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Milan, Galliani: Inzaghi esempio di forza di volontà

16/12/2014 17:48

Milan, Galliani: Inzaghi esempio di forza di volontà |  Sport e Vai

In occasione della festa per i 115 anni del Milan l’ad Galliani ha parlato a tutto tondo, rivisitando anche la storia recente del club rossonero. Il presente ha la faccia di Inzaghi: “Pippo è fantastico, è l'esempio che con la forza di volontà e la determinazione si può ottenere tutto. E' diventato un giocatore stellare grazie alla sua applicazione e alla sua voglia e intelligenza. Credo che farà bene l'allenatore perchè lavora giorno e notte e studia tutti gli avversari nei dettagli. Ha una conoscenza incredibile, lui ha segnato tanti gol perchè sapeva i punti deboli dei suoi avversari. Ronaldo il Fenomeno era il contrario di Pippo, così come Ronaldinho. Mi chiedo spesso cosa potevano fare questi giocatori se avessero avuto l'applicazione di Inzaghi. Pippo si è ripreso alla grande anche dagli infortuni e per questo credo che grazie a questa determinazione farà bene anche l'allenatore". Galliani identifica i passaggi chiave di questi anni:"Credo ci siano tre grandi momenti del Milan di Berlusconi: la vittoria della squadra di Sacchi delle due Coppe dei Campioni consecutive, impresa che non è più riuscita a nessuno, poi il grande periodo di Capello con tre finale di Coppa dei Campioni e poi le stagioni con Ancelotti in panchina, con il quale abbiamo vinto la Champions League nel 2003 e nel 2007. E' qualcosa di incredibile, questi tre allenatori ci hanno portati tutti in vetta al mondo". E su Ancelotti aggiunge: "Gli faccio l'in bocca al lupo per il Mondiale per Club. Carlo è abbonato alle vittorie, anche se quando arrivò da noi dicevamo che era abbonato ai secondi posti. Spero che Inzaghi possa fare come Ancelotti, sono persone diverse, ma credo che anche Pippo abbia imboccato la strada giusta per fare come Carletto. Dopo aver smesso di giocare, ha fatto l'assistente di Sacchi in Nazionale e poi inizia la carriera da allenatore. Arrivando al Milan, Carlo ha cambiato la nostra vita, abbiamo ottenuto grandi risultati". Poi l’elogio di Kakà: “Ad Ancona alla prima giornata di Serie A scoprimmo il talento di Kakà. Lo saluto sempre con grande affetto, sta per iniziare la sua avventura ad Orlando. Ricordo la telefonata di Ancelotti dopo il primo allenamento di Kakà per dirmi che era un fenomeno, una cosa del genere non l'ha mai fatta per nessuno. "E' un giocatore stratosferico, ci ha regalato emozioni fantastiche. Vince meritatamente il Pallone d'Oro nel 2007 dopo aver vinto la Champions League ad Atene". Il momento più triste la finale di Champions persa con il Liverpool di Benitez a Istanbul: “Mi dispiace molto per Hernan Crespo che in quella stagione di Champions face cose straordinarie, non solo la doppietta in finale ma anche i gol con il Manchester United negli ottavi. Non è vero poi che quella sera abbiamo esultato negli spogliatoi all'intervallo. Dopo quei sei minuti, noi abbiamo ripreso a giocare bene, abbiamo sfiorato di vincere nel finale con Sheva, ma Dudek parò con il polso in modo incredibile. Credo che abbiamo giocato meglio nel 2005 che nel 2007. L'unica volta che Gattuso voleva andare via per davvero è stata dopo Istanbul. Credo sia stato il giocatore che ha sofferto di più per quella sconfitta".

Stefano Grandi


Tags: milan GALLIANI ancelotti kakà champions INZAGHI

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