Chi non ricorda il pilota carioca Rubens Barrichello, fedele seconda guida della Ferrari dell'epoca Schumacher e la stagione scorsa alla Williams? Quelli che non hanno mai dimenticato il brasiliano, da sempre nella Formula 1, si ricorderanno di certo come - poco prima dell'inizio della stagione tutt'ora in corso - alla Williams si decise di silurare l'esperto ex ferrarista, prediligendo forze fresche come quelle di Bruno Senna.
Barrichello mestamente tolse il disturbo, cercando lidi più amichevoli nell'Indycar - anche a fronte dell'impossibilità di trovare un altro team che fosse intenzionato ad investire su di un pilota "datato" come lui - ma la F1 è da sempre il suo ambiente e l'effetto-saudade è dietro l'angolo.
Rubens ha di recente dichiarato ai microfoni di Auto Motor und Sport che - in fondo - la porta per la F1 lui la considera sempre aperta e, soprattutto, che la Williams non ha osservato il rispetto che va tributato a un pilota che - nonostante la carta d'identità - può ancora dare tanto.
“Penso che ci sia ancora un modo per rientrare in Formula 1, non sto considerando la IndyCar come ultima risorsa professionale. Io guido perché mi piace correre. Il mio cuore batte forte per il Circus e non posso fare a meno di pensare a un ritorno. Non fraintendetemi: sono felice di poter guidare negli Stati Uniti, non mi vedo come una vittima, penso però che sia stato un peccato chiudere il matrimonio con la Williams, non solo per me, ma anche per loro. Sarebbe stato un grande anno insieme. Loro avrebbero tratto beneficio dalla mia presenza, anche per affinare i nuovi talenti. Peccato”
Qualcuno raccoglierà il velato appello dell'ex ferrarista o Barrichello dovrà rassegnarsi e chiudere la propria carriera nell'Indycar?
(fonte motorsportblog.it)
L.Ronza - Sportevai.it
domenica, 19 agosto 2012
Chi non ricorda il pilota carioca Rubens Barrichello, fedele seconda guida della Ferrari dell'epoca Schumacher e la stagione scorsa alla Williams? Quelli che non hanno mai dimenticato il brasiliano, da sempre nella Formula 1, si ricorderanno di certo come - poco prima dell'inizio della stagione tutt'ora in corso - alla Williams si decise di silurare l'esperto ex ferrarista, prediligendo forze fresche come quelle di Bruno Senna.
Barrichello mestamente tolse il disturbo, cercando lidi più amichevoli nell'Indycar - anche a fronte dell'impossibilità di trovare un altro team che fosse intenzionato ad investire su di un pilota "datato" come lui - ma la F1 è da sempre il suo ambiente e l'effetto-saudade è dietro l'angolo.
Rubens ha di recente dichiarato ai microfoni di Auto Motor und Sport che - in fondo - la porta per la F1 lui la considera sempre aperta e, soprattutto, che la Williams non ha osservato il rispetto che va tributato a un pilota che - nonostante la carta d'identità - può ancora dare tanto.
“Penso che ci sia ancora un modo per rientrare in Formula 1, non sto considerando la IndyCar come ultima risorsa professionale. Io guido perché mi piace correre. Il mio cuore batte forte per il Circus e non posso fare a meno di pensare a un ritorno. Non fraintendetemi: sono felice di poter guidare negli Stati Uniti, non mi vedo come una vittima, penso però che sia stato un peccato chiudere il matrimonio con la Williams, non solo per me, ma anche per loro. Sarebbe stato un grande anno insieme. Loro avrebbero tratto beneficio dalla mia presenza, anche per affinare i nuovi talenti. Peccato”
Qualcuno raccoglierà il velato appello dell'ex ferrarista o Barrichello dovrà rassegnarsi e chiudere la propria carriera nell'Indycar?
(fonte motorsportblog.it)
L.Ronza - Sportevai.it

