Basket

giovedì 12 novembre 2009 • 10:17

NBA, LeBron da urlo contro Howard. Celtic e Suns volano

NBA, LeBron da urlo contro Howard. Celtic e Suns volano basketNEW YORK, 12 novembre 2009 – Boston e Phoenix demoliscono Utah e New Orleans e con 8 vittorie e una sola sconfitta sono le squadre migliori della lega. LeBron James trascina con 36 punti Cleveland al successo su Orlando, con Shaquille O’Neal che mette la museruola a Dwight Howard. L’ex Roma Brandon Jennings ferma Denver trascinando Milwaukee alla vittoria con 32 punti. New Jersey resta l’unico team ancora senza successi dopo il k.o. interno con Philadelphia. Vittorie anche per Indiana, Detroit, Portland, Houston, San Antonio e Oklahoma City.

Indiana Pacers-Golden State Warriors 108-94 – Danny Granger con 31 punti e 16 rimbalzi (massimo in carriera) trascina Indiana (3 vinte-3 perse in stagione) alla terza vittoria consecutiva, nonostante l’assenza di Troy Murphy e l’infortunio alla schiena che toglie TJ Ford dalla partita già nel primo quarto. Agli ospiti (2-5) non bastano il contributo extra dalla panchina di Maggette (21 punti) e Randolph (17 con 13 rimbalzi) per raddrizzare il 4/15 dall’arco e il 42-57 a rimbalzo. Indiana scappa sul +10 (53-43) con un break di 12-4 a metà secondo quarto, poi segna gli ultimi 7 punti del tempo e va al riposo sul 64-47 con Granger già a quota 17. I padroni di casa toccano il +20 (77-57 a metà terzo quarto), poi i Warriors reagiscono e tornano sul 91-98 con Ellis a 2’55” dalla fine. Indiana però controlla e conquista la vittoria, anche perché i Warriors nell’ultimo quarto tirano col 39% dal campo e 3/8 dalla lunetta. “Dobbiamo semplicemente far meglio” commenta coach Nelson a fine gara.
Indiana: Granger 31 (10/17, 2/7), Hibbert 16, Watson 16. Rimbalzi: Granger 16. Assist: Hibbert 4. Golden State: Maggette 21 (6/9, 1/1), Randolph 17, Ellis 16. Rimbalzi: Randolph 13. Assist: Ellis 5.

NBA, LeBron da urlo contro Howard. Celtic e Suns volano basketBoston Celtics-Utah Jazz 105-86 - Con 7 giocatori in doppia cifra Boston spazza via Utah e centra l’ottava vittoria in nove esibizioni, eguagliando la partenza che nel 2007/2008 condusse al titolo. I Celtics ci riescono con i 14 punti e 11 assist di Rajon Rondo e il gran primo tempo di Kendrik Perkins, tornato negli spogliatoi con 10 punti e 7 rimbalzi. Utah (3-5) paga lo 0/10 dall’arco in una serata in cui non riesce mai a mettere il naso avanti, complici forse le precarie condizioni di Deron Williams, limitato da una contusione al polpaccio. Deron Williams contro Garnett. Ap

Gli uomini di Jerry Sloan reggono fino al 23 pari a 1’35” da fine del primo quarto, poi Boston comincia la sua corsa che la porta al riposo sul 54-44. I Celtics chiudono definitivamente i conti nel terzo quarto, rifilando un 30-18 ai Jazz e presentandosi all’ultimo parziale avanti 84-62 grazie a una tripla di Rondo a fil di sirena. Coach Rivers risparmia il garbage time ai titolari ma Utah non riesce a tornare sotto. “In questo momento siamo troppo morbidi” è la giustificazione di Williams.
Boston: Garnett 18 (7/9, 0/1), R. Allen 15, Rondo 14. Rimbalzi: Perkins 8. Assist: Rondo 11.
Utah: Williams 13 (5/9, 0/2), Brewer 13 (6/11, 0/3), Kirilenko 12. Rimbalzi: Millsap 13. Assist: Williams 4, Maynor 4.

