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De Vrij: Essere l'anti-Juve non deve diventare un'ossessione

13/09/2018 09:28

De Vrij: Essere l'anti-Juve non deve diventare un'ossessione |  Sport e Vai

All'Inter è arrivato anche grazie ai consigli di Sneijder (“un giorno in Nazionale gli ho chiesto un parere e lui mi ha parlato molto bene dell’Inter come club. Mi disse inoltre che a Milano si vive bene, che lui si era trovato bene. Wesley ha legato all’Inter i momenti più belli della sua carriera. Diciamo che… mi ha convinto") e alla persuasione di Spalletti (“"Quando ho parlato con lui e con la società ho capito subito quanto fortemente mi volessero. Per me è stato decisivo sentirmi così importante") ma Stefan De Vrij, intervistato dal Corriere dello Sport, sa bene di dover ancora conquistare il popolo interista e che i nerazzurri devono continuare a viaggiare a fari spenti: “L'obiettivo è finire tra le prime 4 e confermarsi in Champions. Ho imparato a non farmi condizionare e a concentrarmi solo sul campo. Meglio pensare partita dopo partita sennò essere l’anti-Juventus diventa un’ossessione". L'attaccante più forte che ha incontrato è Mbappè ma ora se la vedrà anche con Ronaldo: "Lo confesso, all’inizio non credevo venisse in Italia, ma quando hanno continuato a dirlo, allora… Per il calcio italiano il suo sbarco in Serie A è stato positivo perché dà una bella spinta a tutto il movimento. L’ho sfidato con la Nazionale, in un’amichevole contro il Portogallo, prima del Mondiale del 2014. Finì 1-1 e lui segnò nel finale, ma su calcio d’angolo". Con i nuovi compagni già si trova bene: "Skriniar è fortissimo nei contrasti, idem Miranda che è un maestro nell’andare in anticipo; Ranocchia tatticamente è davvero bravo e come persona mi piace tanto: quando sono arrivato non mi ha visto come un concorrente, ma mi ha aiutato a capire tatticamente quello che vuole l’allenatore. Io in Italia ho imparato a marcare l’uomo, ma resto sempre un difensore olandese e quando giocavo in patria veniva curata soprattutto la tecnica e la fase di costruzione della manovra. Per questo ho imparato a impostare da dietro". Inevitabile toccare il tema del famoso rigore su Icardi costato alla sua ex Lazio la Champions a beneficio proprio dell'Inter: “Alla Lazio mi conoscevano e se loro mi hanno fatto giocare, vuol dire che si fidavano di me. Nessuno di loro mi ha detto niente per l’errore che ho fatto e che ha portato al rigore su Icardi. Un errore nel calcio purtroppo si può fare, soprattutto in quella situazione visto che nel secondo tempo abbiamo giocato molto vicini alla nostra porta e con di fronte un certo Icardi… Non era facile quella partita: volevo tanto far bene per confermare il mio valore nell’ultima gara con la Lazio, ma poi c’è stata quell’azione. Stavo cercando di recuperare la palla che Eder aveva messo in area. Ho visto Icardi che non era in fuorigioco e che avrebbe concluso da due passi. Così ho provato a intercettare in scivolata e sono arrivato a tanto così dal prenderla. Se avessi toccato il pallone tutti avrebbero parlato di un grande intervento e invece… Pensate che se avessi voluto favorire l’Inter avrei aspettato l’ultima giornata? A tre partite dalla fine ho segnato e la penultima ho salvato un gol sulla linea a Crotone…".


Tags: ronaldo spalletti de vrij

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