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Giampaolo para le critiche e spiega dove il Milan è cresciuto

28/09/2019 14:05

Giampaolo para le critiche e spiega dove il Milan è cresciuto |  Sport e Vai

Se il suo Milan sapesse difendersi con la stessa intensità che ha in sala stampa Giampaolo, costretto ad alzare una saracinesca per parare le critiche, i rossoneri sarebbero sicuramente più in alto in classifica. La realtà però dice altro e cioè che la squadra è reduce da sconfitte brucianti, ultima quella col Toro venuta subito dopo il derby. Il tecnico rossonero però assicura di aver visto progressi: "Prima della partita di Torino le occasioni per tirare in porta non le avevamo create. Contro il Torino ne abbiamo avute diverse. Siamo stati imprecisi ma le occasioni la squadra le ha create. Gli attaccanti avevano giustificazioni perché non siamo riusciti a portare calciatori in zona offensiva in maniera pericolosa. A Torino questo non è successo. Le critiche erano giustificate nelle prime quattro giornate, a Torino no. Abbiamo avuto il torto di non chiudere la partita, di non ammazzarla, è quella la strada per portare a casa la vittoria. In certi momenti non siamo riusciti a fare un buon filtro, ma per buona parte della gara mi sono divertito. La squadra giocava e provava certezze nel giocare. La gestione di alcuni momenti non è stata ottimale ma per alcuni dettagli". Piatek che non segna più su azione sarà un dettaglio? "Piatek in quella posizione ritrova il suo habitat, è abituato a giocare lì. Leao ha le caratteristiche per giocare di là. La sensibilità dei giocatori di trovarsi gli spazi è figlia delle sue qualità. Dobbiamo cercare di portare molti giocatori nella metà campo offensiva. Rimane più difficile con squadre che difendono in dieci giocatori. Loro due non escludono gli altri, io sono attento a quello che i calciatori riescono a dare nel collettivo". Giampaolo parla come se la sconfitta col Toro fosse solo una casualità: "L'obiettivo è di giocare a calcio, di fare la partita e gestire i tempi, di avere il controllo della partita e una percentuale di possesso palla superiore agli avversari. Per buona parte della gara questo io l'ho visto, l'atteggiamento della squadra mi è sembrato di grande convinzione. Il dettaglio molte volte può far saltare il banco. La partita è svoltata nel momento in cui non siamo riusciti a chiuderla". Donnarumma ha dichiarato che tutti i giocatori sono con lui..."Mi ha fatto piacere. Ai calciatori non puoi mai mentire, sei lui si espone e perché lo sente, ci crede". La formula per fare meglio c'è: "Credo che si possa difendere migliorando il possesso palla. La squadra ha temperamento, bisogna essere bravi a gestire meglio il possesso palla quando c'è reazione da parte degli avversari. Non ci sono gare in cui si riesce a dominare per 95', in quei minuti bisogna limitare l'avversario con le abilità tecniche".  Contro la Fiorentina non sarà facile: " Le partite sono tutte complicate, le devi sudare tutte. E' la mentalità che deve fare la differenza. Cerco di rispettare ogni avversario e di giocare con mentalità, non con il braccino corto. Gli atteggiamenti sono la cosa più importante. Abbiamo valutato attentamente le risposte fisiologiche di ogni singolo calciatore. Oggi facciamo un'altra valutazione poi domani deciderò sulla formazione. Sarò attento sulla risposta fisica". Capitolo-modulo: " Col 4-3-3 dobbiamo essere bravi a portare i giocatori vicini a Piatek, sono dinamiche differenti rispetto al lavoro che abbiamo fatto prima. La squadra vive di piccoli dettagli, dietro c'è un lavoro certosino che i miei calciatori sono attenti a sostenere. A me non piace cambiare, quando cambi perdi riferimenti, dobbiamo proseguire in una direzione, il 4-3-3 o 4-3-1-2 sposta poco, sono le caratteristiche dei giocatori che determinano un certo modo di recitare dentro la partita. Non vince il modulo. La Juventus di Allegri ha vinto tanti scudetti cambiando tanti moduli, non vince il modulo". Infine sull'inserimento dei nuovi dice: " I nuovi sono disponibili ma devono continuare a fare allenamenti specifici. C'è da lavorare tanto, anche per i vecchi. Quando ci riferiamo a nuovi e vecchi parliamo di condizione fisica. Le sintonie devono essere sviluppate ancora, c'è tanto da fare".


Tags: milan fiorentina giampaolo

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