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Chievo bestia nera del Napoli, quante trappole per Ancelotti

24/11/2018 11:34

Chievo bestia nera del Napoli, quante trappole per Ancelotti |  Sport e Vai

Sulla carta è un testa coda senza chance, il Napoli secondo contro il Chievo ultimo a zero punti, ma la storia insegna che ogni partita ha una sua storia e spesso in passato i veneti si sono dimostrati una bestia nera per i partenopei. L'Arena di Verona oggi dà la parola a molti giocatori che negli anni passati hanno dato dispiaceri agli azzurri e scrive: «Ogni squadra, di qualsiasi livello, ha i suoi punti di forza. Anche quelle sulla carta più deboli. Per questo il Chievo al miracolo deve credere», la voce da Francoforte di Gelson Fernandes, centrocampista dell’Eintracht quarto in Bundesliga e oggi di scena sul campo dell’Augusta. Proprio lui, otto anni fa, portò in vantaggio il Chievo ad inizio di ripresa dopo che Pellissier aveva pareggiato il gol iniziale di Paolo Cannavaro. Il capitano concesse la replica ad un quarto d’ora dalla fine, suggellando una delle serate più belle vissute in Serie A. «Un ricordo splendido ed una grande reazione dopo aver perso contro il Brescia. Lottare su ogni pallone è la ricetta per la salvezza. E questo il Chievo lo sa bene».

SCACCO A BENITEZ. Tre a uno quella notte, davanti al Napoli di Mazzarri, Lavezzi e Cavani. Uno a zero il 14 settembre del 2014, di fronte allo squadrone di Benitez. Con Higuain, Insigne e Callejon. «Ci presero a pallonate, ma resistemmo», l’immagine a distanza dalla sua Catania di Mariano Izco, l’uomo dell’assist per la rete decisiva di Maxi Lopez, adesso bomber in Brasile al Vasco da Gama. Aspetta gennaio Izco, da svincolato di lusso ancora con tanta voglia di dimostrar quel che vale. «Giocare e vincere a Napoli per un argentino è sempre speciale. Proprio come fu quella gara. Bardi parò anche un rigore ad Higuain, ma ci difendemmo nel modo giusto e soprattutto con grande carattere. Resistendo minuto dopo minuto. D’altronde non puoi pensare di battere il Napoli passeggiando, specie al San Paolo. Auguro con tutto il cuore al Chievo di oggi di riuscire a restare in Serie A. Pare difficile ma per quell’ambiente nulla è impossibile. Anche contro il Napoli», il messaggio di fiducia di Izco.

MEGLIO DI CAVANI. L’anno di Stefano Pioli fu magico. Sei i punti presi al Napoli dopo il memorabile 3-1 dell’andata. Al Bentegodi il 2 febbraio del 2011, la sontuosa prestazione del Chievo fu coronata dai gol di Moscardelli e Sardo, spesso giustiziere della squadra per cui ha sempre fatto il tifo. «Era il Napoli da Champions League», il primo pensiero di Andrea Mantovani, oggi difensore in Lega Pro al Vicenza e quel giorno a marcar Edinson Cavani, punta di diamante del Napoli alla fine terzo dietro Juventus ed Inter. «Era la squadra titolarissima, ma noi cercavamo la partita che potesse consacrare la nostra grande annata con un altro risultato di peso. E così fu», il quadro offerto da Mantovani, punto fermo anche del Chievo di Di Carlo che nel 2009 seppe togliersi da acque parecchio agitate. «Stavolta è più complicato», ammette, «ma proprio quella nostra stagione deve servire da esempio. Il Chievo prese punti in trasferta con la Roma e con la Juventus, vinse con la Lazio, provò a giocarsela su ogni campo. Lo spirito deve essere quello di allora, necessario adesso ricrearlo il prima possibile».

PRIMA SCINTILLA. Corini imbrigliò il Napoli anche il 10 marzo del 2013, alla fine 2-0 al Bentegodi col tiro dalla distanza di Dramè e il raddoppio di Théréau negli ultimi istanti del primo tempo. Di Carlo ci riuscì il 21 settembre 2011, terzo successo di fila dopo i due di Pioli. Moscardelli, che a 38 anni oggi segna per il Pisa, da poco entrato al posto di Théréau, trovò il varco giusto per infilare il pallone giusto, quello del definitivo 1-0, alle spalle di De Sanctis. Era la quarta giornata, fu la prima di 12 vittorie di una stagione chiusa al decimo posto con 13 punti sul Lecce terzultimo. Quando il Chievo riusciva a salvarsi per distacco. Il Napoli cadde al Bentegodi anche nell’anno dei miracoli, quelli invocati da Fernandes. Domenica chiave quella del 18 gennaio 2009, all’ultima di andata. Bollata dal bis del grande Marcolini, più forte del gol di Lavezzi.


Tags: chievo napoli benitez

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