Dopo un'era vissuta con la Roma sotto la guida del padre Franco per poi prenderne il comando dal 2008 e fino all'anno scorso dopo la cessione della società agli americani, l'ex presidente Rosella Sensi, attuale Assessore alla Comunicazione e Diritti dei Cittadini del Comune di Roma, torna a parlare dei giallorossi e lo fa in un'intervista rilasciata all'emittente romana Radio Radio, parlando innanzitutto del suo amore per la Roma: "Per me e per la mia famiglia l’amore per la Roma è una questione di dna. Per cui la Roma per me è sempre lavoro e mi impegna molto. Un impegno affascinante da innamorata di questa città. Roma è la Roma. Per me è una cosa speciale e chi è tifoso della Roma lo sa. In passato ammetto che sono stati fatti degli errori, ma ammetto anche che sono state fatte cose molto bene. Basti pensare ai secondi posti dietro ad un’Inter galattica. Mi porto a casa tante soddisfazioni e tanti successi, frutto di un lavoro bellissimo".
Rosella Sensi si dice entusiasta della scelta di Zeman, già voluto da suo padre nel '97 ma 'costretto' ad esonerarlo due anni dopo per via delle ingerenze politiche, ma su questo punto l'ex presidente non si sbottona e anzi coglie l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: "Sono felicissima di Zeman. Da tifosa sono molto molto felice del ritorno del mister sulla panchina della Roma. Zeman ha detto che fu mandato via per questioni politiche? Io dico una cosa: la pazienza che si sta dimostrando adesso, con me non si è dimostrata neanche per un’ora. All’epoca fu una scelta di mio padre, non ricordo che ci furono ingerenze politiche. Non voglio, però, smentire neanche mister Zeman. Ricordo che mio padre scelse Capello facendo un discorso diverso. Di altro non so".
Infine un commento sul capitano Francesco Totti, avanzando anche una proposta su un possibile ruolo per lui in futuro, fuori dal campo: "Se può giocare ovunque? Sì, penso proprio di sì, Totti può giocare ovunque. Poi deve scegliere l’allenatore dove posizionarlo. Francesco ha delle capacità particolari. Francesco anche se infortunato, da fermo riesce a dare fastidio comunque alla squadra avversaria. Per me è un fuoriclasse. Starebbe bene anche in porta. Totti presidente onorario? Magari, perché no. E’ un’emblema, un simbolo di un calcio che probabilmente non c’è più. Francesco è unico perchè si è sempre sacrificato tantissimo per questa magia. Si è sempre sacrificato e, spesso, è stato anche criticato ingiustamente. Sarebbe bello vederlo come presidente".
Eugenio Bertolino - Redazione sportevai.it
martedì, 12 giugno 2012
Dopo un'era vissuta con la Roma sotto la guida del padre Franco per poi prenderne il comando dal 2008 e fino all'anno scorso dopo la cessione della società agli americani, l'ex presidente Rosella Sensi, attuale Assessore alla Comunicazione e Diritti dei Cittadini del Comune di Roma, torna a parlare dei giallorossi e lo fa in un'intervista rilasciata all'emittente romana Radio Radio, parlando innanzitutto del suo amore per la Roma: "Per me e per la mia famiglia l’amore per la Roma è una questione di dna. Per cui la Roma per me è sempre lavoro e mi impegna molto. Un impegno affascinante da innamorata di questa città. Roma è la Roma. Per me è una cosa speciale e chi è tifoso della Roma lo sa. In passato ammetto che sono stati fatti degli errori, ma ammetto anche che sono state fatte cose molto bene. Basti pensare ai secondi posti dietro ad un’Inter galattica. Mi porto a casa tante soddisfazioni e tanti successi, frutto di un lavoro bellissimo".
Rosella Sensi si dice entusiasta della scelta di Zeman, già voluto da suo padre nel '97 ma 'costretto' ad esonerarlo due anni dopo per via delle ingerenze politiche, ma su questo punto l'ex presidente non si sbottona e anzi coglie l'occasione per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: "Sono felicissima di Zeman. Da tifosa sono molto molto felice del ritorno del mister sulla panchina della Roma. Zeman ha detto che fu mandato via per questioni politiche? Io dico una cosa: la pazienza che si sta dimostrando adesso, con me non si è dimostrata neanche per un’ora. All’epoca fu una scelta di mio padre, non ricordo che ci furono ingerenze politiche. Non voglio, però, smentire neanche mister Zeman. Ricordo che mio padre scelse Capello facendo un discorso diverso. Di altro non so".
Infine un commento sul capitano Francesco Totti, avanzando anche una proposta su un possibile ruolo per lui in futuro, fuori dal campo: "Se può giocare ovunque? Sì, penso proprio di sì, Totti può giocare ovunque. Poi deve scegliere l’allenatore dove posizionarlo. Francesco ha delle capacità particolari. Francesco anche se infortunato, da fermo riesce a dare fastidio comunque alla squadra avversaria. Per me è un fuoriclasse. Starebbe bene anche in porta. Totti presidente onorario? Magari, perché no. E’ un’emblema, un simbolo di un calcio che probabilmente non c’è più. Francesco è unico perchè si è sempre sacrificato tantissimo per questa magia. Si è sempre sacrificato e, spesso, è stato anche criticato ingiustamente. Sarebbe bello vederlo come presidente".
Eugenio Bertolino - Redazione sportevai.it

