Una sala stampa piena di giornalisti e fotografi, la dirigenza presente al completo così come il capitano della squadra, insieme a tanta amarezza e commozione. Ecco come si presenta l'ultima conferenza stampa di Luis Enrique da allenatore della Roma.
L'allenatore asturiano ha dato ufficialmente il suo addio, approfittando dell'occasione alla vigilia della sfida finale di questa stagione a Cesena. Nessuna polemica, nessun sassolino tolto dalle scarpe. L'impressione è che il calcio italiano abbia salutato un grandissimo uomo, come pochi ce ne sono in questo ambiente. Queste le sue parole di commiato: "Due giorni fa ho fatto una riunione con la squadra per dire cosa pensavo, cosa sentivo. E’ stata una cosa bellissima, ho fatto un saluto ai calciatori con il cuore. Per me è stato un grandissimo piacere essere allenatore di questa squadra, mai mi sono pentito di venire qui. La mia famiglia è stata felice di essere qui. Sono stato io a dover convincere loro ad andare via, erano convinti che sarei rimasto. Io ho avuto il rispetto di tutti i tifosi per la strada. Me ne vado perchè sono molto stanco, ho dato il 100% in questa stagione. So che non mi basterà l’estate per recuperare la forza e quindi non posso darla alla squadra. Il prossimo anno non allenerò sicuro. Devo recuperare. Sono molto passionale, è stata un’avventura, voi l’avete chiamata progetto, parola di cui siamo stanchi. Per me è stata un’avventura bellissima, ho speso tutta la mia energia. Contano i risultati, ma per me non è stata una stagione molto brutta. Questa squadra per me è migliorata tantissimo, non per i risultati ma per l’impegno dei ragazzi che ringrazio sempre e li ringrazio oggi nel mio ultimo giorno pubblico. Non ho nessun rimprovero da fare a nessuno. Totti? Ho parlato così tanto di Francesco che me ne sto innamorando, mia moglie è gelosa. E’ stato molto speciale, dall’inizio ho avuto una bellissima sensazione con lui. A inizio allenamento dopo un esclusione gli ho detto che non avevo nessunissima guerra con lui, anzi. E’ stato un piacere con Francesco, è un campione. I miei errori? Ne ho fatti tanti, chiedo scusa, a volte uno ha la sua personalità, ma continuo a essere convinto che in Italia si possa giocare un bel calcio. Continuo a preferire il calcio all’attacco, anche se non vi preoccupate migliorerò la fase difensiva. Se può essere vincente il mio calcio qui? Sicuro che può esserlo, ma non ho nessun sentimento di rivincita. Riprovarci? Chi lo sa, meglio recuperare un po'. E' stato bellissimo, un grande orgoglio essere l’allenatore della Roma. Grazie di tutto".
Eugenio Bertolino - Redazione sportevai.it
sabato, 12 maggio 2012
Una sala stampa piena di giornalisti e fotografi, la dirigenza presente al completo così come il capitano della squadra, insieme a tanta amarezza e commozione. Ecco come si presenta l'ultima conferenza stampa di Luis Enrique da allenatore della Roma.
L'allenatore asturiano ha dato ufficialmente il suo addio, approfittando dell'occasione alla vigilia della sfida finale di questa stagione a Cesena. Nessuna polemica, nessun sassolino tolto dalle scarpe. L'impressione è che il calcio italiano abbia salutato un grandissimo uomo, come pochi ce ne sono in questo ambiente. Queste le sue parole di commiato: "Due giorni fa ho fatto una riunione con la squadra per dire cosa pensavo, cosa sentivo. E’ stata una cosa bellissima, ho fatto un saluto ai calciatori con il cuore. Per me è stato un grandissimo piacere essere allenatore di questa squadra, mai mi sono pentito di venire qui. La mia famiglia è stata felice di essere qui. Sono stato io a dover convincere loro ad andare via, erano convinti che sarei rimasto. Io ho avuto il rispetto di tutti i tifosi per la strada. Me ne vado perchè sono molto stanco, ho dato il 100% in questa stagione. So che non mi basterà l’estate per recuperare la forza e quindi non posso darla alla squadra. Il prossimo anno non allenerò sicuro. Devo recuperare. Sono molto passionale, è stata un’avventura, voi l’avete chiamata progetto, parola di cui siamo stanchi. Per me è stata un’avventura bellissima, ho speso tutta la mia energia. Contano i risultati, ma per me non è stata una stagione molto brutta. Questa squadra per me è migliorata tantissimo, non per i risultati ma per l’impegno dei ragazzi che ringrazio sempre e li ringrazio oggi nel mio ultimo giorno pubblico. Non ho nessun rimprovero da fare a nessuno. Totti? Ho parlato così tanto di Francesco che me ne sto innamorando, mia moglie è gelosa. E’ stato molto speciale, dall’inizio ho avuto una bellissima sensazione con lui. A inizio allenamento dopo un esclusione gli ho detto che non avevo nessunissima guerra con lui, anzi. E’ stato un piacere con Francesco, è un campione. I miei errori? Ne ho fatti tanti, chiedo scusa, a volte uno ha la sua personalità, ma continuo a essere convinto che in Italia si possa giocare un bel calcio. Continuo a preferire il calcio all’attacco, anche se non vi preoccupate migliorerò la fase difensiva. Se può essere vincente il mio calcio qui? Sicuro che può esserlo, ma non ho nessun sentimento di rivincita. Riprovarci? Chi lo sa, meglio recuperare un po'. E' stato bellissimo, un grande orgoglio essere l’allenatore della Roma. Grazie di tutto".
Eugenio Bertolino - Redazione sportevai.it

