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Leonardo: Vi spiego il vero motivo per cui lasciai il Milan per l'Inter

11/10/2018 14:04

Leonardo: Vi spiego il vero motivo per cui lasciai il Milan per l'Inter |  Sport e Vai

I motivi del "tradimento" con l'Inter, che gli sono costati tante antipatie da parte dei tifosi, il rapporto con Galliani e il futuro del Milan. In occasione del premio Liedhlolm Leonardo si racconta e spiega:  “Nella mia vita è sempre stato difficile fare programmi. Ho avuto situazioni positive e mi sono fatto trascinare dalle opportunità quando una cosa mi sembrava positiva e mi dava emozioni. Non sarei andato in Giappone perché c’era Zico. Arrivo al Milan nel ‘97, gioco per 4 anni e decido di chiudere la mia carriera in Brasile con il San Paolo e il Flamengo. Dopo 6 mesi mi chiama Galliani per organizzare il ritiro di Boban. Mentre sono in aereo, Berlusconi chiama Galliani e lui mi dice: ‘Tu sei mio amico? Allora resti con noi’. Io rimango fino al 1º aprile 2003 quando divento assistente di Galliani. Abbiamo creato Fondazione Milan e sono contento di tornare a farne parte. Ci sono tante persone di Elliott nel CdA con me e Maldini. Poi il Milan mi ha fatto diventare allenatore. Io non volevo, ma dopo iniziamo la cosa insieme. Sono andato all’Inter per diversi motivi, ma il punto scatenante è Moratti. Io avevo diversi rapporti con i giocatori brasiliani dell’Inter quando giocavo e cercavo di stare vicino a Ronaldo e di aiutarlo. Il nostro rapporto nasce li. Con la figlia Carlotta abbiamo condiviso 1000 progetti e ho incontrato Moratti migliaia di volte. Questa adesso è la quarta volta che torno al Milan. Tutto basato sulle emozioni”. Un maestro l'ha avuto al Milan però e non fa fatica ad ammetterlo: "Ho fatto sei anni da assistente di Adriano Galliani: è questa la mia vera università, quel Milan era una macchina perfetta di organizzazione e valori”. Quello di oggi è un Milan che invece deve crescere: "Il Milan ora ha una rosa fatta di tanti giocatori del settore giovanile, ma i ragazzi oggi sono troppo sotto pressione. Non è facile trovare in loro un senso di appartenenza al club e se questo manca vuol dire che stiamo sbagliando tutto”. Infine una battuta sul premio Liedholm, finito ancora una volta a un rossonero come accaduto in passato con Ancelotti, Paolo Maldini e Donadoni: “Io sono sempre stato un bravo ragazzo, ma forse è stato un limite a un certo punto. Adesso riesco a far uscire chi sono davvero. Liedholm invece ha lasciato un segno indelebile, anche con la sua ironia, che invece a me manca completamente”.


Tags: inter GALLIANI leonardo

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