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Milan, Mexes: Merito rispetto, non sono finito

28/11/2014 15:39

Milan, Mexes: Merito rispetto, non sono finito |  Sport e Vai

Uno sfogo da campione ritrovato. Philippe Mexes si sta togliendo parecchi sassolini dalle scarpe negli ultimi tempi. In predicato di dover lasciare il Milan la scorsa estate il difensore francese sta facendo ricredere tutti sulle sue qualità e in un’intervista a Sport Mediaset, Corriere della Sera e Corriere dello Sport dice: "Non so se ero finito fuori rosa perché avevo rifiutato ogni trasferimento l'estate scorsa. E' vero che la società ha preso altri giocatori l'allenatore non mi vedeva e abbiamo avuto delle discussioni". Poi il ritorno in campo con la Samp e la fascia di capitano contro l'Inter: "Ho dimostrato di non essere finito. Sta a loro capire come si sono comportati. Io credo solo di meritare rispetto. Inzaghi è stato chiaro dall’inizi, mi ha detto che avrei avuto meno spazio perché di centrali ce n’erano tanti e qualcuno più giovane di me. Era stato riscattato Rami ed era stato preso Alex, che però ha la mia stessa età. È stato come ricevere un colpo in testa. Alla prima esclusione dalla lista dei convocati, in occasione del Trofeo Tim, oa avuto una discussione con l’allenatore, era una situazione difficile da accettare. Non sapevo cosa replicare, non mi andava di sottolineare che ero più bravo di questo e quello. Poi però nel corso delle settimane, pur non venendo utilizzato, il mister mi ha preso come esempio dicendo agli altri che alla mia età e con la mia carriera ero sempre li a lavorare in gruppo. Questo attestato di stima mi ha dato un po’ di forza, anche se era doloroso restare a casa quando la squadra cominciava e poi guardare in tv i compagni giocare". Ora Mexes è tornato respirare il clima partita: "Nel calcio ci sono momenti e momenti. Bisogna saper aspettare e credere in quello che si fa anche se non si viene considerati. Devi essere forte, avere la famiglia vicino. Occorre sempre dimostrare di essere sul pezzo, che non si molla nonostante i 32 anni. A me poi la voglia non manca, ne ho forse più di qualche giovane. Ora mi godo il momento, vivo giorno dopo giorno, con la coscienza a posto per aver fatto sempre il mio dovere. Come ho convinto il tecnico a mandarmi in campo a Genova? Se sul campo fai di tutto per metterti in mostra, alla fine il tecnico non può restare indifferente davanti all’evidenza. Capitano nel derby? È sempre un onore, l’avevo già indossata a Napoli a febbraio, quando fummo sconfitti per 3-1. La decisione di affidarmela nel derby non l’ho giudicata strana perché ho sempre dimostrato professionalità. E poi ero il giocatore con più presenze della squadra. Di certo non è stato un contentino".


Tags: milan INZAGHI Mexes alex rami

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