Il Giro d’Italia 2012 torna a casa dopo la parentesi inaugurale in Danimarca, senza però lasciare le polemiche nello Jutland. In particolare, sono le conseguenze della carambola innescata nello sprint di Horsens da Roberto Ferrari (Androni) a far discutere...
Lo sprinter italiano si dichiara innocente, perché “quando faccio una volata non posso guardarmi anche alle spalle”, ma la sua manovra è stata così spericolata da convincere e la giuria a declassarlo all’ultimo posto (vale per le statistiche e i premi, ma non cambia la sostanza) e il direttore sportivo, Gianni Savio, a cercare di ricucire i rapporti in gruppo, chiedendo perdono al posto del suo pupillo:
“Mi scuso con Mark Cavendish a nome della squadra e di Roberto per il suo compotamento scorretto, anche se non aveva intenzione di fare del male a qualcuno”.
Ma il campione del mondo è furibondo, oltreché dolorante, e accusa: “Ferrari non dovrebbe prendere parte ad uno sprint”; quasi dimentico di tutte quelle volte che i colleghi lo hanno accusato delle stesse infamità.
Chi se la passa peggio di tutti è la maglia rosa, Taylor Phinney (BMC), anch’egli a terra nella carambola conclusiva (ma cosa ci faceva lì, se il tempo viene neutralizzato a 3km dal traguardo in caso di volata? Peccato di gioventù) con una profonda ferita al piede destro che ha fatto pensare anche al ritiro; il ragazzone statunitense se l’è cavata senza fratture, come constatato dopo lunga attesa all’ospedale, ma fatica a poggiare il piede ed è salito in aereo a bordo di una sedia a rotelle, necessaria per non affaticare l’arto. Mercoledì c’è la cronosquadre di Verona e la sua BMC è tra i favoriti, ma molto dipenderà anche dalla sua capacità di recupero, necessaria per conservare un altro giorno – almeno – il sogno maglia rosa.
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martedì, 08 maggio 2012
Il Giro d’Italia 2012 torna a casa dopo la parentesi inaugurale in Danimarca, senza però lasciare le polemiche nello Jutland. In particolare, sono le conseguenze della carambola innescata nello sprint di Horsens da Roberto Ferrari (Androni) a far discutere...
Lo sprinter italiano si dichiara innocente, perché “quando faccio una volata non posso guardarmi anche alle spalle”, ma la sua manovra è stata così spericolata da convincere e la giuria a declassarlo all’ultimo posto (vale per le statistiche e i premi, ma non cambia la sostanza) e il direttore sportivo, Gianni Savio, a cercare di ricucire i rapporti in gruppo, chiedendo perdono al posto del suo pupillo:
“Mi scuso con Mark Cavendish a nome della squadra e di Roberto per il suo compotamento scorretto, anche se non aveva intenzione di fare del male a qualcuno”.
Ma il campione del mondo è furibondo, oltreché dolorante, e accusa: “Ferrari non dovrebbe prendere parte ad uno sprint”; quasi dimentico di tutte quelle volte che i colleghi lo hanno accusato delle stesse infamità.
Chi se la passa peggio di tutti è la maglia rosa, Taylor Phinney (BMC), anch’egli a terra nella carambola conclusiva (ma cosa ci faceva lì, se il tempo viene neutralizzato a 3km dal traguardo in caso di volata? Peccato di gioventù) con una profonda ferita al piede destro che ha fatto pensare anche al ritiro; il ragazzone statunitense se l’è cavata senza fratture, come constatato dopo lunga attesa all’ospedale, ma fatica a poggiare il piede ed è salito in aereo a bordo di una sedia a rotelle, necessaria per non affaticare l’arto. Mercoledì c’è la cronosquadre di Verona e la sua BMC è tra i favoriti, ma molto dipenderà anche dalla sua capacità di recupero, necessaria per conservare un altro giorno – almeno – il sogno maglia rosa.
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