
Aspettando buone notizie dal calciomercato che si preannuncia gravido di sorprese in queste ultime due settimane il
Napoli affronta l’Olympiakos stasera in un’amichevole che ha un valore aggiunto per
Mazzarri. Il tecnico partenopeo dovrà provare per dieci/undicesimi almeno la squadra da schierare domenica prossima a
Palermo per la prima di campionato. Un discorso che sarebbe stato valido comunque ma che è diventato più significativo dopo la stangata del Giudice Sportivo a seguito dei fatti e misfatti della supercoppa con la Juventus. Sono quattro gli squalificati per la gara del Barbera, oltre allo stesso Mazzarri mancheranno infatti anche
Pandev, Zuniga e Dossena. Una sentenza, quella della Commissione Disciplinare, che ha lasciato di stucco ma non senza parole Mazzarri. Di parole anzi ne ha dette che ne ha detto l’allenatore azzurro per protestare contro quella che ha sentito come una grave ingiustizia. “Cornuti e mazziati” ha definito gli azzurri il suo allenatore, ovvero il danno e la beffa. Il danno di una Supercoppa persa a suo dire soprattutto per gli errori arbitrali e la beffa delle conseguenze disciplinari. Restano ancora nella testa le parole di sfogo di Mazzarri una settimana dopo il misfatto cinese: non gli ha alleviato la rabbia il tempo passato: “
Avrei voluto vedere la Juventus subire quello che abbiamo subito noi, a cui hanno fatto seguito le decisioni del Giudice sportivo. Non tanto per Tosel, ma per quello che hanno scritto gli arbitri. Siamo stati cornuti e mazziati. Se noi rientravamo in campo e ci trovavamo gli arbitri davanti cosa poteva succedere? Ci sono state grandi iniquità. la decisione del Napoli di non partecipare alla cerimonia è stata la migliore. Quando sono stato espulso sono andato in tribuna e mi sono arrivati diversi messaggi in cui mi chiedevano di dire al presidente di ritirare la squadra. Ho visto la partita quattro/cinque volte, c'è stato un momento in cui mi volevo dimettere. A ferragosto sono stato in un feudo juventino e tutti si scusavano con me, mi hanno detto che non volevano vincere in quel modo e mi hanno convinto a restare, sognifica che si può cambiare. Behrami ha subito un rigore clamoroso, ma ci può stare. Non ci può stare, però, che si applicano due metri di giudizio diversi. Se manda via un nostro calciatore per proteste deve farlo anche con la squadra avversaria. Se sono qui a parlare in questo modo è perché ho ancora voglia di lottare. Questa partita può servire per tutti, su certi parametri bisogna essere attenti e rigorosi. Siamo su altissimi livelli e se si sbaglia si paga. In base agli atti che ho letto, nel caso della mia espulsione, si parla dell'arbitro che ha sentito alcune frasi, ma non è così. Le ha sentite il guardalinee, nemmeno il quarto uomo. Addirittura ci sono inesattezze pazzesche sul verbale. Ho applaudito in occasione del rigore, ma non quando sono stato espulso. La nostra parola, però, non conta. Non capisco cosa abbia da criticare la Juve, parlano proprio loro? Da che pulpito, loro non accettano i 28 scudetti che gli riconosce la Giustizia Sportiva. Carrera ha parlato di caccia all’uomo? Quel signore lì ha visto un’altra partita”. La verità è che Mazzarri confida molto nel ricorso presentato dalla società. Lui a Palermo vuole essere regolarmente in panchina e ci crede anche, solo per Zuniga verrà accettata la giornata di squalifica, arrivata dopo un doppio cartellino giallo, mentre per Pandev e Dossena si confida in uno sconto o annullamento della pena. In attesa del verdetto, però, Mazzarri deve provare lo schieramento per Palermo facendo conto che tre azzurri non ci siano e contro l’Olympiakos si vedrà la squadra che giocherebbe al Barbera se tutte le squalifiche saranno confermate. Mancherà solo Cavani, cui è stato concesso un riposo-extra: l’uruguayano si aggregherà al gruppo martedì a Castelvolturno e stasera contro l’Olympiakos sarà sostituito da
Vargas al saluto d’addio prima della più che probabile cessione in prestito. Le scelte iniziali di Mazzarri per l’amichevole con i greci di stasera sono orientate quindi per verificare un undici inedito da mandare in campo a Palermo. Con Pandev fuori il suo sostituto naturale sarà Insigne che giocherà sia stasera sia, in assenza del macedone, domenica prossima. Più complicato sostituire i due terzini sinistri in rosa: senza Zuniga e Dossena c’è un buco sulla corsia mancina. Due le soluzioni per Mazzarri: o schierare Aronica, che anche in passato si è adattato a fare l’esterno alto o provare
Berhami che mancino non è ma ha una discreta duttilità pur se preferisce giocare da interno destro. Con De Sanctis tra i pali la difesa dovrebbe essere quella che partirà titolare a Palermo, ovvero
Campagnaro-Cannavaro-Britos con Gamberini pronto ad entrare per una staffetta con Campagnaro. A centrocampo con Maggio a destra e presumibilmente Aronica a sinistra giocheranno Inler centrale e Hamsik mezzala sinistra con Berhami in vantaggio su Dzemaili per il ruolo di interno destro. Davanti Insigne agirà alle spalle della prima punta Vargas. Se infatti non ci saranno piacevoli sorprese dopo i ricorsi per le squalifiche a Palermo per la prima di campionato Mazzarri, che in panchina sarà sostituito da Frustalupi, farà giocare questa squadra: De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Britos; Maggio, Berhami, Inler, Hamsik, Aronica; Insigne; Cavani.
Stefano Grandi – Sportevai.it