Svizzera: fallisce il Bellinzona, addio a 109 di storia del calcio elvetico

Svizzera: fallisce il Bellinzona, addio a 109 di storia del calcio elvetico
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bellinzonaDopo ben 109 anni di storia nel calcio svizzero, il Bellinzona non esiste più. La società elvetica è stata infatti dichiarata fallita dal pretore Marco Ambrosini, che dopo l'esame della documentazione prodotta giovedì scorso dai legali di Gabriele Giulini, presidente della società, ha deciso di non dar seguito né all'istanza di revoca della procedura in corso né a quella di proroga (due settimane il tempo richiesto) in vista dell'ipotizzato ingresso di potenziali investitori. Il giudice, a fronte dei documenti che comprovano la grave situazione finanziaria del club il cui scoperto ammonterebbe a 8,5 milioni di franchi, non ha potuto fare altro che decretarne il fallimento. Lo stesso Giulini aveva reso noto di voler ricorrere contro questa decisione ma in sede di Tribunale di appello, la Camera Ufficio esecuzioni-fallimenti ha respinto il reclamo. 

'UNA FINE INDEGNA QUANTO PREVEDIBILE'. Una notizia che ha gettato nello sconforto i tifosi. Il gruppo B'zona Boys 2005 ha espresso il proprio amaro pensiero al riguardo attraverso un comunicato stampa: "Purtroppo la notizia era nell'aria da qualche settimana, ora la paura che ha per lungo tempo attanagliato i tifosi granata si è purtroppo concretizzata: l'AC Bellinzona è fallito. Il silenzio e la poca trasparenza che hanno contraddistinto l'operato della dirigenza dell'ACB si è definitivamente spezzato, rivelando a tutti lo scenario peggiore possibile. Ben 109 anni di storia sono stati indelebilmente macchiati da questo evento, il quale non è altro che, in ordine di tempo, l'ultimo di questo tipo. Altri casi analoghi hanno caratterizzato il calcio svizzero negli ultimi decenni; a quanto pare gli insegnamenti che si potevano trarre da questi esempi negativi non sono però stati recepiti. Una fine indegna quanto prevedibile. Oggi è fallito l'ACB, ma la creazione di una compagine calcistica unica ed artificiale comporterebbe il fallimento dell'intero calcio a livello ticinese. È impensabile che un calcio fatto di passione e di un sano campanilismo possa essere repentinamente sostituito da una squadra il cui unico obiettivo è quello di creare una realtà economicamente competitiva. Solo mantenendo la nostra identità si potrà nuovamente onorare la maglia granata. Il marcio non si trova dietro alle bandiere che sventoliamo o dietro agli striscioni che esponiamo, si trova bensì dietro alle giacche ed alle cravatte indossate dai dirigenti, i quali lavorano in modo sempre meno chiaro, mirando molte volte al conseguimento dei propri interessi piuttosto che al bene della società. È stato ancora una volta dimostrato che la parte malata di questo calcio non siamo noi: non lo siamo mai stati e mai lo saremo. Lotteremo sempre per la maglia granata e contro tutte le parole che la gente spenderà per denigrarci e criminalizzarci. Il nostro sostegno e amore per la maglia, per tutto ciò che essa rappresenta per ognuno di noi, e, al contrario, l'odio per chi vuole ridurre il calcio ad una transazione finanziaria non si ferma quindi oggi, ma continuerà bensì ad accompagnarci anche in futuro".

Eugenio Bertolino

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