lunedì 23 agosto 2010 • 10:17
Calcio, Serie A: Inter, Benitez lancia la sfida. “Voglio vincere più di Mourinho”
MILANO, 23 agosto 2010 – L’avventura nerazzurra di Rafa Benitez è iniziata nel migliore dei modi: prima gara ufficiale e Supercoppa Italiana conquistata a spese della Roma. “È sempre importante vincere e fare tre gol – ammette il tecnico spagnolo in un’intervista ad As -. Abbiamo lavorato con qualche difficoltà perché i giocatori reduci dal Mondiale sono arrivati tardi e questa vittoria fa morale”. Di fatto è scesa in campo la stessa formazione che ha sconfitto il Bayern in finale di Champions, “ma visto il poco tempo che abbiamo avuto a disposizione dovevamo puntare su qualcosa che i giocatori conoscono bene, poi cominceremo a fare le cose che servono a migliorare un sistema che già funziona”, spiega Benitez.
Sei “tituli”? — L’ex timoniere del Liverpool ha rilanciato Eto’o in versione bomber: “Lui e Pandev sono attaccanti abituati a giocare larghi, ma li voglio più vicini alla porta. Fisicamente siamo ancora al 50% per cui ci sono abbastanza margini di miglioramento. Sono ottimista su questa squadra, per quello che vedo giorno dopo giorno”. Anche in Spagna gli chiedono se la Supercoppa Italiana sia sua o di Mourinho, ma la versione diplomatica non cambia. “È il primo trofeo ufficiale vinto quest’anno dall’Inter, dal club, non dal suo allenatore – è la replica -. È un trofeo conquistato da un gruppo di giocatori che hanno fatto molto bene e dai tifosi che hanno sempre supportato la squadra. Poi ci sono gli allenatori, qui ha vinto Mancini, quindi Mourinho e adesso ci sono io che spero di vincere più di loro. Già in questa stagione possiamo vincere sei trofei”.
Manager? No, grazie — Benitez non vuole porsi limiti, consapevole che “Moratti non mi ha detto quanto devo vincere, ma soltanto che devo lavorare e farlo nel miglior modo. L’aver ereditato una squadra che nella scorsa stagione ha vinto tutto è una sfida, qualcosa che ti motiva. Come allenatore è un invito a superarti e così la vivo. La posta in gioco è alta, ma ci sono margini di miglioramento, ci sono più trofei da vincere e lavoriamo per questo, per migliorare”. Rispetto a Liverpool, lo spagnolo ha svestito i panni del manager per fare solo l’allenatore: “Sono contento di questo cambiamento, perché posso dedicare più tempo al lavoro sul campo – racconta ancora Benitez, primo tecnico spagnolo a vincere nei tre principali Paesi calcistici europei -. È una cosa che mi rende orgoglioso, perché è già molto difficile vincere in Spagna, ma farlo anche in Inghilterra e Italia è abbastanza complicato”.
La mano di Cuper — Poi il discorso torna su Mourinho: “Da lui ho ereditato una squadra competitiva – riflette lo spagnolo -. I giocatori sanno che i paragoni saranno inevitabili, ma sanno anche che il futuro è una nuova tappa, ci sono un nuovo allenatore e la possibilità di vincere ancora. Hanno vinto tre titoli la scorsa stagione e ora uno, per cui sono loro che hanno conquistato quattro trofei e questa è la fortuna di noi che saliamo sul carro di giocatori vincenti. Un giocatore della vecchia guardia mi ha detto che questa squadra è cambiata molto con l’arrivo di Cuper – racconta -. È diventata più seria e professionale e questo è rimasto durante il periodo di Mancini e poi di Mourinho, ora ci aspettiamo di proseguire questo cammino e che la squadra continui a crescere”.
L’ex amico Mou — Parlare dello Special One non piace molto a Benitez (“io faccio il mio lavoro e non giudico quello degli altri”), che col portoghese ha avuto parecchi battibecchi in Inghilterra. “Ma all’inizio avevamo un buon rapporto – rivela -, le cose sono cambiate quando lo abbiamo eliminato in Champions, perché abbiamo cominciato a competere per gli stessi obiettivi e questo fa sì che ci sia rivalità, ma per me è una rivalità professionale. Ma non guardo al passato, preferisco lavorare per quello che verrà”. In Spagna, però, i tifosi del Real Madrid sperano che i tanti soldi spesi da Perez per assicurarsi Mourinho servano per tornare a vincere: “Nel calcio si spende tantissimo denaro per molte cose – il parere di Benitez -. È chi lo spende che deve sapere se questi soldi sono bene investiti oppure no”. Fonte: gazzetta.it
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