Detroit Pistons-Charlotte Bobcats 98-75 - Charlie Villanueva fa la differenza nel terzo quarto, segnando da solo più punti di Charlotte (18-12) e regalando a Detroit (4-4) la seconda vittoria consecutiva. Il 25enne arrivato in estate da Milwaukee segna 30 punti, suo massimo da quando veste la casacca dei Pistons, permettendo a coach John Kuester di battere il suo maestro Larry Brown. “Charlie è stato impressionante – dice il coach dei Pistons di Villanueva -. Ha cominciato la stagione in sordina a causa di un infortunio, ma ora sta decisamente meglio”. Charlotte (3-5), al terzo k.o. consecutivo, paga due pessimi quarti centrali, in cui incassa un pesantissimo 61-31. I Bobcats sono avanti 22-20 dopo i primi 12’, ma chiudono il secondo parziale subendo un 11-4 che manda i Pistons al riposo sul 52-41 con 16 punti di Ben Gordon. Charlotte fa scena muta dopo il riposo e lo scatenato Villanueva chiude la gara con un quarto d’anticipo portando Detroit sull’81-53 alla terza sirena. I Pistons arrivano sul +33 (94-61) a 7’11” dalla fine, consentendo poi agli ospiti di rendere meno pesante la sconfitta.
Detroit: Villanueva 30 (11/13, 2/4), Gordon 22, Stuckey 16, Bynum 16. Rimbalzi: Wallace 9. Assist: Gordon 8.
Charlotte: Mohammed 13 (5/7), Wallace 12, Murray 11. Rimbalzi: Mohammed 8. Assist: Felton 4, Diaw 4.

New Jersey Nets-Philadelphia 76ers 79-82 – I Sixers giocano male (39% dal campo) ma approfittano delle difficoltà dei Nets (rotazione ridotta a soli sette uomini dagli infortuni) e si prendono a East Rutherford la prima vittoria dopo due sconfitte, che lascia la squadra di Lawrence Frank ancora a secco dopo otto esibizioni, l’unica di tutta l’Nba a non aver ancora vinto. “Questa è una vittoria importantissima – spiega Thaddeus Young, top scorer dei Sixers con 20 punti -. Volevamo chiudere la nostra serie negativa, e non essere i primi a farli vincere”. Philadelphia (4-4) ottiene il massimo vantaggio sul 15-6 dopo 5’ di partita, ma i Nets restano in scia e all’intervallo hanno solo tre punti da recuperare, nonostante Young sia già a quota 16. Il copione non cambia nella ripresa, quando New Jersey sorpassa con 4 punti in fila di Lopez (75-71 a 5’32” dalla fine). I Sixers restano in scia e si riportano definitivamente avanti (erano sotto 79-77) con un gioco da tre punti di Marreese Speights a 1’10” dalla fine
New Jersey: Lopez 23 (8/17), Hassell 13, Alston 11, Simmons 11. Rimbalzi: Lopez 14. Assist: Alston 5.
Philadelphia: Young 20 (6/12, 2/4), Speights 19, Williams 10. Rimbalzi: Igoudala 9, Speights 9. Assist: Williams 7.

Minnesota Timberwolves-Portland Trail Blazers 84-107 – Nel segno di Greg Oden. Il centro che fu prima scelta al draft 2007 e che ancora non ha mostrato tutto il suo potenziale (complice l’infortunio che gli ha fatto perdere tutto il 2007/2008) si prende una serata di gloria contro Minnesota, regalando a Portland la quarta vittoria consecutiva e la miglior partenza dal 1999 (6-3) con una doppia doppia da 18 punti e 11 rimbalzi. L’ex Ohio State domina sotto canestro, dove gli ospiti vincono 41-29 la sfida a rimbalzo mettendo a nudo i limiti di Minnesota, a cui mancano centimetri e chili per contrastare la fisicità di Oden. I TWolves precipitano a 1-8 con l’ottava sconfitta di fila. Padroni di casa avanti 23-18 dopo il primo quarto, ma nel secondo incassano un 19-4 che porta gli ospiti sul +12 (47-35) a 3’33” dal riposo. Minnesota insegue con 10 lunghezze di ritardo per tutto il terzo parziale, poi rallenta il ritmo e i Blazers ne approfittano per allungare fino all’87-61 firmato da Webster in avvio di ultimo quarto che manda in archivio il match.
Minnesota: Flynn 15 (4/9, 1/2), Jefferson 14, Pavlovic 13. Rimbalzi: Gomes 7. Assist: Sessions 5. Portland: Oden 18 (8/10), Webster 16, Fernandez 15. Rimbalzi: Oden 11, Przybilla 11. Assist: Miller 10.

NBA, LeBron da urlo contro Howard. Celtic e Suns volano basketOrlando Magic-Cleveland Cavaliers 93-102 – LeBron James stravince la sfida tra super star contro Dwight Howard, regalando ai suoi Cavs la vittoria in casa dei Magic e la rivincita dopo la sconfitta nella finale della Eastern Conference 2009. Ad aiutare LeBron, autore di 36 punti, ci ha pensato Shaquille O’Neal, vincitore della sfida tutta muscoli col suo erede designato Howard, costretto dall’ex idolo di Orlando a convivere con problemi di falli per tutto il primo tempo.

