mercoledì 1 settembre 2010 • 17:14
Golf, Edo Molinari “scalatore”
Da giovedì a domenica nelle alpi svizzere per il 3° successo mentre Tiger Woods dopo il divorzio preferisce New York
Servizio speciale di Enrico Campana
MILANO – Ci ha preso gusto il grande ingegnere del golf. Da giovedì a domenica sulle alpi elvetiche nell’Omega European Masters di Crans-Sur-Sierre, Edoardo Molinari fa un pensierino al terzo successo dell’anno, un traguardo possibile solo per il momento riservato a 6 giocatori oltre l’azzurro, e cioè ai sudafricani Louis Oosthuizen e Carl Schwartzel, al tedesco Martin Kaymer, allo spagnolo Miguel Angel Jimenez, all’irlandese Graeme McDowell e allo svedese Peter Hanson. Per l’Italia anche Manassero al 6° invito, per fare classifica, e il qualificato Nino Bertasio
Si vive tirando sempre al meglio sperando che venga ogni volta il più. Questo il motto di noi italins. Ma a parte l’aria di montagna che fa sempre bene, specie per uno che ha già fatto 20 settimane di gioco, un’ottantina di giri, diciamo quasi 400 ore di gara col tempo bello e brutto, la scelta di Edoardo giocare a Crans, dove l’anno scorso fu 14° e primo italiano, è motivata soprattutto dall’aspettativa di chi pensa che vincendo si può vincere all’infinito.. Giusto quindi per tenere il più a lungo possibile,sulla strada che porta alla Ryder Cup, fra un mese esatto al Celtic Manor Wales, Newport , lo stato di grazia che gli ha permesso nel giro di 50 giorni di conquistare sui links di Scozia. In due ue classiche del primo livello dell’European Tour. E non solo gare di golf, vedi la gran ressa di giornalisti giunti a Gleaeagle per conoscere i nomi dei magnifici 12 della squadra europea, quasi fosse la nazionale di Fabio Capello.
Uno dei segreti del’esplosione di Edoardo, lo Smilzo come lo chiamo io, è sicuramente una figura caratteristica del golf che spesso si sovrappone a quella campione. Si tratta del suo caddie Colin Byrne, ingaggiato questa estate negli Stati Uniti. Un personaggio un po’ diverso da quella specie di jolly-joker a volte mezzo ruffiano e servo-padrone che alligna nella letteratura di questo sport, retaggio dei tempi in cui il caddie era il sensale nelle sfide fra i ricchi signori che gestiva la riffa degli scommettitori. Byrne il baffino che tiene infatti una rubrica su un quotidiano irlandese, dopo quel sublimato d’impresa rappresentato dalla tripletta che ha permesso fra la 14 e la 18 di recuperare 2 colpi e di vincere di uno contro Brett Rumford ( e naturalmente sul fratello), ha dunque scritto un bell’articolo nel quale racconta vita e miracoli del suo datore di lavoro. Il boss, come lo chiama. Avere un bravo caddie oltre che un diarista è davvero una fortuna, oltre che un fatto senza precedenti.
Fosse Edoardo un vero brits, i giornali si contenderebbero il diari settimanale o del Baffino, peccato che il golf in Italia sia “francobollato” dai media, ridotto cioè a un francobollo, una breve nell’alluvione e nel delirio del calcio grande e salutare bolla di sapone. E ciononostante la grande crescita dei nostri giocatori e l’immagine di serietà che ha offerto la sua Federazione col suo carismatico professore, il professor Chimenti del segno del Leone. In ogni caso, devo ringraziare Byrne intanto perché è utile sapere dell’enorme lavoro che c’è dietro questi successi di Edoardo, nella fattispecie il segreto dei miglioramenti sui green grazie al perfezionamento di un colpo a traiettoria bassa, credo per evitare influssi dei venti e accorciare le aleatorietà delle traiettorie che dipendono ovviamente dalle lunghezze delle stesse.
