Lance Armstrong non ci sta e con il suo solito carisma battagliero va all'attacco dell'Usada, l'agenzia antidoping degli Stati Uniti che la scorsa settimana aveva fatto partire una denuncia nei suoi confronti per presunti utilizzi di sostanze dopandi dal 1996 sino al 2011.
Armstrong, ritiratosi dalle corse nel 2011, tramite il suo avvocato Luskin ha infatti chiesto che le accuse mosse contro di lui venissero subito ritirate per mancanza oggettiva di prove. Il ciclista texano ha dato mandato al legale di inviare una lettera al Washington Post su cui si legge dell'assenza di prove che avvalorino le accuse di doping della denuncia: Lance Armstrong respinge quindi ogni addebito, rispondendo con stizza e parlando di testimoni comprati e pagati dall'Usada.
Il procedimento formale di accusa nei confronti del ciclista risale a dieci giorni fa, il 13 giugno, quando l'Usada aveva sostenuto che alcuni campioni di sangue prelevati da Armstrong dal 2009 al 2010 sarebbero compatibili con ipotetiche manipolazioni sanguigne, compreso l'utilizzo di Epo o di trasfusioni: qualora le accuse si rivelassero fondate, il texano dovrebbe dire addio ai sette Tour de France vinti consecutivamente tra il 1999 ed il 2005.
Gabriele Vecchi - Sportevai.it
sabato, 23 giugno 2012
Lance Armstrong non ci sta e con il suo solito carisma battagliero va all'attacco dell'Usada, l'agenzia antidoping degli Stati Uniti che la scorsa settimana aveva fatto partire una denuncia nei suoi confronti per presunti utilizzi di sostanze dopandi dal 1996 sino al 2011.
Armstrong, ritiratosi dalle corse nel 2011, tramite il suo avvocato Luskin ha infatti chiesto che le accuse mosse contro di lui venissero subito ritirate per mancanza oggettiva di prove. Il ciclista texano ha dato mandato al legale di inviare una lettera al Washington Post su cui si legge dell'assenza di prove che avvalorino le accuse di doping della denuncia: Lance Armstrong respinge quindi ogni addebito, rispondendo con stizza e parlando di testimoni comprati e pagati dall'Usada.
Il procedimento formale di accusa nei confronti del ciclista risale a dieci giorni fa, il 13 giugno, quando l'Usada aveva sostenuto che alcuni campioni di sangue prelevati da Armstrong dal 2009 al 2010 sarebbero compatibili con ipotetiche manipolazioni sanguigne, compreso l'utilizzo di Epo o di trasfusioni: qualora le accuse si rivelassero fondate, il texano dovrebbe dire addio ai sette Tour de France vinti consecutivamente tra il 1999 ed il 2005.
Gabriele Vecchi - Sportevai.it

