Il calciomercato del Milan riparte dalla "manita" con la quale il Real Madrid di Mourinho ha palesato tutti i limiti e le contraddizioni dei rossoneri guidati da Massimiliano Allegri.
5-1 senza se e senza ma: il Milan deve intervenire sul mercato, perché fare cassa è necessario, ma è altrettanto utile mantenere uno standard minimo qualitativo. Zapata, l'ultimo arrivo di una pseudo campagna acquisti, non può certo cambiare gli equilibri di un collettivo che è solo stato indebolito.
Kakà bollito? Non proprio: il carioca è stata parte attiva nella sberla con la quale le merengues hanno annichilito i rossoneri e - di conseguenza la trattativa con il Real ha subito una radicale trasformazione.
Mourinho è stato chiaro, come riporta ogginotizie.it: "Se il Milan vuole Kakà, deve pagare. Sono felice se Kakà resta e sono felice se vuole andarsene. Nel calcio, i giocatori vanno dove vogliono. Kakà è un ottimo calciatore, preparato per giocare a livelli altissimi. Ma non lo cederemo gratis. Se lo vogliono, paghino". Altrettanto cristallino è stato Adriano Galliani: "L'operazione Kakà è obiettivamente molto, molto difficile. I costi sono elevati, gli stipendi altissimi" (fonte sky)
Galliani ha abituato i tifosi ai colpi di mercato impossibili ma erano anni diversi, un Milan e un Berlusconi diverso. Dzeko ormai sembra altrettanto svanito, preso ormai tra la Juventus alla ricerca del famigerato top player, il Wolfsburg che lo rivorrebbe indietro per rinverdire i propri fasti e il Manchester City che evidentemente ama avere una panchina di lusso. Higuain è un'altra ipotesi, forse più percorribile di Kakà, ma l'incognita è sempre rappresentata dall'insondabile volontà dello Special One.
Rimanendo a Manchester, anche Tevez non sembra più una pista praticabile: s'è rotta la magia di gennaio e l'Apache non appare più disposto a trattare con un club pronto ad accoglierlo poco prima di sbattergli la porta in faccia, preferendo l'evanescente Pato, chiamato ora a fare la stagione della vita, pena una magra cessione in qualche club di fascia media.
Al Milan allora non rimane che percorre strade secondarie e poco battute. Una di queste porta a Nenè del Paris Saint Germain: il club francese ci starebbe pensando, quasi a dare un contentino alla squadra che più di tutte ha contribuito a rafforzare il proprio organico. Ma anche qui le cose non sembrano facili: il Rubin Kazan s'è mosso già da tempo sul giocatore e non ha problemi economici; certo, trattasi di un club mediocre, senza l'appeal dei rossoneri ma anche un certo Samuel Eto'o ha preferito il contratto sontuoso dell'Anzhi alla Champions con l'Inter: c'è solo da sperare che il blasone del Milan valga di più dei rubli dei russi.
L.Ronza - Sportevai.it
giovedì, 09 agosto 2012
Il calciomercato del Milan riparte dalla "manita" con la quale il Real Madrid di Mourinho ha palesato tutti i limiti e le contraddizioni dei rossoneri guidati da Massimiliano Allegri.
5-1 senza se e senza ma: il Milan deve intervenire sul mercato, perché fare cassa è necessario, ma è altrettanto utile mantenere uno standard minimo qualitativo. Zapata, l'ultimo arrivo di una pseudo campagna acquisti, non può certo cambiare gli equilibri di un collettivo che è solo stato indebolito.
Kakà bollito? Non proprio: il carioca è stata parte attiva nella sberla con la quale le merengues hanno annichilito i rossoneri e - di conseguenza la trattativa con il Real ha subito una radicale trasformazione.
Mourinho è stato chiaro, come riporta ogginotizie.it: "Se il Milan vuole Kakà, deve pagare. Sono felice se Kakà resta e sono felice se vuole andarsene. Nel calcio, i giocatori vanno dove vogliono. Kakà è un ottimo calciatore, preparato per giocare a livelli altissimi. Ma non lo cederemo gratis. Se lo vogliono, paghino". Altrettanto cristallino è stato Adriano Galliani: "L'operazione Kakà è obiettivamente molto, molto difficile. I costi sono elevati, gli stipendi altissimi" (fonte sky)
Galliani ha abituato i tifosi ai colpi di mercato impossibili ma erano anni diversi, un Milan e un Berlusconi diverso. Dzeko ormai sembra altrettanto svanito, preso ormai tra la Juventus alla ricerca del famigerato top player, il Wolfsburg che lo rivorrebbe indietro per rinverdire i propri fasti e il Manchester City che evidentemente ama avere una panchina di lusso. Higuain è un'altra ipotesi, forse più percorribile di Kakà, ma l'incognita è sempre rappresentata dall'insondabile volontà dello Special One.
Rimanendo a Manchester, anche Tevez non sembra più una pista praticabile: s'è rotta la magia di gennaio e l'Apache non appare più disposto a trattare con un club pronto ad accoglierlo poco prima di sbattergli la porta in faccia, preferendo l'evanescente Pato, chiamato ora a fare la stagione della vita, pena una magra cessione in qualche club di fascia media.
Al Milan allora non rimane che percorre strade secondarie e poco battute. Una di queste porta a Nenè del Paris Saint Germain: il club francese ci starebbe pensando, quasi a dare un contentino alla squadra che più di tutte ha contribuito a rafforzare il proprio organico. Ma anche qui le cose non sembrano facili: il Rubin Kazan s'è mosso già da tempo sul giocatore e non ha problemi economici; certo, trattasi di un club mediocre, senza l'appeal dei rossoneri ma anche un certo Samuel Eto'o ha preferito il contratto sontuoso dell'Anzhi alla Champions con l'Inter: c'è solo da sperare che il blasone del Milan valga di più dei rubli dei russi.
L.Ronza - Sportevai.it

