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Ferlaino e lo scudetto perso: Napoli era la centrale del TotoNero

16/05/2021 10:54

Ferlaino e lo scudetto perso: Napoli era la centrale del TotoNero |  Sport e Vai

Ricordi belli e brutti quelli di Corrado Ferlaino nel giorno del suo 90esimo compleanno. L'ex presidente del Napoli si confessa a Il Mattino e ricorda di aver vissuto gioie ma anche momenti difficili:

più volte, in 33 anni di proprietà, sono arrivati a mettermi le bombe sotto casa. Ma io ricordo i periodi felici. Ero ricco e spensierato prima di entrare nel Napoli, gennaio del 69. Quando ho chiuso, non avevo più niente. E questo la gente lo ha capito, probabilmente apprezzando anche che non avevo mai messo familiari in consiglio, nessun compenso. A mia insaputa l’amico Verga mi inserì in una cordata di venti soci. Venti, capite? E venti che non volevano tirare fuori una lira ma pretendevano di comandare. Ero giovane, ricco, con aereo privato e yacht. Ma chi me lo faceva fare? Alla fine, però, feci un’offerta per tutto il Napoli e cominciò la storia.

Fatta anche di situazioni poco chiare in campo

Capii molto presto cos’era il calcio. In una partita a San Siro contro l’Inter nel 71: è passato mezzo secolo ma sembra ancora attuale. Eravamo in vantaggio grazie al gol di Altafini e nell’intervallo Mazzola alzò la voce con l’arbitro Gonella. Vinse l’Inter. E per me fu una lezione perché compresi che per vincere servivano campioni e rapporti forti. E mi misi al lavoro. Creai le relazioni con Federcalcio e Lega. Acquistai Savoldi, feci un tentativo per Rossi. E poi Maradona, con il fondamentale aiuto di Juliano e Celentano”

E qui scatta un altro pensiero brutto

“Mi chiedo ancora come mai perdemmo quello dell’88. Per amor di Dio, i calciatori erano onestissimi, però Napoli era la centrale del totonero. La squadra crollò e vinse il Milan. Da allora misi dei premi altissimi e già molto elevati erano gli stipendi dei calciatori. Affrontavo battaglie impari contro le multinazionali ma con grandissimo orgoglio napoletano”.

Nel '90 ci fu la rivincita

“Ancora si arrabbiano l’allenatore e i giocatori del Milan e io ancora faccio salti di gioia. Dissi che Alemao, colpito da una moneta a Bergamo, non mi aveva riconosciuto in ospedale. L’unica bugia della mia vita. Ma Parigi valeva bene una messa, altroché”.

Il Napoli di oggo lo segue ancora, anche se allo stadio non ci va mai, e su Gattuso dice
 

“Se proprio devo rispondere, dico che deve essere riconfermato. E aggiungo che in questo campionato sono state perse partite assurde: non vi possono essere crisi nei rapporti con un allenatore. Nell’88 difesi Bianchi sfiduciato dalla squadra: quattro calciatori andarono via, lui rimase in panchina"


 


Tags: napoli scudetto Ferlaino

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