto, siamo persone con responsabilità e dobbiamo stare dalla parte della verità, cercando di dare un'immagine corretta a quello che succede lì. Cosa può fare il calcio italiano? Noi siamo in grande difficoltà per andare avanti, in tutti gli sport. Magari si potrebbe aiutare i campioni ucraini ad allenarsi perché prima o poi questa guerra finirà ed aiutare i bambini, che è la cosa più importante".


Tags: kiev guerra lucescu

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