Una bacchettata al calciomercato della Juventus, una tirata d’orecchie a Berlusconi per le bugie sul Milan e un inatteso endorsment per l’Udinese. Il tutto non da un addetto ai lavori, da un allenatore, da un giocatore o da un opinionista ma da Famiglia Cristiana che si schiera apertamente a favore di chi risparmia sul mercato e scrive: “La Juventus cerca il top player, anche se magari lo aveva in casa e si chiamava Del Piero. Inter e Milan cercano di convincere i loro tifosi che dimagrire è bello. Il Napoli e la Roma giocano a fare le quasi ricche però attente a non sforare. L’Udinese compra bene, rivende benissimo, guadagna. Già scritto ma da riscrivere: è quasi un dovere in Italia tifare Udinese, come in Francia tifare Montpellier”. Da parte del settimanale cattolico una visione cristiana del calcio che non sempre è più bello se è più ricco, anzi. Il giudizio è severo sulla Juve (“risparmiano tutte fuorché la Juventus che con stadio di proprietà sempre pieno e denaro di casa Fiat rifiuta persino offerte sensazionali: ma il rosso del suo bilancio è profondo”) ed elogia il mercato low-cost, Famiglia Cristiana: “La cura di dimagrimento dovrebbe sicuramente farci del bene. I nostri presidenti hanno smesso di essere i “ricchi scemi”, secondo una celebre azzeccata definizione del presidente del Coni Onesti, emessa tanto ma tanto tempo fa però rimasta valida a lungo, la crisi li ha costretti a diventare intelligenti o almeno cauti”. Tranchant il parere su Ibrahimovic: “Ibrahimovic per la quinta volta nella sua carriera di asso superopportunista, in campo e fuori, più costoso di ingaggio che di cartellino, ha detto che si avvera il suo sogno, cioè che va a giocare nella squadra dove ha sempre sognato di arrivare. Lo disse passando dall’Ajax alla Juventus, dalla Juventus all’Inter, dal’Inter al Barcellona, dal Barcellona al Milan e lo dice adesso passando dal Milan al Paris Saint-Germain, dove va guadagnare per quattro stagioni 15 milioni l’anno, pagati dal petrolio del Qatar, cioè dagli automobilisti francesi. La tassa del 75 per100 voluta dal neopresidente transalpino Hollande sui guadagni dal milione in su non lo riguarda: il suo introito è previsto al netto”. La chiosa finale ammonisce tutti: “Siamo intelligentemente poveri o stupidamente poveri? O invece siamo ricchi ma l’aggettivo riguarda pochi, quelli che incassano, compreso Berlusconi che, in versione francescana, ha smesso di irrorare il Milan col suo denaro personale, dopo avere regalato l’ultima notizia fasulla (“Thiago Silva rimane con noi”). E la ricchezza di incassi e di ritrovato ancorché forzoso equilibrio anzi risparmio può non avere riverberi sulle tifoserie; anzi. I nostri club comunque all’estero hanno comprato, se si vuole investito, puntando su elementi sconosciuti e spesso anche giovanissimi: il che non sarebbe un male, se non fosse che si va sui vivai stranieri perché sono stati abbandonati tanti vivai italiani, in un empito di masochismo difficile da spiegare”.
Stefano Grandi – Sportevai.it
sabato, 21 luglio 2012
Una bacchettata al calciomercato della Juventus, una tirata d’orecchie a Berlusconi per le bugie sul Milan e un inatteso endorsment per l’Udinese. Il tutto non da un addetto ai lavori, da un allenatore, da un giocatore o da un opinionista ma da Famiglia Cristiana che si schiera apertamente a favore di chi risparmia sul mercato e scrive: “La Juventus cerca il top player, anche se magari lo aveva in casa e si chiamava Del Piero. Inter e Milan cercano di convincere i loro tifosi che dimagrire è bello. Il Napoli e la Roma giocano a fare le quasi ricche però attente a non sforare. L’Udinese compra bene, rivende benissimo, guadagna. Già scritto ma da riscrivere: è quasi un dovere in Italia tifare Udinese, come in Francia tifare Montpellier”. Da parte del settimanale cattolico una visione cristiana del calcio che non sempre è più bello se è più ricco, anzi. Il giudizio è severo sulla Juve (“risparmiano tutte fuorché la Juventus che con stadio di proprietà sempre pieno e denaro di casa Fiat rifiuta persino offerte sensazionali: ma il rosso del suo bilancio è profondo”) ed elogia il mercato low-cost, Famiglia Cristiana: “La cura di dimagrimento dovrebbe sicuramente farci del bene. I nostri presidenti hanno smesso di essere i “ricchi scemi”, secondo una celebre azzeccata definizione del presidente del Coni Onesti, emessa tanto ma tanto tempo fa però rimasta valida a lungo, la crisi li ha costretti a diventare intelligenti o almeno cauti”. Tranchant il parere su Ibrahimovic: “Ibrahimovic per la quinta volta nella sua carriera di asso superopportunista, in campo e fuori, più costoso di ingaggio che di cartellino, ha detto che si avvera il suo sogno, cioè che va a giocare nella squadra dove ha sempre sognato di arrivare. Lo disse passando dall’Ajax alla Juventus, dalla Juventus all’Inter, dal’Inter al Barcellona, dal Barcellona al Milan e lo dice adesso passando dal Milan al Paris Saint-Germain, dove va guadagnare per quattro stagioni 15 milioni l’anno, pagati dal petrolio del Qatar, cioè dagli automobilisti francesi. La tassa del 75 per100 voluta dal neopresidente transalpino Hollande sui guadagni dal milione in su non lo riguarda: il suo introito è previsto al netto”. La chiosa finale ammonisce tutti: “Siamo intelligentemente poveri o stupidamente poveri? O invece siamo ricchi ma l’aggettivo riguarda pochi, quelli che incassano, compreso Berlusconi che, in versione francescana, ha smesso di irrorare il Milan col suo denaro personale, dopo avere regalato l’ultima notizia fasulla (“Thiago Silva rimane con noi”). E la ricchezza di incassi e di ritrovato ancorché forzoso equilibrio anzi risparmio può non avere riverberi sulle tifoserie; anzi. I nostri club comunque all’estero hanno comprato, se si vuole investito, puntando su elementi sconosciuti e spesso anche giovanissimi: il che non sarebbe un male, se non fosse che si va sui vivai stranieri perché sono stati abbandonati tanti vivai italiani, in un empito di masochismo difficile da spiegare”.
Stefano Grandi – Sportevai.it

