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Diana: Vi racconto com'erano davvero Pirlo e Baggio

10/02/2019 11:23

Diana: Vi racconto com'erano davvero Pirlo e Baggio |  Sport e Vai

Oggi allena il Renate, ma Aimo Diana nella sua carriera da calciatore ha convissuto con tanti big del pallone e nell'intervista esclusiva al sito di Di Marzio si sofferma su Pirlo e Baggio, di cui fu compagno al Brescia: "Con Andrea ne ho vissute tante... A 8 anni abbiamo iniziato a giocare assieme nella società satellite del Brescia. Suo padre ci portava al campo e sua mamma a casa. Un paio di volte siamo scappati dal ritiro per andare a incontrare la ragazzina di turno. Quando rientravamo l'allenatore era ì sempre pronto a coglierci con le mani nel sacco. Andrea poi a tutti dà l’impressione di essere un freddo, ma in compagnia fa morire dal ridere. Quando eravamo in ritiro dormivamo sempre assieme. E un sacco di volte si svegliava la mattina e non mi trovava più in stanza… io ero sonnambulo ed ero in giro per il centro tecnico e se non mi trovava nel letto mi trovava con le scarpe ai piedi. Aveva qualità morali e calcistiche diverse anni luce da noi". Parole speciali anche per Baggio: "Grande persona. Incredibile dal punto di vista umano. Non ti faceva pesare chi era lui. Non faceva parlare di sé, parlava poco ma quando lo faceva si faceva sentire. Ancora oggi quando lo vedo penso che è rimasto sempre lo stesso. Dispiace solo una cosa: a volte pensiamo che questi campioni facciano una vita incredibilmente bella ma non è così. Non fanno una vita bellissima. Non possono uscire di casa, sono osannati da tutti quanti quando sono esposti e non hanno la tranquillità di viversi le piccole cose quotidiane.  Ovunque andassimo lui doveva stare in una stanzetta da solo perché era osannato e non poteva muoversi. Dopo le gare gli chiedevamo di uscire a mangiare un pizza o andare al cinema. E lui non poteva, ci diceva sempre: "Sai da quanto non ci vado con mio figlio al cinema?" Non ha una vita incredibile. La sua vita e quella della sua famiglia è chiusa. Lui poi era un chiuso anche caratterialmente e quindi non lo soffre e non lo soffriva anche perché lo ha voluto fare per proteggere la sua famiglia e la sua privacy. Come? Vivendo in campagna e di caccia lontano da tutti e dagli occhi dei riflettori.  Era difficile anche per noi entrare nella sua vita. Finita la cena si beveva il suo grappino, la sigaretta con Hubner e poi andava in camera. Fino al giorno dopo non lo vedevi. Certo che poi lui i tifosi li capiva, a Brescia Baggio era come il Papa. Era umile e lo è ancora oggi. Aveva gli atteggiamenti di un tempo, di Campioni di un tempo, che non ci sono più: gesti e modi che li distinguevano in campo e fuori e permettevano loro di essere amati e osannati".


Tags: Diana pirlo baggio

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