LeBron James e Shaquille O’Neal. Reuters

I guai di Superman hanno tolto ai Magic (6-3) la loro arma preferita (quella che aveva fatto la differenza ai playoff), e i 29 punti di Vince Carter, tornato a pieno servizio dopo l’infortunio, non sono bastati per impensierire Cleveland (5-3). “Abbiamo giocato con un senso di urgenza – ha detto James -. Per tutta la partita siamo stati in modalità attacco”. Howard è a quota 2 falli dopo nemmeno 3’ e Cleveland ne approfitta per andare al riposo avanti 66-51, con James a quota 23 e lo scatenato Mo Williams a 22. Orlando non riesce a rientrare nonostante Carter, e la vittoria ospite non è mai veramente in discussione.
Orlando: Carter 29 (9/16, 2/7), Nelson 19, Howard 11. Rimbalzi: Gortat 8. Assist: Nelson 5. Cleveland: James 36 (11/20, 2/3), M. Williams 28, O’Neal 10. Rimbalzi: James 8. Assist: Williams 6.

NBA, LeBron da urlo contro Howard. Celtic e Suns volano basketMilwaukee Bucks-Denver Nuggets 108-102 - Uno show di Brandon Jennings regala a Minnesota il successo su Denver e la testa della Central Division con 4 vinte e 2 perse. L’ex play di Roma sforna una gara stellare da 32 punti (suo massimo in Nba) e 9 assist e aiutato da Bogut trascina i suoi alla terza vittoria consecutiva. “Ero venuto qui per imparare – ha detto il primo giocatore della storia a saltare il college per giocare da professionista in Europa -.

Brandon Jenning contro Carmelo Anthony. Ap

Fortunatamente quello che già so fare impressiona i coach e tutti quanti”. Denver (6-3) paga una brutta serata al tiro (39,8% dal campo, 5/18 dall’arco) e non sfrutta a dovere i 32 punti di Anthony. Primo tempo equilibrato fino a 3’03” dalla sirena, quando Milwaukee inizia un 9-2 che vale il 53-47 al riposo. I Bucks chiudono 81-72 il terzo quarto, ma Denver torna a contatto (90-91) a 4’24” dalla fine; poi due triple di Jennings (14 punti nell’ultimo quarto) e Ilyasova riportano i padroni di casa a +10 (100-90). Denver torna a contatto nel finale (102-104 a -18”), ma Jennings dalla lunetta sigilla la vittoria dei Bucks.
Milwaukee: Jennings 32 (9/17, 2/2), Bogut 23, Ilyasova 17. Rimbalzi: Bogut 10. Assist: Jennings 9. Denver: Anthony 32 (9/23, 0/2), Billups 19, Smith 18. Rimbalzi: Anthony 10. Assist: Billups 5, Lawson 5.

Houston Rockets-Memphis Grizzlies 104-79 – Agli uomini di Rick Adelman basta accelerare nella ripresa per spegnere la voglia di Memphis e portarsi a casa la quinta vittoria in otto incontri. Houston era avanti di 5 (43-38) al riposo, ma al tecnico non bastava. “Il coach ci ha parlato nell’intervallo premendo sui tasti giusti – ha spiegato Kyle Lowry, 10 assist uscendo dalla panchina -. Noi abbiamo risposto bene, facendo vedere che tipo di squadra siamo”. Il break di 16-5 con cui i Rockets hanno aperto la ripresa ha mandato in confusione Memphis (1-8), arrivata alla settima sconfitta consecutiva. I Grizzlies hanno tirato 7/20 dal campo nel terzo quarto, sbagliando 7 dei primi 9 tiri e concedendo a Houston di scappare sul 74-57 che di fatto ha messo la parola fine alla gara. Tra i Rockets spiccano i 22 punti (18 nella ripresa) con 15 rimbalzi di Scola, aiutato da una panchina che ha prodotto 55 punti (20 del solo Landry) contro i 15 di quella avversaria. Memphis, che nel finale ha toccato anche il -27 (101-74 a 1’22” dalla sirena), paga anche il 32/81 con cui ha tirato dal campo.
Houston: Scola 22 (10/15), Landry 20, Ariza 17. Rimbalzi: Scola 15. Assist: Lowry 10.
Memphis: Mayo 19 (6/10, 2/3), Gay 18, Randolph 18. Rimbalzi: Randolph 10, Hunter 10. Assist: Williams 7.

