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Osimhen si racconta tra infanzia dura, sogni e lasagne

09/07/2020 15:24

Osimhen si racconta tra infanzia dura, sogni e lasagne |  Sport e Vai

Ama dormire molto, mangiare di tutto, specie la lasagna, adora la moda e lo shopping ma per Osimhen la vita agli inizi è stata assai difficile. L'attaccante nigeriano del Lille e oggetto dei desideri del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista al podcast The Out of Home, proposta in anteprima da CalcioNapoli24, partendo dall'infanzia dura: "Sono nato e cresciuto a Lagos in una piccola comunità, ho perso mamma quando ero molto piccolo ed un mese dopo la sua perdita mio padre perse il lavoro. A quel punto abbiamo iniziato a vendere acqua nella nostra strada, ma avevo dei sogni da realizzare. La storia è molto lunga, avevamo problemi nel mangiare ma nella mia mente c’era la fiducia nel credere che qualcosa sarebbe cambiato. L'aver avuto un sogno in mente è stato qualcosa che mi ha portato ad andare avanti e a non mollare" .Osimhen aggiunge:"Mia sorella mi ha accudito e non mi ha fatto mancare niente, provava a rendermi felice nonostante la situazione. Così come papà, sebbene avesse perso il lavoro e non avesse lo stipendio cercava di mandarci avanti. Quando mamma è morta è stato difficile, ma qualsiasi somma riuscissimo a recuperare la usavamo per comprare del cibo. Ricordo che il padrone dell’appartamento veniva a riscuotere l’affitto, e visto che non avevamo i soldi per pagare ci insultava: in quei momenti mi capitava di guardare il cielo e chiedevo perchè andasse in quel modo. Le mie sorelle hanno fatto davvero tanto per me, ogni volta che stavo per mollare non lo facevo perchè pensavo a loro. Papà magari avrebbe voluto che diventassi un medico, eppure mi ha lasciato giocare a calcio: veniva a vedermi nei tornei, mi portava a vedere le partite. Quando segnavo, piangeva di gioia ed io ero fiero di come abbia supportato il mio sogno". Osimhen racconta poi i suoi inizi in Europa, " Dopo il Mondiale Under 17 in tanti mi cercavano: Barcellona, Juventus, Arsenal, Inter. Però io volevo crescere, lo sviluppo era importante per me affinché potessi diventare un buon attaccante. Il Wolfsburg era una buona opzione per me, parlai con il loro coach e mi dissi che sarebbe stata una scelta. Se al Wolfsburg fosse rimasto mister Hecking, che andò al Moenchengladbach, avrei avuto più chance perchè mi aveva scelto lui. Però a quel punto avrei giocato anche in quarta divisione, pur di giocare. Ero e sono convinto del concetto di mai dire mai, del fatto che nella mia vita ci fosse spazio per diventare davvero grande. Avrei dovuto solo aspettare.  so che ciò che ho fatto a Lille e Charleroi si basa su ciò che ho imparato al Wolfsburg.  Non dimenticherò mai la chiamata dello Charleroi. Il presidente mi disse che m’avrebbe voluto lì già in serata, me lo confermò il mio agente. Avrei firmato senza nemmeno fare le visite mediche, ero felicissimo dopo il rifiuti di Zulte Waregem e Bruges: quando arrivai, mi dissero che avrei firmato il giorno dopo. Era un sogno, dopo esser stato scartato qualche settimana prima, potermi mettere all’opera su un campo da calcio.  Segnai venti gol in quella stagione, ed è lì che segnai il mio primo gol da professionista prima di tornare in nazionale". Il presente parla di un talento ambito da tanti club: "Voglio giocare in uno dei maggiori club del mondo, vincere la Champions League, vincere qualcosa con la Nigeria. Voglio vincere, spero non sia un sogno troppo grande. A chi mi ispiro? Ce ne sono alcuni che mi piacciono molto: penso che posso rubare qualche movimento a Didier Drogba, anche se non gli assomiglio molto come tipo di giocatore".


Tags: napoli lille osimhen

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