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Calcio: Napoli, San Siro è il timbro che manca al passaporto azzurro

20/09/2013 12:49

Calcio: Napoli, San Siro è il timbro che manca al passaporto azzurro |  Sport e Vai

E ora che anche l’Europa ha conosciuto e apprezzato il Napoli post-moderno versione Benitez, ora che più passa il tempo e più prende autocoscienza questa squadra che ha cambiato pelle e uomini senza apparentemente subìre crisi di rigetto, manca solo un ultimo timbro per sdoganare sul passaporto azzurro le rinnovate ambizioni da grandeur. L’esame di San Siro, con un Milan che benissimo non sta ma che dal successo in Champions e dal recupero di alcuni infortunati ha tratto linfa e ossigeno vitali, sembra arrivare al momento opportuno per tastare non solo il polso ma anche gli organi vitali alla creatura di De Laurentiis. Le conferme che si aspettano sono tante, dall’utilizzo del turnover (il Napoli ha appena iniziato un tour de force che lo vedrà in successione impegnato al Meazza, poi in casa col Sassuolo nel turno infrasettimanale, quindi al Ferraris col Genoa ed infine il 1 ottobre a Londra contro l’Arsenal) alla verifica della sua solidità in trasferta (finora 3 successi in casa ed una sola partita giocata fuori, quando contro il Chievo nonostante la vittoria si è sofferto non poco, con due gol subiti) passando per il vero esame delle metodologie del tecnico  che oggi ha concesso un giorno di totale riposo alla squadra. Il turnover è il primo punto interrogativo: come si regolerà Benitez? Darà fiducia ai titolari che hanno battuto il Borussia o cambierà ancora? Considerando gli impegni ravvicinati e il diverso quoziente di difficoltà è presumibile che l’allenatore azzurro cambi massimo 2-3 pedine per San Siro ma non si possono escludere sorprese. Dovrebbe tornare dall’inizio Pandev, lasciato a riposo in Champions, ma al posto di chi? Higuain è quello che finora non si è fermato mai ma è improbabile che si rinunci al Pipita proprio a San Siro.

IL TURNOVER. Viste le condizioni di Insigne sarebbe un delitto rinunciare anche allo scugnizzo di Frattamaggiore. Possibile quindi che uno tra Callejon ed Hamsik parti dalla panchina. A centrocampo si dovrebbe rivedere la coppia Inler-Behrami mentre qualche novità ci sarà in difesa. Mesto potrebbe far rifiatare Maggio e Cannavaro potrebbe prendere il posto di Britos, tra le poche note stonate in Europa. L’esame trasferta e per giunta contro una delle nobili del campionato è poi quantomai importante per capire la reale dimensione di una squadra che non ha ancora risolto tutti i suoi problemi. Ingenuità ed inesperienza stavano costando caro nel finale contro un Borussia in dieci che doveva solo essere “matato” in anticipo.

LA MATURITA.  Dovesse dare prova di personalità, senso tattico e qualità anche a Milano, per il Napoli sarebbe la promozione immediata tra le pretendenti allo scudetto. E qui entra il terzo fattore: funzioneranno i metodi di Benitez che a due giorni dalla supersfida si è riservato solo l’allenamento del sabato per provare la partita con i rossoneri? Dopo la Champions, ieri, solo sgambatura e massaggi, oggi riposo assoluto. Scelte in controtendenza assoluta con le abitudini del calcio di serie A, specie in vista di un big-match. Benitez ha finora dimostrato di sapere il fatto suo e i fatti gli stanno dando ragione. Sa bene l’allenatore spagnolo che c’è ancora tanto da lavorare, che i meccanismi difensivi vanno migliorati, che la squadra deve ancora raggiungere una totale autonomia negli schemi e che all’applicazione piena del suo modo di intendere il calcio manca ancora qualcosa ma sembra non volersi far prendere dalla fretta. San Siro dirà se il suo Napoli è cresciuto ancora o se l’avvio di stagione è andato anche al di là dell’attuale momento della squadra.


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