martedì 21 settembre 2010 • 15:41
Golf, 23 azzurri all’esame d’italiano
A Bogogno fino al 24 settembre una delle ultime due selezioni dell’European Tour, poi la fase finale della Qualyfing School per la quale è già qualificato Alessio Bruschi si sposterà a fine novembre in Spagna con la maratona finale
Servizio speciale di Enrico Campana
MILANO – In questi giorni si sono riaperte le scuole, ed è tempo di scuola anche per il golf che offre una serie di gare dette in gergo tecnico “Qualifyng School”. Alla lettera “Scuole di Qualificazione” contrassegnate da differenti livelli di partecipazione e difficoltà. Non è altro che il primo gradino della difficile trafila cui migliaia di giocatori si sottopongono annualmente in tutte le parti del mondo, un’esperienza sulla quale potrebbe raccontare qualcosa di interessante lo stagionato vincitore dell’Italian Open Friedrik Andersson Hed. Sì, parliamo di quella specie di studente fuori corso svedese che a metà maggio ha conquistato il suo primo successo nel tour professionistico a Torino entrando di slancio fra i primi 20 della Money list, un traguardo che probabilmente non figurava più nell’anticamera del suo cervello.
Ma come si fa ad arrivare all’European Tour?. Esattamente come nella vita anche per poter essere ammessi al Pozzo di San Patrizio del golf, gli esami non finiscono mai… Anche nel tour professionistico, o se volete la serie A o Formula Uno di questo sport, esistono meccanismi che servono a determinare la classifica e il merito (si ragiona però per guadagni e non per punti come nella F1, una valutazione reale che colpisce dunque maggiormente l’attenzione della gente). Si tratta intanto di meccanismi interni riguardanti le promozioni e retrocessioni. Per cui entrare a fine stagione fra i primi 110-120 della Money List significa aver raggiunto la salvezza (o la promozione se sei un debuttante) oltre al relativo bel gruzzoletto, diciamo attorno ai 250 mila euro di media.
Questa fascia a rischio a 9 tornei dalla fine del circuito (questa settimana da giovedì a domenica c’è la Vivendi Cup di Parigi dalla quale Edo Molinari ha ritirato però l’iscrizione) comprende una decina di giocatori, e si tratta di nomi conosciuti: dall’argentino Tano Goya (110° posto, 203.871 euro) a quel Sam Hutsby, l’inglese che l’anno passato Matteo Manassero spazzò via nella finale del British Amateur Championship di Formby (118°, 164.014) e una delle matricole della stagione del tour europeo.-
Grazie all’88° posto (che vale 271.673 euro) e alla stupefacente regolarità, questione di stoffa, per cui il Maghetto Azzurro ha sempre superato il “taglio”, cosa che non è riuscita nemmeno a diversi bigs, ad esempio – udite udite – al vincitore del The Open Louis Oosthuizen, ha messo in cassaforte il suo primo traguardo della stagione, la conquista della carta per il circuito dei bigs. Operazione portata a termine con l’incredibile gara nell’Omega European Masters nella quale si è piazzato alle spalle di Jimenez e Edo Molinari, due bigs vincitori di ben 5 Open questa stagione e giocatori della Ryder Cup. Un’altra impresa di una carriera senza precedenti costruita colpo su colpo in meno di 4 mesi, cioè dal suo passaggio al professionismo avvenuto a Torino a metà maggio. E sfruttando i soli 6 inviti a disposizione, il 17enne veronese è riuscito a ottenere una classifica che gli permette di giocare già in gare di una certa importanza. Il capolavoro è stato portato a termine a Crans-Sur-Sierre nella quale ha abbassato due record personali, quello sul giro (64) e lo score totale (-16).
Avesse vinto sulle Alpi svizzere, discorso peraltro ancora aperto in quanto il Maghetto tornerà in campo la settimana dopo la Ryder Cup nell’Alfred Dunhill Links Championship la settimana dopo la Ryder Cup, sarebbe diventato il più giovane vincitore nella storia dell’European Tour. Il primato è del neozelandese Danny Lee, ma ci sono ancora circa 360 giorni davanti per batterlo. E avrebbe anche guadagnato il pass per i tornei maggiori entrando fra i primi 50 alla sua prima stagione, exploit riuscito a Rory McIlroy all’età di 19 anni, quindi 2 in più del veronese.
