martedì 7 settembre 2010 • 23:01
Qualificazioni Europei 2012, l’Italia supera le Far Oer 5-0. Cassano illumina la scena, bene il gioco e i giovani di Prandelli
L’Italia vince e diverte al Franchi di Firenze dove decidono i gol di Gilardino, De Rossi, Cassano, Quagliarella e Pirlo, in una sfida nella quale FantAntonio ha illuminato gli azzurri per tutit i 90′. I punti nel Gruppo C diventano 6, anche se l’avversario di questa sera era soltanto uno sparring partner
FIRENZE, 7 settembre 2010 – La giovane Italia di Prandelli vince 5-0 e viaggia, a punteggio pieno, in un girone che deve ancora dire le cose più significative. Ma la partita non era certo battere le Far Oer e forse nemmeno batterle tanto a poco, quanto fare un altro passo verso una consapevolezza di sé che l’Italia deve riconquistare quasi completamente. Serviva ritrovare il calore di Firenze, riavvicinare la gente e magari provare anche a divertirla nel tentativo di ricucire uno strappo che gli atteggiamenti del ‘gruppo’ ma anche i risultati del Mondiale sudafricano, avevano finito per rendere ulteriormente slabbrato.
L’Italia vista contro le Far Oer, molto più sicura e dinamica rispetto a quella vista contro l’Estonia, ma a confronto con un avversario ancora più modesto e dimesso, è piaciuta. Ha cercato l’impegno, il movimento, il fraseggio rendendo quello contro i dilettanti del nord un buon allenamento in vista di prove ben più intriganti: contro l’Irlanda del Nord, l’8 ottobre a Belfast, e la Serbia, il 12 a Genova servirà altro. Lì ci faremo un’idea più chiara della consistenza e delle prospettive del progetto Prandelli che per ora porta due vittorie in due partite, parecchio malumore in meno e un ambiente più rilassato, sereno e accogliente.
Poi ci si gode un Cassano che ha voglia di giocare, per gli altri più che per se stesso, e che trova sì un gran gol ma ne favorisce almeno un paio costruendo quasi da solo almeno sei-sette palle gol distribuite tra Gilardino, Montolivo, Rossi e De Rossi. Il lavoro tecnico di Prandelli registra cambi non solo di banale backup (Pazzini per Gilardino, Quagliarella per Rossi) e sicuramente non di turn-over (De Silvestri per Cassani, Antonelli per Molinaro): quanto piuttosto di sistema. Prandelli sta impostando un lavoro che non punta sui singoli né sulle individualità: ma non può escluderle. E di conseguenza il CT sembra volere creare le condizioni perché tutti siano coinvolti, ‘annusino’ l’atmosfera e si sentano finalmente parte di un progetto che deve arrivare lontano e non può fare a meno di nessuno.
Si riscontrano alcuni movimenti finalmente non solo abbozzati, con Pirlo sempre più coinvolto in cabina di regia perché finalmente c’è qualcosa da dirigere e qualcuno che là davanti si muove. I gol arrivano da azioni molto diverse l’una dall’altra e non così episodiche: e anche dopo il terzo gol nessuno degli azzurri dà l’impressione di volersi accontentare, né di voler rallentare. Un atteggiamento giusto e condivisibile, alimentato anche dalle intenzioni di Pazzini, desideroso di dimostrare una volta di più che questa Nazionale ha bisogno di lui e Cassano insieme, e dallo stesso Cassano, ispirato e di conseguenza molto cercato da tutti i compagni a volte anche con lunghissimi lanci.
Non è una Nazionale Cassano-dipendente, non ancora: ma molto identifica questo momento azzurro nella sua voglia di fare e di dimostrare. Se il pubblico lo applaude, e gli dedica un coro alla fine del match, è un buon segno: vuol dire che la gente si è divertita. Ed era questo un altro degli obiettivi non scritti nel block-notes di CT. Il resto? Un’ordinaria amministrazione che lascia l’impressione di una certa godibilità e, pur non potendo illudere nessuno, fa pensare che il tunnel è dietro la curva, quella alle spalle. Fonte: eurosport.it
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