L’Inter ha vinto il suo piccolo scudetto: la figuraccia inferta al Milan costata lo scudetto (andato alla Juventus) sa di dolce rivincita. Tuttavia il calciomercato non aspetta ed è tempo di cominciare a tracciare le linee guida di quella che dovrà essere la stagione del rilancio delle ambizioni nerazzurre.
Per quanto riguarda la guida tecnica Stramaccioni si è reso autore di un miracolo, schiantando i cugini rossoneri al primo derby (cosa non da tutti i giorni), rivitalizzando un ambiente ormai depresso dopo l’esperienza di Gasperini prima e Ranieri dopo: forse l’obiettivo Champions League è sfumato, ma il giovane allenatore proveniente dalla Primavera sembra nato sotto una stella fortunata, in quanto il patron Moratti ha più volte lodato pubblicamente “Strama” con toni che hanno il sapore della riconferma.
Oggi – dalle pagine di tuttomercatoweb.com – arriva l’incoronazione anche da parte di uno dei grandi ex dell’Inter, Beppe Bergomi, storico difensore dei nerazzurri negli ’80 e ’90: “La conferma di Stramaccioni sulla panchina nerazzurra, certificata ieri dal presidente Moratti, mi fa venire in mente solo valutazioni positive. Certo, a memoria non ricordo un allenatore dell’Inter così giovane, però si tratta di un giovane che ha già dimostrato di avere personalità e idee. E poi i casi Guardiola, Zola, Di Matteo e da noi Montella, Allegri, Conte dimostrano quanto possa rivelarsi proficua la scelta di affidare una squadra di grandi ambizioni a un tecnico debuttante o comunque non avvezzo ai livelli d’eccellenza. Lo stesso Roberto Mancini, che è mio coetaneo, quando è approdato all’Inter non aveva compiuto i 40 anni. Stramaccioni ha entusiasmo, ambizione, voglia di sfondare: li ha trasmessi ai giocatori, riuscendo a ricompattarli. Peccato lo scivolone di Parma, riscattato da questo derby esaltante. Bisogna dire, per correttezza cronistica, che pure Ranieri nel girone di andata era riuscito a infilare un filotto positivo in queste stesse partite. Però trovo giuste le motivazioni che inducono Moratti a imboccare questa strada. Trovato il tecnico, però, adesso bisogna fare la squadra. Sarebbe sbagliatissimo pensare che i Lucio, i Chivu eccetera possano reggere cinquanta partite. Si tratta di veterani che magari si renderanno utili, visto che la società gli ha rinnovato il contratto, ma la rosa va comunque rinforzata con arrivi di qualità. Ci vogliono almeno tre top player, direi uno per reparto. Anch’io pensavo che Ranocchia avrebbe trovato più spazio, specie in vista dell’Europeo, ma non puoi continuare con la coppia fissa Lucio-Samuel. In mezzo al campo credevo che Stramaccioni concedesse minuti importanti a Poli e Obi, in ogni caso Guarin è da riscattare e deve arrivare un elemento non di secondo piano. Così come non si può sperare che Milito sia inossidabile: serve una punta del suo stesso livello. Senza questi ritocchi, anche Stramaccioni è destinato a soffrire parecchio”
Luigi Ronza - Sportevai.it
martedì, 08 maggio 2012
L’Inter ha vinto il suo piccolo scudetto: la figuraccia inferta al Milan costata lo scudetto (andato alla Juventus) sa di dolce rivincita. Tuttavia il calciomercato non aspetta ed è tempo di cominciare a tracciare le linee guida di quella che dovrà essere la stagione del rilancio delle ambizioni nerazzurre.
Per quanto riguarda la guida tecnica Stramaccioni si è reso autore di un miracolo, schiantando i cugini rossoneri al primo derby (cosa non da tutti i giorni), rivitalizzando un ambiente ormai depresso dopo l’esperienza di Gasperini prima e Ranieri dopo: forse l’obiettivo Champions League è sfumato, ma il giovane allenatore proveniente dalla Primavera sembra nato sotto una stella fortunata, in quanto il patron Moratti ha più volte lodato pubblicamente “Strama” con toni che hanno il sapore della riconferma.
Oggi – dalle pagine di tuttomercatoweb.com – arriva l’incoronazione anche da parte di uno dei grandi ex dell’Inter, Beppe Bergomi, storico difensore dei nerazzurri negli ’80 e ’90: “La conferma di Stramaccioni sulla panchina nerazzurra, certificata ieri dal presidente Moratti, mi fa venire in mente solo valutazioni positive. Certo, a memoria non ricordo un allenatore dell’Inter così giovane, però si tratta di un giovane che ha già dimostrato di avere personalità e idee. E poi i casi Guardiola, Zola, Di Matteo e da noi Montella, Allegri, Conte dimostrano quanto possa rivelarsi proficua la scelta di affidare una squadra di grandi ambizioni a un tecnico debuttante o comunque non avvezzo ai livelli d’eccellenza. Lo stesso Roberto Mancini, che è mio coetaneo, quando è approdato all’Inter non aveva compiuto i 40 anni. Stramaccioni ha entusiasmo, ambizione, voglia di sfondare: li ha trasmessi ai giocatori, riuscendo a ricompattarli. Peccato lo scivolone di Parma, riscattato da questo derby esaltante. Bisogna dire, per correttezza cronistica, che pure Ranieri nel girone di andata era riuscito a infilare un filotto positivo in queste stesse partite. Però trovo giuste le motivazioni che inducono Moratti a imboccare questa strada. Trovato il tecnico, però, adesso bisogna fare la squadra. Sarebbe sbagliatissimo pensare che i Lucio, i Chivu eccetera possano reggere cinquanta partite. Si tratta di veterani che magari si renderanno utili, visto che la società gli ha rinnovato il contratto, ma la rosa va comunque rinforzata con arrivi di qualità. Ci vogliono almeno tre top player, direi uno per reparto. Anch’io pensavo che Ranocchia avrebbe trovato più spazio, specie in vista dell’Europeo, ma non puoi continuare con la coppia fissa Lucio-Samuel. In mezzo al campo credevo che Stramaccioni concedesse minuti importanti a Poli e Obi, in ogni caso Guarin è da riscattare e deve arrivare un elemento non di secondo piano. Così come non si può sperare che Milito sia inossidabile: serve una punta del suo stesso livello. Senza questi ritocchi, anche Stramaccioni è destinato a soffrire parecchio”
Luigi Ronza - Sportevai.it

