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Difesa fragile, attacco sterile, nervi tesi: tutti i mali della Juventus di Allegri

15/10/2017 10:20

Difesa fragile, attacco sterile, nervi tesi: tutti i mali della Juventus di Allegri |  Sport e Vai

Adesso Allegri non può prendersela neanche col Var. L'occasione per raddrizzare ancora una volta in extremis la partita e, forse, per nascondere ancora i problemi ed i limiti attuali della sua Juventus l'aveva avuta, grazie a quello scellerato intervento di Patric in area su Bernardeschi. Magari l'anno scorso Dybala quel rigore lo avrebbe trasformato senza problemi. Magari l'anno scorso avrebbe segnato pure a Bergamo. Ma quest'anno le cose non sembrano girare per il verso giusto, anche sotto il profilo della buona sorte.

LA DIFESA CHE BALLA

"Gli scudetti si vincono con le difese", aveva sentenziato l'allenatore bianconero alla vigilia del match con la Lazio, quasi a giustificare un atteggiamento prudente, pragmatico e opportunista adottato in passato e che avrebbe rappresentato anche la linea guida per il futuro. Ma la doppietta di Immobile in pochi minuti ha messo in evidenza le lacune di una retroguardia che appare troppo fragile, soprattutto se rapportata al passato recente. Tutta colpa della cessione di Bonucci? Del centrocampo che, anche a causa dei tanti infortuni, non filtra più? O c'è dell'altro? Chiellini e Barzagli, anche in nazionale, appaiono logori. Rugani ancora acerbo. Howedes finora ha visitato solo l'infermeria dello Juventus Center. E Benatia, quando è stato impiegato, non ha fornito ampie garanzie. 

L'ATTACCO CHE NON SEGNA

Poi c'è la questione attacco. "Higuain ci trascinerà in questo mese", aveva assicurato Allegri garantendo sulla miglior condizione del Pipita, fresco per l'esclusione (accantonamento?) dalla nazionale argentina. Eppure l'ex centravanti del Napoli contro la Lazio è sembrato lo stesso di prima. Appesantito, quasi avulso dal gioco, sprecone nelle rare occasioni in cui è riuscito a toccar palla in area avversaria. Contro la Lazio si è sbloccato Douglas Costa, ma - gol a parte - l'ex Bayern non ha giocato una gran partita ed è stato sostituito ad inizio ripresa. Non sta meglio Dybala. Spremuto dalla inutile trasferta intercontinentale, dove ha riscaldato la panchina nelle sfide decisive per la qualificazione mondiale con l'Argentina, si è illuminato solo nel recupero cogliendo un palo e sbagliando il rigore. Nei momenti che contano, insomma, la Joya non è ancora decisiva. E dal festival di gol delle prime giornate sembra già passata una vita.

IL NERVOSISMO DELL'AMBIENTE

Dulcis in fundo, i nervi a fior di pelle di tutto l'ambiente bianconero. Nervosismo, imbarazzo che traspare dalle frecciatine di Allegri e Nedved sulla qualità del gioco del Napoli, ma anche dagli insulti in tribuna di Agnelli ad Higuain in occasione dell'ennesimo gol sbagliato. Si è sempre detto che la forza dell'ambiente Juve, uno dei suoi pregi più grandi, è nella solidità della società: è arrivato il momento di dimostrarlo, perché il momento è già critico.

Tommaso Rizzo


Tags: juventus Gonzalo Higuain massimiliano allegri paulo dybala

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