venerdì 3 settembre 2010 • 13:46
Calcio Milan: Ibra, Dinho, Binho e Pato non bastano per vincere
MILANO, 3 settembre 2010 – Allegri ormai l’ha detto: “Voglio la finale di Champions”. Il Berlusconi-pensiero calcistico è già entrato nell’anima del tecnico livornese che, ubriacato dai super acquisti di Robinho e Ibrahimovic, già pregusta una stagione di successi ai massimi livelli. Nulla sembra poter ostacolare questo Milan e in effetti a guardare i nomi viene la pelle d’oca: non ci sono più Borriello e Huntelaar, ma lo svedese e il brasiliano, che si aggiungono (scusate se è poco) a Pato e Ronaldinho più il vecchio Pippo Inzaghi. Ma basterà questo reparto offensivo stellare a raggiungere gli obiettivi prefissati dalla società?
Si potrebbe tagliare corto dicendo “La miglior difesa è l’attacco” pensando a partite in stile Zeman da 4-3 ogni domenica, dove i funamboli rossoneri segnano a raffica e poco importa se si subiscono tanti gol. Ma la realtà è un’altra, cioè che il nostro campionato si vince con la miglior retroguardia. Schierarli tutti insieme nel 4-2-4 è una mossa suggestiva, che però si potrebbe rivelare un boomerang come insegna la recente storia del Real Madrid di troppe stelle in area di rigore. La difesa: Nesta e Thiago Silva sono una garanzia, ma l’eventuale assenza di uno dei due (se non di entrambi) lascerebbe la porta spalancata alle cannonate dei nemici. Yepes, Bonera, Onyewu e Papastathopoulos non possono essere considerati così affidabili per scudetto e Champions League.
Inoltre è fondamentale il filtro a centrocampo, dove è tutta da verificare la tenuta di giocatori stanchi e irriconoscibili negli ultimi anni come Pirlo e Gattuso. Ambrosini, infortuni permettendo, è la colonna sulla mediana, Flamini un polmone necessario. Poi Boateng e Seedorf, giocatori più offensivi e propensi al gioco sulla trequarti.
Insomma finché tiene palla il Milan, non ce n’è per nessuno. Ma quando saranno gli altri ad attaccare bisognerà alzare un muro solido ancora da costruire: è questa la vera sfida di Allegri, il suo esame di maturità. Troppo facile infatti dire che la sua squadra è forte grazie ai quattro fenomeni in attacco. Il Diavolo sarà tornato quello vincente di una volta quando dimostrerà sul campo di essere al 100% fortissimo in ogni settore, specialmente centrocampo e difesa. Visto il 4-0 della prima giornata sul Lecce, i tifosi possono guardare avanti col sorriso, ma saranno la Champions e gli scontri diretti in Serie A a dire la verità. Aspettando il gol di Ibra nel derby.
Gabriele Perrone
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