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Juventus: A Bernardeschi la 10 che fu di Capello, Sivori e Platini?

25/07/2017 11:09

Juventus: A Bernardeschi la 10 che fu di Capello, Sivori e Platini? |  Sport e Vai

Stregata da Federico Bernardeschi, la Juventus ha messo sotto contratto il talento di Carrara per i prossimi cinque anni. Il 23enne ha lasciato la Fiorentina seguendo le orme di un certo Roberto Baggio...  E proprio come il Divin Codino, Bernardeschi potrebbe indossare la casacca numero 10 all'ombra della Mole. Quella che da sempre è la maglia ambita da ogni calciatore, nonché la più difficile da indossare, ha avuto padroni dal peso specifico importante nella metà bianconera di Torino. Il sito dell'Uefa ne cita 10 tra i più famosi:

1) Giovanni Ferrari (1930-1935 e 1941/42)

• L'uomo dei record: primo calciatore capace di vincere per otto volte il campionato italiano (e cinque volte consecutivamente con la Juventus dal 1930 al 1935), Ferrari è il primo grande 10 nella storia della Juventus. Anche se più che un trequartista, il due volte campione del mondo era una mezzala.

2) Omar Sívori (1957-1965)

• L'angelo dalla faccia sporca arriva a Torino nel 1957 e dà vita a un trio offensivo formidabile con John Charles e Giampiero Boniperti. Pallone d'Oro nel 1961, vince tre Scudetti e due Coppe Italia con la Vecchia Signora prima di chiudere la carriera con un triennio a Napoli.

3) John Hansen (1948-1954)

• Il nazionale danese si fa conoscere al pubblico italiano rifilando quattro gol agli Azzurri negli ottavi di finale delle Olimpiadi del 1948 a Londra. La Juve lo strappa alla concorrenza del Torino e il danese risponde con 124 gol in 187 partite nelle sei stagione con la maglia bianconera che gli regalano due campionati, di cui uno - quello del 1951/52 - vinto da capocannoniere con 30 reti.

4) Fabio Capello (1970-1976)

• Prima di vincere tutto da allenatore, Don Fabio fa incetta di trofei sul campo. Più uomo d'ordine che fantasista, mette in bacheca quattro Scudetti e due Coppe Italia in bianconero con la dieci sulle spalle. A Torino tornerà da tecnico nel nuovo millennio, ma questa è un'altra storia.

5) Liam Brady (1980-1982)

• Regista mancino, formidabile nelle geometrie, quasi infallibile dal dischetto come dimostra quello decisivo per il titolo trasformato contro il Catanzaro all'ultima giornata della stagione 1981/82. L'irlandese Brady è il primo straniero a vestire il bianconero dopo la riapertura delle frontiere e resta a Torino per due stagioni prima di accasarsi all'Inter e di lasciare spazio a un certo...

6) Michel Platini (1982-1987)

• Le Roi è l'incarnazione del numero dieci. Segna e fa segnare, delizia con le sue invenzioni e le sue punizioni. In cinque anni di Juve vince tutto sia a livello nazionale che internazionale, conquistando il Pallone d'Oro per tre anni di fila. Poi decide di dire basta e a soli 32 anni si ritira.

7) Roberto Baggio (1990-1995)

• Da Firenze a Torino, 27 anni prima di Bernardeschi. Il Divin Codino si tinge di bianconero nel 1990 e a Torino vince Scudetto, Coppa Italia e Coppa UEFA, oltre al Pallone d'Oro 1993. Saluta due anni dopo  - direzione Milan - ma la Juve ha già in casa il suo erede designato.

8) Alessandro Del Piero (1993-2012)

• Protagonista a Torino per quasi un ventennio, recordman di presenze (705) e di reti (290) con la maglia bianconera: per molti Pinturicchio è la Juventus. Raccoglie il testimone da Baggio, divide il palcoscenico con Zinédine Zidane prima e con Pavel Nedvěd dopo, ma la dieci resta sempre sulle sue spalle.

9) Carlos Tévez (2013-2015)

• L'Apache sceglie la dieci, anche se è una punta vera. Talvolta non disdegna l'assist, ma il suo mestiere è quello di fare gol. Un compito che gli riesce egregiamente nel biennio trascorso alla Juve, con 50 reti in 96 apparizioni complessive prima del ritorno nella natia argentina con in valigia due Scudetti e una Coppa Italia. 

10) Paul Pogba (2012-2016)

• L'ultimo dieci della Juventus prima di Bernardeschi. A Torino Pogba si consacra come centrocampista completo: recupera palla, fa segnare, segna. Giganteggia col fisico e delizia con i suoi lampi di classe.  Arrivato da Manchester ancora ragazzo, compie il percorso inverso quattro anni dopo. 


Tags: juventus baggio Bernardeschi

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