I vincitori dei vari tornei dell’Europea Tour godono di esenzioni per più anni, in base però all’importanza delle prove, per cui vincere un major significa poter vivere di rendita per tutta una vita. Diverso è invece vincere un piccolo Open, come l’ultimo d’Austria con soli 750 mila euro. Prendiamo come esempio il “field” (il tabellone) della Vivendi Cup di Parigi che comincia giovedì. In Categoria 1 la partecipazione è garantita agli ex vincitori dei Majors , quindi soltanto all’irlandese Padraig Harrington (ultimo successo nell’Us Pga 2008) e l’americano Todd Hamilton vincitore del 133° Open di Royal Troon comparso da qualche settimana nel Tour Europeo dopo aver perso la carta in quello americano. In Categoria 2 figurano gli ex vincitori del PGA, del Volvo Masters e del Dubai World Championship, in Categoria 2b invece i vincitori di alcune altre classiche, quali le prove del World Golf Championship, l’European Open, l’Open di Francia e lo Scottish Open (il torneo vinto quest’anno da Edoardo Molinari). La Categoria 3 garantisce invece la partecipazione a tutti i vincitori dell’European Tour dal 2008 al 2010, un premio che ad esempio permette a un Daniel Vancsik, l’argentino che fece il colpo due anni fa a Torino e che poi non si è ripetuto, di non finire da un anno all’altro nell’anonimato. Seguono altre categorie con altri parametri.
Questa impegnativa trafila di fine stagione è un vero melting-pot, una jungla golfistica perché si danno appuntamento rampanti e delusi, giocatori di belle speranze e mezze tacche, dilettanti, semiprofessionisti e professionisti, a volta giocatori reduci di gravi infortuni. Fra le otto prove dello Stage1 della Qualifying School dell’European Tour c’è quest’anno anche un bell’esamone di italiano al Circolo Golf Bogogno, sulla distanza di 72 buche, che impegna ben 23 giocatori azzurri per i quali questa potrebbe essere la gara della vita. Come fu l’anno scorso la rocambolesca avventura di Lorenzo Gagli che conquistò in extremis il 31° e ultimo posto spiccando il volo nel tour professionistico, anche se costretto a partire molto dal basso, un salto che sta scontando questa stagione.
Gli azzurri sotto esame a Bogogno sono comunque Emanuele Lattanzi, Andrea Rota, Benedetto Pastore, Alberto Campanile, Paolo Terreni, Alessandro Grammatica, Andrea Zanini, Antonio Saragnese, Joon Kim, Luca Galliano, Marco Guerisoli, Marco Bernardini, Marco Crespi, Lorenzo Magini, Nicolò Ravano, Giacomo Tonelli, Fernando Pasqualucci, Pietro Ricci, David Bell, e i dilettanti Claudio Viganò, Gabriele Heinrich, Luca Fenoglio e Nino Bertasio. Circa una ventina di concorrenti saranno ammessi allo Stage2, la seconda tappa di una trafila ricca di stati d’animo, agonismo e spesso colpi di scena .
In parallelo a Bogogno l’esame di inglese si tiene – senza italiani - a Wychwood Park in Inghilterra. Le altre 6 prove di selezione hanno invece già avuto luogo al Ribagolfe (Portogallo), al London Club (Inghilterra), all’Ebreichsdorf (Austria), al Barbaroux (Francia), al Dundonald Links (Scozia) e al Fleesensee (Germania).
Unico italiano promosso allo Stage 2 il toscano Alessio Bruschi grazie al 7° posto in Austria dove oltre ad Alessandro Napoleoni (23°) sono stati bocciati al taglio Nunzio Lombardi e Pietro Mina. La fortuna non è stata alleata di Andrea Basciu, 56° al Ribagolfe, e Alain Vergari al London Club.
La fase finale della Qualifyng Scool da alcuni anni si svolge sulla Costa spagnola cpon i suoi miti inverni e i grandi impianti. Lo Stage2 ,con circa 160 giocatori, è previsto con la chiusura dell’European Tour, precisamente dal 26 al 29 novembre sui quattro percorsi di Costa Ballena e Arcos Garden, a Jerez de la Frontera, e dell’Hacienda de Alamo e di El Vale Golf Resort, a Murcia. Le 30 carte finali per la stagione 2011 si assegneranno nella maratona finale dal 4 al 9 dicembre al PGA Golf Catalunya Resort, sulla distanza di 108 buche, con taglio dopo 72 buche, e probabilmente sarà quello l’esame di riparazione per i vari Tadini, Colombo e Gagli se nelle prossime settimane non riusciranno a entrare fra i primi 20 del Challenge Tour. Ovverto la serie A B del golf che guadagna in qualità ogni stagione, come dimostrano i boomers dell’anno Edoardo Molinari e Rhys Davies entrati si slancio fra i primi 10 dell’European Tour e le difficoltà di Matteo Manassero nelle sue sporadiche incursioni, anche se alla fine ha portato a casa un 2° e un 10° posto alla fine buoni per la classifica.

