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Pjanic: Il Napoli è bello da vedere, ma se non vinci hai perso tempo

22/10/2018 10:57

Pjanic: Il Napoli è bello da vedere, ma se non vinci hai perso tempo |  Sport e Vai

“Negli ultimi anni il Napoli ha giocato proprio un bel calcio. Però un titolo, una coppa, i festeggiamenti con la tua squadra e la felicità dei tifosi sono la ricompensa per tutto il duro lavoro che hai svolto. Qualcosa che ti rimane. Quando giochi bene e non vinci, alla fine ti stanchi. Hai perso qualcosa, hai perso tempo”. Miralem Pjanic si confessa al Guardian e mette il dito nella piaga dei rimpianti degli azzurri. Con Sarri tanti applausi ma nessun trofeo. L'opposto della Juve che ora sogna anche la Champions: “E’ sempre stata importante per la Juve, andare fino in fondo e vincere tutto è un nostro obiettivo. Abbiamo un sacco di qualità e crediamo in questo gruppo. Un passo alla volta, però. Adesso il nostro obiettivo primario è finire in testa al girone". Il centrocampista bosniaco racconta anche della sua dura infanzia, quando con la famiglia dovette scappare dall'ex Jugoslavia per andare in Lussemburgo dove il padre calciatore aveva trovato un nuovo lavoro e la possibilità di giocare in un altro club: “I miei genitori erano ancora molto giovani, 20, 22 anni, e andarono in questo nuovo paese dove non parlavano neanche la lingua con niente al seguito: due o tre valigie. Sono partiti da zero e sono riusciti a formare una bella famiglia, ancora tutti insieme dopo 27 anni. È una cosa bellissima Oggi vivono davvero bene in Lussemburgo, ho una sorella e un fratello che stanno crescendo molto bene. I miei genitori sono un esempio per me, per quello che sono riusciti a ottenere”. Papà Fahrudin lavorava di giorno, mentre di notte toccava a mamma Fatima, e si alternavano a prendersi cura del bambino. Per Pjanic si aprirono presto le porte del grande calcio: dalla squadra giovanile di Schifflange a Metz, Lione, Roma e ora alla Juventus: “Non sono uno che può fare 10 doppi passi o colpi di tacco, non mi interessa. Sono molto più affascinato dalla semplicità del gioco, perché è la cosa che rende questo sport così bello. Le cose più semplici spesso sono le più difficili. Non tutti riescono a farle. Ho avuto la fortuna di vedere da vicino giocatori come Zidane, Xavi, Iniesta, Pirlo. Tutti rendono le cose semplici per la propria squadra. Fanno in modo che tutta la squadra giochi bene con piccole cose che spesso non vengono notate. Riflettono su ciò che sta succedendo in campo e agiscono per facilitare la vita ai ragazzi che li circondano”. Oggi si gode Ronaldo e dice: “Se guardi com’era a Manchester e poi adesso che è diventato il migliore del mondo, puoi notare come il suo gioco sia cambiato, è diventato più concreto. Ho letto un sacco di cose che Cristiano ha detto a proposito di Paul Scholes e di come si è allenato. Tutti parlavano di Scholes come di un giocatore straordinario, ma perché è diventato speciale mantenendo le cose semplici. Penso che Ronaldo abbia imparato da giocatori così”.


Tags: ronaldo guerra pjanic

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