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Napoli, De Laurentiis: “Idioti i giocatori che non accettano la panchina”

28/09/2013 13:05

Napoli, De Laurentiis: “Idioti i giocatori che non accettano la panchina” |  Sport e Vai

Un fiume in piena come al solito. Aurelio De Laurentiis ne ha per tutti nell’immediata vigilia della gara del suo Napoli a Marassi contro il Genoa. Intervenendo su Radio Kiss Kiss nel corso della trasmissione “Siamo tutti ct” il patron azzurro spiega come nel suo club viga la democrazia, ribadisce il forte feeling con Benitez, chiede che la gara con la Roma – a rischio rinvio per gli impegni delle forze dell’ordine in altre vicende – si giochi al San Paolo e non all’Olimpico e rimprovera i giocatori che non accettano di buon grado la panchina nell’ottica del turnover. La bomba però riguarda lo stadio: il presidente del Napoli riprende un suo vecchio pallino ed assicura di essere pronto a trasferire la squadra a Caserta se non gli verrà venduto il San Paolo: “Sono molto preoccupato perché il sindaco ha detto che me lo vendeva, ma non credo che con i tempi biblici con i quali gestiscono le cose non saranno in grado di dirmi la cifra per cui vendermelo martedì. Mi diranno che non sarà possibile a causa del Consiglio Comunale e quant'altro ancora. A quel punto andrò dal Sindaco di Caserta, troverò l'accordo, e dal 2 gennaio inizierò la costruzione. Non ho lanciato una bomba, sono solo una persona seria e operativa. Questo presidente che non si è mai tirato indietro e che ha investito i propri soldi a Napoli vuole fare le cose serie. Se resto qui non voglio più sentire discorsi all'italiana. In tal caso vado a Los Angeles, che è la mia seconda casa, e resto lì, il calcio ve lo fate da soli. Se il sindaco dice che non ha i poteri per fare una cosa, che dia le dimissioni. Così come prefetto, questore ecc. ecc. Basta con questa mentalità!". Lo spunto per bacchettare chi storce il muso di fronte alla panchina arriva da una domanda su Higuain, candidato a non giocare titolare con il Genoa: “Non possiamo pensare che i giocatori abbiano il cervello vuoto e che siano incapaci di ragionare. Un giocatore che non capisce l'importanza della panchina è un idiota. L'importante è vincere. E' la squadra che gioca e vince, non è il singolo”.

IL FEELING CON RAFA. Dimenticata la delusione per il pari interno con il Sassuolo: “Non bisogna preoccuparsi per un pareggio. Sono degli incidenti di percorso che devono capitare. Non dico possono, ma devono. Capitano a tutti, è successo alla Juventus e anche all'Inter. Si vive molto da tifosi giustamente, però è normale che un allenatore che ha preso sette goal la partita prima e che rischia l'esonero cerca di non far giocare la squadra avversaria. Il difetto di molte squadre e allenatori è quello di mettere da parte un giocatore per una partita sbagliata. Il turnover non è un computer che ti sistema tutto perfettamente ogni volta. Soltanto con la calma si vincono le scommesse”. Il suo rapporto con Benitez prosegue a gonfie vele, perfetta la sintonia con il tecnico spagnolo: “Messi detta le sue leggi al Barça così come Cr7 le detta al Real Madrid. Da noi è diverso. Qui c'è democrazia, soprattutto il concetto di società d'impresa sposato a pieno dall'allenatore. Il mio incontro iniziale con Benitez è stato chiarissimo e inequivocabile, ci siamo subiti trovati. Non vi siete mai chiesti come fosse possibile che l'accordo è stato subito raggiunto? Perché la pensiamo uguale”.

GLI ARBITRI. Sull’ipotesi di inversione di campo per Roma-Napoli De Laurentiis è favorevole: “Non ho nulla in contrario sull'inversione del campo. Il San Paolo ci ha tradito l'ultima volta nonostante 60.000 spettatori, giocare in casa quindi non è sinonimo di vittoria, ma credo sia più logico giocare a Napoli piuttosto che rimandare. Solo così non si falserebbe il campionato. A gennaio c'è la Coppa Italia ed entrabe le squadre saranno impegnate in questa competizione, è giusto non spostare la data quindi”. L’ultima riflessione è sugli errori degli arbitri: “Non mi preoccupo dei direttori di gara. Credo molto in Braschi, per me lui è la garanzia che gli arbitri che funzioneranno. Poi, forse, e sottolineo forse, c'è qualche direttore di gara che ha in antipatia o simpatia presidenti o giocatori e un po' poi te la fanno scontare. Io mi auguro di no, però nell'umanità potrebbe anche accadere. In passato è successo. Fuori dall'Italia è successo. Gli errori ci possono stare, l'importante è che si recuperi credibilità allontanando l'arbito in questione. Non dimentichiamo che al lato dello sport c'è una vita privata che alle volte può creare condizionamenti".

Stefano Grandi

 


Tags: genoa de laurentiis san paolo benitez turnover higuain

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