Il torneo di Madrid sta diventando il centro delle critiche dei tennisti. Sotto accusa è il terreno di gioco, con la terra che non è la solita rossa ma quella blu, simbolo d'innovazione, ma le lamentele non sono tardate ad arrivare.
Qualche giorno fa è stato Rafael Nadal a manifestare la sua insoddisfazione per la nuova terra, voluta dal presidente dell'Atp Adam Helfant, che ha dato il via libera alla sperimentazione dell'innovativa superficie: "Il torneo di Madrid è uno dei migliori del mondo e non deve andare più in là. La terra azzurra è un errore, ma capisco l'organizzazione e la stimo per il suo tentativo di innovare. Il mio rifiuto è verso l'Atp che è quella che permette che si facciano queste cose. Mi sono allenato sul campo centrale e la mia idea sulla terra battuta azzurra non cambia. E' una questione concettuale, non se è bella o no. La prima cosa è che la terra battuta è stata sempre rossa, è una questione di storia. Anche sui campi in cemento ci sono sempre meno cambiamenti e si stanno unificando all'azzurro e al verde. La terra è un materiale che sembra chiaro che se la tingi qualcosa cambia, mentre il cemento se lo dipingi di un colore o di un altro, il risultato è lo stesso. Inoltre, sul cemento giochiamo durante tutto l'anno, mentre sulla terra c'è un periodo di circa un mese e non è necessario cercare di cambiare qualcosa".
Successivamente, al maiorchino si sono accodati anche Novak Djokovic e Victoria Azarenka. Il serbo ha criticato con pungente ironia: "Questo non è tennis. Per giocare su quella superficie servirebbero scarpe da calcetto, altrimenti potrei chiedere l’aiuto di Chuck Norris, magari sarebbe utile per avere qualche suggerimento. Il campo centrale è ingiocabile: sono riuscito a mettere dall’altra parte cinque palle in tutto il match, il massimo che riuscivo a fare era tentare di tenere lo scambio. Quando scivoli sulla terra rossa hai comunque la sensazione che prima o poi riuscirai a fermarti. Qui al contrario ti sembra una cosa quasi impossibile, perché continui all’infinito. Fino ad oggi non ho sentito nessuno dire cose positive su questa terra blu".
Questo invece il giudizio della bielorussa: "Non sono riuscita a gestire la situazione come avrei voluto, ma alla fine sono stata contenta di aver aggirato l’ostacolo e di aver portato a casa il match. Di sicuro non sono riuscita a tenere al massimo la concentrazione, perché era davvero difficile in quelle condizioni. Il rimbalzo è diverso e quindi la situazione è completamente differente da quelle precedenti, siamo come senza riferimento. Nessuno ci ha chiesto se eravamo d’accordo con questo cambio. Il torneo ha fatto questi cambiamenti per impressionare qualcuno, ma non so chi. Non posso definirla un’innovazione, magari potrebbero concentrarsi su qualcos’altro. Non è solo il mio punto di vista, è condiviso da tutti che sul campo si scivola troppo".
Tra i big, l'unico parere che ancora manca è quello di Roger Federer, semplicemente perché non ha ancora avuto modo di provare la nuova superficie ma lo farà oggi, e chissà quale sarà il responso dello svizzero...
Eugenio Bertolino - Redazione sportevai.it
mercoledì, 09 maggio 2012
Il torneo di Madrid sta diventando il centro delle critiche dei tennisti. Sotto accusa è il terreno di gioco, con la terra che non è la solita rossa ma quella blu, simbolo d'innovazione, ma le lamentele non sono tardate ad arrivare.
Qualche giorno fa è stato Rafael Nadal a manifestare la sua insoddisfazione per la nuova terra, voluta dal presidente dell'Atp Adam Helfant, che ha dato il via libera alla sperimentazione dell'innovativa superficie: "Il torneo di Madrid è uno dei migliori del mondo e non deve andare più in là. La terra azzurra è un errore, ma capisco l'organizzazione e la stimo per il suo tentativo di innovare. Il mio rifiuto è verso l'Atp che è quella che permette che si facciano queste cose. Mi sono allenato sul campo centrale e la mia idea sulla terra battuta azzurra non cambia. E' una questione concettuale, non se è bella o no. La prima cosa è che la terra battuta è stata sempre rossa, è una questione di storia. Anche sui campi in cemento ci sono sempre meno cambiamenti e si stanno unificando all'azzurro e al verde. La terra è un materiale che sembra chiaro che se la tingi qualcosa cambia, mentre il cemento se lo dipingi di un colore o di un altro, il risultato è lo stesso. Inoltre, sul cemento giochiamo durante tutto l'anno, mentre sulla terra c'è un periodo di circa un mese e non è necessario cercare di cambiare qualcosa".
Successivamente, al maiorchino si sono accodati anche Novak Djokovic e Victoria Azarenka. Il serbo ha criticato con pungente ironia: "Questo non è tennis. Per giocare su quella superficie servirebbero scarpe da calcetto, altrimenti potrei chiedere l’aiuto di Chuck Norris, magari sarebbe utile per avere qualche suggerimento. Il campo centrale è ingiocabile: sono riuscito a mettere dall’altra parte cinque palle in tutto il match, il massimo che riuscivo a fare era tentare di tenere lo scambio. Quando scivoli sulla terra rossa hai comunque la sensazione che prima o poi riuscirai a fermarti. Qui al contrario ti sembra una cosa quasi impossibile, perché continui all’infinito. Fino ad oggi non ho sentito nessuno dire cose positive su questa terra blu".
Questo invece il giudizio della bielorussa: "Non sono riuscita a gestire la situazione come avrei voluto, ma alla fine sono stata contenta di aver aggirato l’ostacolo e di aver portato a casa il match. Di sicuro non sono riuscita a tenere al massimo la concentrazione, perché era davvero difficile in quelle condizioni. Il rimbalzo è diverso e quindi la situazione è completamente differente da quelle precedenti, siamo come senza riferimento. Nessuno ci ha chiesto se eravamo d’accordo con questo cambio. Il torneo ha fatto questi cambiamenti per impressionare qualcuno, ma non so chi. Non posso definirla un’innovazione, magari potrebbero concentrarsi su qualcos’altro. Non è solo il mio punto di vista, è condiviso da tutti che sul campo si scivola troppo".
Tra i big, l'unico parere che ancora manca è quello di Roger Federer, semplicemente perché non ha ancora avuto modo di provare la nuova superficie ma lo farà oggi, e chissà quale sarà il responso dello svizzero...
Eugenio Bertolino - Redazione sportevai.it

