Il coinvolgimento di Antonio Conte nella vicenda relativa allo scandalo del calcio scommesse, che nella giornata di oggi ha sconvolto il mondo del calcio italiano con i 19 arresti e i vari avvisi di garanzia, non mette in dubbio la sua permanenza sulla panchina della Juventus.
A confermarlo è stato il presidente bianconero Andrea Agnelli, nel corso della conferenza stampa convocata proprio per rispondere alle accuse che riguardano il tecnico juventino, entrato nel registro degli indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva: "Emerge un quadro preoccupante, ma Antonio non ne fa parte. Il ruolo a lui attribuito è pressoché insignificante. Lo conosco da una vita e posso dire che sono tre i valori che gli ho sempre riconosciuto: integrità, onestà e lealtà. In questa fase così delicata ci vuole rispetto per chi svolge le indagini, ma anche per i protagonisti coinvolti, che si ritrovano in una posizione di debolezza. La Juve e il suo presidente sono vicini ad Antonio Conte e Leonardo Bonucci, che mi dicono essere anch'egli iscritto nel registro degli indagati. Ha reso possibile questa fantastica cavalcata scudetto e onde evitare qualsiasi tipo d'illazione chirisco un concetto: Conte è e resterà l'allenatore di questa squadra. La prossima Champions League la faremo insieme a lui".
Lo stesso Conte è poi intervenuto per ribadire la propria estraneità ai fatti: "La mia storia sia da calciatore che da tecnico è chiara. Chiedete ai miei ragazzi, ai miei ex compagni, o anche agli avversari: Antonio Conte è uno che vuole vincere, con il lavoro, i sacrifici e tanta umiltà. Ho anche subito un'aggressione davanti a mia moglie e mia figlia di due anni per conservare la mia integrità morale. Sono indagato per associazione a delinquere, ho avuto una perquisizione e io a casa non c'ero neanche. Ho letto il provvedimento e mi chiedo: come mai non sono stato chiamato dal pm di Cremona prima di subire una perquisizione e diventare indagato? Mi sarei aspettato di essere ascoltato prima di essere sottoposto a tutto questo. Col Siena abbiamo vinto il campionato con sacrificio e sudore, lacrime e soddisfazioni. Con dei ragazzi straordinari. Ribadisco la mia estraneità e quella dei miei calciatori. Quella della promozione è stata un'annata fantastica e nessuno la rovinerà. Buone vacanze a tutti voi, perché le mie lo saranno".
Eugenio Bertolino - Redazione sportevai.it
lunedì, 28 maggio 2012
Il coinvolgimento di Antonio Conte nella vicenda relativa allo scandalo del calcio scommesse, che nella giornata di oggi ha sconvolto il mondo del calcio italiano con i 19 arresti e i vari avvisi di garanzia, non mette in dubbio la sua permanenza sulla panchina della Juventus.
A confermarlo è stato il presidente bianconero Andrea Agnelli, nel corso della conferenza stampa convocata proprio per rispondere alle accuse che riguardano il tecnico juventino, entrato nel registro degli indagati per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e alla frode sportiva: "Emerge un quadro preoccupante, ma Antonio non ne fa parte. Il ruolo a lui attribuito è pressoché insignificante. Lo conosco da una vita e posso dire che sono tre i valori che gli ho sempre riconosciuto: integrità, onestà e lealtà. In questa fase così delicata ci vuole rispetto per chi svolge le indagini, ma anche per i protagonisti coinvolti, che si ritrovano in una posizione di debolezza. La Juve e il suo presidente sono vicini ad Antonio Conte e Leonardo Bonucci, che mi dicono essere anch'egli iscritto nel registro degli indagati. Ha reso possibile questa fantastica cavalcata scudetto e onde evitare qualsiasi tipo d'illazione chirisco un concetto: Conte è e resterà l'allenatore di questa squadra. La prossima Champions League la faremo insieme a lui".
Lo stesso Conte è poi intervenuto per ribadire la propria estraneità ai fatti: "La mia storia sia da calciatore che da tecnico è chiara. Chiedete ai miei ragazzi, ai miei ex compagni, o anche agli avversari: Antonio Conte è uno che vuole vincere, con il lavoro, i sacrifici e tanta umiltà. Ho anche subito un'aggressione davanti a mia moglie e mia figlia di due anni per conservare la mia integrità morale. Sono indagato per associazione a delinquere, ho avuto una perquisizione e io a casa non c'ero neanche. Ho letto il provvedimento e mi chiedo: come mai non sono stato chiamato dal pm di Cremona prima di subire una perquisizione e diventare indagato? Mi sarei aspettato di essere ascoltato prima di essere sottoposto a tutto questo. Col Siena abbiamo vinto il campionato con sacrificio e sudore, lacrime e soddisfazioni. Con dei ragazzi straordinari. Ribadisco la mia estraneità e quella dei miei calciatori. Quella della promozione è stata un'annata fantastica e nessuno la rovinerà. Buone vacanze a tutti voi, perché le mie lo saranno".
Eugenio Bertolino - Redazione sportevai.it