San Antonio Spurs-Dallas Mavericks 92-83 – Anche senza Tony Parker e Tim Duncan gli Spurs vincono la sfida tutta texana con Dallas, aggiornando a 4-3 il proprio bilancio stagionale. Senza le due stelle la differenza la fanno i 29 punti di Richard Jefferson, arrivato in estate proprio con l’intento di dare un’arma in più all’attacco di Greg Popovich. Dallas (5-3) paga una pessima serata al tiro (35,4% dal campo) che coinvolge anche Dirk Nowitzki, il cui 9/27 dal campo è mascherato da un 10/10 ai liberi. “Gli abbiamo chiesto troppo – dice Jason Kidd del tedesco -. Gli abbiamo chiesto di prendersi sulle spalle la squadra sia in attacco che in difesa, e non è stato giusto”. Dopo un primo quarto equilibrato (21-21), San Antonio fa la differenza nei 6’07” che precedono il riposo, quando infila un parziale di 22-8 che la porta da 29-30 a 51-38 con Jefferson già a quota 14. Dallas comincia l’ultimo parziale sotto di 15 ma si riporta a -4 (79-83) a 4’12” dalla fine, ma una tripla di Bonner riporta al sicuro gli Spurs e la rimonta dei Mavs fallisce.
San Antonio: Jefferson 29 (9/18, 2/5), Bogans 13, Ginobili 13. Rimbalzi: McDyess 9, Bonner 9. Assist: Ginobili 5.
Dallas: Nowitzki 29 (8/24, 1/3), Terry 19, Marion 11. Rimbalzi: Nowitzki 12. Assist: Kidd 9.

Los Angeles Clippers-Oklahoma City Thunder 79-83 – Kevin Durant infila canestri per tutta la gara, ma il più importante lo firma a 38” dalla fine, quando arriva a quota 30 punti con il tiro in caduta che spezza l’equilibrio e regala ai Thunder la vittoria che porta il record in parità (4-4). Per i Clippers (3-6) è la seconda sconfitta consecutiva allo Staples Center, arrivata in una serata in cui la truppa di Mike Dunleavy fatica moltissimo dal campo (35,9% compreso un 7/20 da tre) pur trovando la quarta doppia doppia stagionale da Chris Kaman (20 punti, 11 rimbalzi). Tanto equilibrio nel primo tempo nonostante 16 punti di Durant, anche se i Clippers vanno al riposo sul +5 (48-43) grazie a un break di 8-2 negli ultimi 2’. Los Angeles allunga con un 10-2 nel terzo quarto che vale il 65-56 a 3’ dalla sirena, ma gli ospiti tornano sotto e cominciano l’ultimo parziale con 3 punti da recuperare (69-66). Oklahoma apre il quarto conclusivo correndo 12-2 (78-71 a 5’22” dalla fine), ma i Clippers agguantano la parità sul 79 con tre liberi di Thornton a 1’28” dalla conclusione. Los Angeles però non segna più e Oklahoma con Durant e Ollie dalla lunetta si prende la vittoria.
LA Clippers: Kaman 20 (9/26), B. Davis 17, Thornton 15. Rimbalzi: Kaman 11. Assist: B. Davis 9. Oklahoma City: Durant 30 (11/17, 1/3), Green 13, Ollie 11. Rimbalzi: Durant 10. Assist: Harden 8.

Phoenix Suns-New Orleans Hornets 124-104- Basta un gran primo quarto a Steve Nash e compagni per sbarazzarsi di New Orleans e aggiornare a 8-1 il bilancio stagionale grazie alla quarta vittoria di fila, che rende Phoenix la miglior squadra della lega assieme a Boston. I Suns chiudono i primi 12’ avanti 40-29, tirando 16/22 dal campo con Stoudemire incontenibile (5/5 dal campo) e Nash che combina un 3/3 al tiro a sette assist. New Orleans, che ha West a mezzo servizio dopo un infortunio al ginocchio a inizio gara (10 punti e 3/9 dal campo per lui alla fine), naufraga anche nel secondo quarto, e arriva al riposo sotto 75-56 demolita 23-9 a rimbalzo. I Suns ricominciano con un 13-5 che li porta sull’85-58 e manda la gara in archivio: Alvin Gentry da fondo alla panchina e 8 giocatori di Phoenix vanno in doppia cifra, con la squadra che sfonda quota 100 in casa (dove non perde dal 12 marzo) per la 29a volta di fila. New Orleans (3-6) rimedia invece il terzo k.o. nelle ultime quattro gare.
Phoenix: Stoudemire 21 (8/10), Hill 18, Dragic 14. Rimbalzi: Dragic 7. Assist: Nash 10.
New Orleans: Paul 25 (5/9, 4/7), Okafor 13, Posey 11. Rimbalzi: Brown 5. Assist: Paul 6. Fonte: gazzetta.it

Itmsport