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Calciomercato Inter, Mazzarri: So che non arriveranno top-player

12/04/2014 13:18

Calciomercato Inter, Mazzarri: So che non arriveranno top-player |  Sport e Vai

Se è un bluff di calciomercato o la consapevolezza che grandi fondi l’Inter non ne ha a disposizione lo si vedrà, ma Mazzarri sembra convinto che anche l’anno prossimo grandi campioni non arriveranno a vestire la maglia nerazzurra, tolto Vidic che è stato già preso a parametro zero. Lo rivela nella conferenza di vigilia della gara con la Sampdoria: "Credo che dobbiamo prendere atto delle difficoltà a livello di grande squadre. E' un periodo di transizione, secondo me d'ora in poi dovremo puntare sul lavoro e sull'organizzazione di squadre perché non puoi prendere top player, tutti devono dare una mano e questo nel giro di poco tempo porterà ad essere di nuovo competitivi. Il mio destino è sempre stato questo, mi gasa questo, non mi spaventa, nella mia carriera ho sempre vissuto situazioni come questa". Mazzarri indica il modello in voga da seguire. Se l’anno scorso tutti indicavano nel Borussia Dortmund l’esempio virtuoso per chi non ha i soldi dei top-club, quest’anno va di  moda chiaramente l’Atletico Madrid di Simeone: "Penso di sì, anni fa lo fece anche il Barcellona. C'è stato un momento in cui serviva pazienza, ha creato campioni in casa. Quindi penso di sì". Non mancano però a Mazzarri risorse interne da far crescere, come Kovacic e Icardi: "Kovacic è un talento, molto giovane e credo che abbia capito alcune cose su cui abbiamo lavorato tutto l'anno. Ha lavorato sia in fase attiva che passiva, è un capitale dell'Inter anche per il futuro, per quanto riguarda sarà importante, sicuro. Icardi deve pensare solo a giocare, deve essere stimolato e deve riuscire a caricarsi, avere un comportamento consono e basta". Di quelli che invece sono arrivati a gennaio ha un po’ deluso D’Ambrosio: "Tutti i miei esterni devono sapere bene cosa devono fare, è un modo diverso di gioco dagli altri ruoli. Il ragazzi vale, è importante e ha fatto bene in altri club. Qui ha pressione, devi vincere e lui deve adattarsi, ma è intelligente e può crescere". Chi invece può cambiare ruolo è Hernanes: "Quest'anno è un cantiere. Lui è uno dei più proprositivi e sto già lavorando per l'anno prossimo. Con il doppio mediano è diverso, se ci sono due incontristi è tutto diverso, se giochi con giocatori più tecnici devi coprirti di più. Conta la mentalità e a livello di gioco conta, sono mancati i risultati". Che servono per blindare un’Europa League altrimenti a rischio: "Come prestazione siamo pronti, ma questo è un anno particolare. In panchina a volte dico che vedo cose che non mi sono mai capitate. A volte sbagliamo tanti, ma non voglio fare nomi. Questo è un anno particolare, a Livorno e contro il Bologna abbiamo perso 4 punti super meritate, che devo dire. Credo che la squadra a livello complessivo poche volte non abbiamo meritato. Quanti punti servono? Quando ho fatto questi discorsi non sono mai tornati i conti. Dobbiamo essere più cinici ed è questa la nostra speranza per queste partite. Non conviene fare calcoli". Ultima riflessione sui moduli: "Qui devono capire i moduli che ho in mente, dal prossimo anno penso che si possano fare anche esperimenti sul 4-2-3-1 e 4-3-1-2, è una cosa che avevo già in mente, mi piace come assetto ma devo avere i giocatori giusti. Con il Napoli siamo usciti con il Chelsea ma abbiamo fatto un girone pazzesco contro squadre che usavano quel modulo. L'assetto non è la cosa più importante. La Juventus usa la difesa a tre ed è in semifinale di Europa League. Il mio Napoli e la mia idea ha fatto tendeza, in tanti hanno preso spunto. In Italia c'è stato un momento in cui anche 8-10 squadre hanno utilizzato la difesa a tre, ma dipenda dall'atteggiamento, per quello non mi fossilizzerei sul modulo".

Stefano Grandi

 


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