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Gli arbitri ora parlano: Irrati spiega tutto su fuorigioco, mani e rigori

11/08/2022 10:25

Gli arbitri ora parlano: Irrati spiega tutto su fuorigioco, mani e rigori |  Sport e Vai

E' un segno del new-deal voluto dal designatore Rocchi e dal presidente dell'Aia Trenatalange. Ancora non siamo arrivati alle spiegazioni post-partita delle decisioni in campo ma ora gli arbitri parlano. Lo fa Massimiliano Irrati che,  a pochi giorni dall'inizio della Serie A, intervistato da Tuttosport fa chiarezza su tanti aspetti regolamentari. A partire dai  falli di mani.

"Bisogna andare incontro al diritto di muoversi dei giocatori: devono giocare con i piedi e la testa, ma per farlo devi coordinarti e per coordinarti devi muovere le braccia. Qualcuno però a volte le utilizza in modo improprio. Ci sono casi in cui è il regolamento a prevedere che un tocco di mano non sia punibile, come l’autogiocata: il calciatore che fa un movimento naturale per rinviare il pallone e se lo rinvia su un braccio non può essere punito"

Poi i rigori punibili e non

 "La prima cosa è osservare l’atteggiamento di attaccante e difendente, focalizzandosi prima di tutto sul difendente: fa un movimento verso l’attaccante? E’ lui che genera il contatto? In questo caso si parte da una situazione di punibilità. Se al contrario è l’attaccante a provocare un determinato contatto siamo lontanissimi dalla punibilità. Se il contatto, anche creato dal difensore, è minimo, è un contatto di gioco, è un tocco, non crea un impatto sull’attaccante, non provoca conseguenze, non va punito".

Quindi il fuorigioco, con la differenza tra  "deviazione" e "giocata".

"Per giocata si intende una situazione in cui il difendente è in controllo del pallone. Per controllo si intende non solo il possesso, la palla tra i piedi, ma la possibilità di giocarlo deliberatamente: la palla arriva da una certa distanza, il difendente è in pieno controllo del corpo e non deve fare scivolate o interventi difficili per giocarla e dunque è un suo errore a far sì che arrivi all’attaccante. Il concetto non è cambiato molto, ma l’Ifab ha dato delle specifiche per rendere la valutazione più oggettiva possibile"

Infine il Var.

"Serve a eliminare gli errori in quelle situazioni che, mostrate a 100 persone, le trovano concordi sulla stessa valutazione. Nel calcio però ci sono anche situazioni che puoi guardare e riguardare senza trovare una soluzione univoca: il var non è stato pensato per queste, perché non possono essere rese oggettive".


Tags: rocchi arbitri irrati

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