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Juve, Chiesa svela chi lo ha aiutato durante l'infortunio

06/03/2023 19:37

Juve, Chiesa svela chi lo ha aiutato durante l'infortunio |  Sport e Vai

Federico Chiesa si è ormai lasciato alle spalle il periodo buio dell'infortunio, da cui è stato tratto un documentario dal titolo Back on Track (su Prime Video) che tratta proprio del percorso di recupero dopo la rottura al legamento crociato subito a gennaio dello scorso anno.

L'attaccante ha così parlato del progetto della piattaforma:

Ho parlato con la Juventus poco dopo l’operazione e all’inizio avevano in mente di fare delle piccole puntate su Youtube. All’inizio è partita come una cosa molto più piccola di quello che si è verificato poi su Amazon. Appena me l’han chiesto ho detto subito di si perché mi ha fatto piacere la richiesta, che volessero far vedere alle persone l’aspetto riabilitativo, quanto fosse duro, le difficoltà.

Il progetto poi si è evoluto, fino quando han visto che stava diventando interessante e han voluto includere la mia parte privata, la mia famiglia, i miei genitori, la mia ragazza che in quei momenti han fatto la differenza per farmi venire fuori da un momento difficile per la mia carriera. Volevano far vedere le emozioni, gli ostacoli che venivano superati insieme, ma anche quello che provava la gente nello starmi vicino e nell’affrontare questa situazione con me. Mia mamma e mio papà mi han sempre visto in campo, non con le stampelle. Sono emozioni diverse. Mio padre si è rotto il tendine rotuleo sia a destra sia a sinistra, ci erano già passati quindi. Quando sono stato male sono stati i primi a darmi forza. Mia mamma mi disse: ‘Nel calcio capita questo, è uno sport di contatto’.

Ritornando su quell'episodio del gennaio 2022, Chiesa ha poi spiegato:

Parto dal fatto che sicuramente, nell’arco della mia carriera, ho subito interventi più brutti, dove magari ero lanciato in corsa ad alte velocità e venivo buttato a terra. Lì si corre di più il rischio. In quel caso lì, dove mi son fatto male, riguardo l’intervento che non è stato bellissimo però l’obiettivo di Smalling era andare sulla palla. È andato sul pallone, non lo ha fatto con cattiveria. Queste cose nello sport di contatto succedono. Ho visto il mio ex compagno di squadra, Rodrigo Bentancur, a cui faccio l’in bocca al lupo, rompersi il crociato da solo. È bastato pochissimo, son cose che capitano mille volte ma basta una frazione di secondo in cui appoggi male il piede stai poi 6/7 mesi fermo. A volte pensi ‘Cavolo mi son spaccato tutto’ invece ti rialzi.

Il giocatore ha ammesso di aver provato paura nei primi alleamenti ("Pensavo e ripensavo a quando mi sono infortunato, al 9 gennaio, però quando ho ripreso ad allenarmi con continuità e quando ho esordito non più. Durante i possessi palla all’inizio avevo flashback ma è una cosa normale"), e ha lodato le strutture della Juve:

L’idea del documentario è stata quella di far vedere il percorso riabilitavo a livello fisico ma anche mentale. Posso dire di essere stato fortunato, nella sfortuna, ad essermi fatto male alla Juve perché è uno dei club più importanti al mondo e ha a disposizione le migliori strutture a livello sanitario. In quell’aspetto sono stato fortunato, è un top club ed è tutto ad altissimo livello. Dalla palestra ai campi, passando per le persone. I ragazzi che lavorano in serie minori non hanno tutto questo, quindi fanno 10 volte in più fatica rispetto a noi. A livello di infortunio ci sono infortuni peggiori, ora di solito ci si mette 6 mesi, anche lì ho avuto problemi nella riabilitazione ma ho avuto la fortuna di trovarmi in un ambiente per risolvere la situazione. Solo tantissimo rispetto per chi gioca in squadre e categorie meno blasonate che rientrano da un infortunio come il crociato. Si vede nel documentario alla fine: dai dottori al fisioterapista, che alla fine è stata una riabilitazione fatta insieme.

Infine, ha rivelato chi gli è stato vicino in questo lungo percorso:

Giorgio [Chiellini], ma anche Bonucci e altri compagni come De Ligt, Vlahovic, mi sono stati vicini. Però come mi ha sempre detto Giorgio ogni riabilitazione è diversa. Lui non ha avuto problemi, forse un po’ all’inizio, mentre a me è andata benissimo all’inizio e poi ci ho messo un po’ a tornare in campo. Lì non ci puoi fare niente. Un crociato per due giocatori ha un percorso diverso. Giorgio aveva sempre male all’inizio a flettere la gamba, io invece nelle prime 3 settimane l’ho raggiunto senza grandi problemi. A livello emotivo si accomunano tutte le riabilitazioni. Nel suo infortunio, Giorgio ha detto che di positivo ha preso che ha passato tanto tempo con la famiglia. Quello che poi ho fatto anche io, l’ho preso come un consiglio quello di stare vicino alla fidanzata, alla famiglia. Viste le tante partite che giochiamo non si può fare.


Tags: juventus giorgio chiellini chiesa

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