Calcio

sabato 4 settembre 2010 • 12:44

Calcio, Italia: strada molto in salita per Prandelli e quella ricorrente frase di Lippi…

Calcio, Italia: strada molto in salita per Prandelli e quella ricorrente frase di Lippi… calcio MILANO 4 settembre 2010 – “Io di fenomeni in giro nel calcio italiano non ne vedo”. La frase l’aveva detta il vecchio commissario tecnico della nazionale Marcello Lippi dopo l’immediata uscita di scena della squadra campione del mondo in carica dai Mondiali sudafricani. Una frase che aveva disturbato tutti coloro (ed erano in tanti) che ritenevano Lippi responsabile della debacle azzurra non solo sul campo ma anche dal punto di vista gestionale in materia di convocazioni.
Le prime due partite, ieri quella ufficiale, della nuova nazionale di Cesare Prandelli non smentiscono in toto quella frase. L’Italia ha vinto ma non ha convinto, rispetto alla gara a Londra con la Costa d’Avorio qualche timido passo in avanti nel gioco ed anche nel risultato perché una vittoria in una gara che conta per la qualificazione europea non fa male. Al tempo stesso però, contro una mediocre quanto grintosa Estonia, sono stati evidenti tutti i limiti di un gruppo e di un calcio quello italiano che fa fatica ad emergere (Inter straniera a parte) dopo calciopoli e quella splendida avventura iridata in Germania che sembra essere stato il Canto del Cigno.
In porta latita l’erede di Buffon, la querelle di Marchetti a Cagliari ha rallentato il ricambio generazionale. Sirigu e Viviano son bravi ma la nazionale è un’altra cosa e l’incertezza del portiere del Palermo sul gol di ieri lo ha dimostrato.
In difesa Bonucci e Chiellini espressioni dell’Ital-Juve hanno un potenziale ancora inespresso. Letali in attacco sui calci da fermo, bravi negli anticipi dietro, troppo spesso sono vittime di leggerezze ed amnesie che Cannavaro e Nesta, i loro predecessori illustri non avevano. I terzini, da Cassani a Motta passando per Molinaro dimostrano di avere polmoni d’acciaio ma piedi molto ruvidi. A centrocampo siamo ancora arroccati sulla regia e sui piedi di Pirlo, uno dei pochi reduci di Berlino insieme a De Rossi. Montolivo dovrebbe trovare finalmente con suo mentore Prendelli una collocazione adeguata. Pepe sembra ancora non abituarsi alla sua promozione nella Juve e nell’Italia a top-player.
L’attacco sulla carta è quello che dovrebbe avere meno problemi. Numericamente siamo in tanti con Gilardino rimasto in panchina ieri e Balotelli e Amauri a casa infortunati. Cassano ha i numeri, lo ha dimostrato nel secondo tempo, forse è un po’ poco per una squadra che avrebbe bisogno di essere continuamente illuminata.
Alla base di tutto questo c’è Prandelli, lui ci sta provando a dare una nuova anima a questa Italia. Il tempo dirà se il progetto del ct va nella direzione giusta sconfessando quanto detto quella sera del 24 giugno scorso.

Luca Fusco

Clicca QUI per tutte le news di calciomercato
Clicca QUI per tutte le news di Serie A e su tutto il calcio italiano ed estero

Clicca QUI per le news di gossip, cinema, tv, serie tv, spettacolo, libri e tanto altro, sul sito spettacoloevai.it

Itmsport