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Son, l’ex promessa che segna super-gol

27/11/2018 12:00

Son, l’ex promessa che segna super-gol |  Sport e Vai

Sono 10 anni che si parla di Son Heung-Min come del fuoriclasse del futuro del calcio asiatico. Intanto questo ragazzo nato a Chuncheon, la città sudcoreana dei grandi laghi, è cresciuto e oggi, a 26 anni, non ha ancora mantenuto le promesse fatte nel 2008, quando l’Amburgo lo prelevò dal Seoul per aggregarlo alla propria academy e lanciarlo poi in prima squadra due anni più tardi. Ciò nonostante ha saputo ritagliarsi un ruolo importante nel calcio europeo, come soli pochi giocatori asiatici in precedenza. Gli inizi nel club tedesco sono promettenti, Son segna all’esordio nel campionato tedesco a soli 18 anni per poi esplodere nei due campionati seguenti ed essere ceduto nell’estate 2013 al Bayern Leverkusen per 10 milioni di euro. Una cifra triplicata due stagioni e 41 gol dopo, quando il Tottenham lo acquista dalle Aspirine per 30 milioni di euro. Ecco, in quel momento sono in molti, dall’Europa al Lontano Oriente, ad attendersi l’esplosione definitiva di Son, l’affermazione in Premier League e l’ingresso definitivo nell’élite del calcio internazionale. Invece in Inghilterra il talento sudcoreano arresta la sua crescita, anche a causa della folta concorrenza trovata in casa Spurs: Lamela, Chadli, Townsend e Alli gli contendono spazio sugli esterni dell’attacco di Mauricio Pochettino, che nella stagione 2015/16 sfrutta solo a sprazzi le doti di Son, sempre in bilico tra campo e panchina.

L'ASCESA. Va meglio la stagione seguente, in cui il sudcoreano riesce a ritagliarsi un buono spazio realizzando ben 14 reti in Premier, 6 in FA Cup e una in Champions League. Merito anche di Pochettino, che vira da un calcio associativo ad uno più diretto, in cui i movimenti di Alli creano spazi per i tagli esterno-interno di Son, esaltati dalle rifiniture di Eriksen. Son pare giocare su un campo inclinato verso la porta avversaria, quando prende palla parte in avanti sfruttando la sua accelerazione e l’eccezionale controllo in velocità. Ma, come in Germania, i gol sono anche frutto delle sue capacità balistiche: l’esterno coreano sa colpire di destro e di sinistro. Anche l’ultima stagione è positiva, Son segna complessivamente 18 gol tra tutte le competizioni, ma nelle ultime giornate finisce spesso in panchina, in una squadra che perde certezze e vede sfumare il ruolo di anti-Manchester City.

LO STOP. Mentre Son elimina la Germania ai Mondiali in Russia - sua la rete-beffa a Neuer avanzato a centrocampo nello storico 2-0 della Corea del Sud ai campioni del mondo in carica - a Londra Pochettino inizia la ricerca di un nuovo equilibrio tattico. Il giocatore salta la prima parte di stagione per partecipare e vincere i Giochi Asiatici, evitando così i 2 anni di servizio militare in patria, ma quando torna al Tottenham non ha più il posto da titolare. Come in tutta la sua carriera, al sudcoreano basta poco per farsi notare. Per informazioni chiedere al Chelsea, battuto sabato nel derby londinese e umiliato proprio da Son, autore del momentaneo 3-0 dopo essere partito da centrocampo e aver dribblato l’intera difesa dei Blues. Dopo 10 anni in Europa questo ragazzo che viaggia a mille palla al piede con la sua posa ingobbita non sarà diventato un fuoriclasse, ma di sicuro è un giocatore in grado di spaccare la partita. E a cui l’Inter, domani sera, dovrà fare attenzione. 

 


Tags: corea del sud tottenham pochettino son Son Hueng-Min

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