Debbo ringraziarlo anche per una “cosina” scritta domenica di pelle, e che poteva risultare uno sfondone o antipatica. Come in Italia fino a qualche anno fa non si poteva parlare male di Garibaldi o in Francia di Napoleone, guai se non sei dell’ambiente e vesti i panni delll’italico paria, a criticare i grandi saggi del golf. E la tesi che Colin Montgomerie aveva altre idee per la testa, mettiamo Paul Casey, e che Molinari poteva convocarsi solo da se medesimo e non per la lungimiranza, quindi vincendo la gara, è suffragata infatti da Byrne che scrive a chiare lettere che Edoardo è stimato da tutti, ha i media dalla sua, ma sapeva benissimo che l’unica maniera per forzare la mano al capitano scozzese era una sola: vincere!. Gli acquari, ve lo posso garantire, queste cose le avvertono nell’aria, e Edoardo Molinari ha avuto una ragione in più in una stagione nella quale “uncle Colin” si è tenuto alla larga da una minima dichiarazione d’incoraggiamento. Forse perché ha preso per buono il giudizio di uno di quei sussiegosi scribi inglesi che passano la giornata a bere alcolici nella press room, e che ha osato scrivere che “Molinari brothers sono fenomeni da circo”. Con due azzurri nei 12, percentuale del 17 %, l’Italia è dietro agli inglesi (Westwood, Poulter, Fisher, Donald), al pari dell’’Ulster (Graeme McDowell e Rory McIlroy) e davanti alla Germania (Kaymer) alla Spagna (Gimenez), all’Irlanda del nord (Harrington) e alla Svezia (Peter Hanson). E se andiamo a vedere è un’impresa anche quella di Francesco Molinari qualificarsi senza aver vinto un torneo degli ultimi due anni, significa uno sforzo doppio e una regolarità di risultati eccezionale.
L’attenzione sulla Ryder Cup si sposta adesso sui trial della squadra americana, con Corey Pavin, il tentennante capito, che sfoglia la margherita. Tiger o non Tiger?. Potrà aiutarlo la seconda tappa dei playoff del golf in programma questa settimana, che leggerà la mano al numero uno che in New Jersey ha iniziato alla grande e finito bene (12° posto) salvo di peccare di continuità. Intanto la moglie si è tuffata negli studi, per laurearsi in psicologica e aprire in Florida, dove continuerà a vivere coi due figli, una clinica con la buonuscita matrimoniale. Naturalmente Tiger, che forse godrà di qualche attenzione se avesse bisogno di cure, ha ricominciato la sua caccia ai successi, i premi e anche a qualche nuova compagna, e sembra già spunti all’orizzonte una nuova first lay con tanto di matrimonio.
Lui si è stabilito a Manhattan, nella lussuosa downtown, e da lì, nella grande Mela tentatrice, ricomincia la nuova vita a 34 anni, l’età della maturità del golf e aurea per un uomo. Intanto sulla partecipazione alla Ryder Cup di Tiger Woods fra molti silenzi equivoci si è levata la voce dell’editorialista della Cbs il quale suggerisce a Pavin di invitare Woods e a Woods di rifiutarlo. Sarebbe ingiusto, questa la tesi, che il fenomeno prendesse il posto di un altro usurpando il diritto di classifica, e inoltre che l’attenzione per la sua presenza umiliasse i contenuti sportivi della gara. Ecco spiegato l’equivoco balletto Tiger sì, Tiger no, la decisione dovrebbe spettare né al campione né al capitano. Ma solo al buon senso.
Diretta Sky telecronaca dell’Omega European Masters sui canali Sky Sport 2 e Sky Sport 2 HD giovedì 2 e venerdì 3 settembre 15,30-18,30, sabato 4 e domenica 5 13-17. Repliche su Sky Sport 3 e Sky Sport 3 HD ore 21.

