Basket: Toti lascia la Virtus Roma “Non sono più in grado d’investire”

Basket: Toti lascia la Virtus Roma “Non sono più in grado d’investire”
Lo aveva anticipato a gennaio e oggi è arrivata la conferma: Claudio Toti lascia la Virtus Roma e il mondo del basket italiano. Un'era durata 10 anni, portando nella capitale giocatori del calibro di MyersAnthony Parker e Bodiroga, e culminata con la vittoria della Supercoppa Italiana del 2000 ma anche contraddistinta da parecchie delusioni, soprattutto in questa stagione essendo fuori dalle finali di Coppa Italia per il terzo anno consecutivo e quasi mai in corsa per un posto nei playoff. In conferenza stampa, l'ormai ex patron della squadra capitolina ha spiegato i motivi della sua decisione: "Io non gestivo un'azienda, ma un amore per una squadra. Roma ora deve mirare a un futuro importante che io non sono più in grado di garantire perché gli investimenti necessari sono molto alti. Nel momento in cui il mondo dell'edilizia di cui sono rappresentante licenzia 25mila persone soltanto nel 2011 non credo sia giusto che il gruppo che rappresento investa risorse così importanti nel basket. Abbiamo combattuto 12 anni per la mancanza di un impianto. La mia società ha vinto un bando nel 2007 per costruire un impianto e ancora non sono riuscito a farlo. La mancanza di impianto ci ha costretto ad allenarci al Palazzetto dello Sport. Ma da quando l'impianto non è utilizzabile da noi al 100% perchè da condividere con un'altra società di A (la Roma Volley, n.d.r.), la situazione è ingestibile. Non si può creare senso di appartenenza a giocatori e a ragazzi delle giovanili in un palazzo non nostro". Toti difende poi il suo operato durante la sua gestione: "I risultati? Sono sotto gli occhi di tutti. Per risalire agli stessi risultati si deve tornare al Banco di Roma dell'83-84. Altri risultati simili sono quelli del Messaggero, ma poi dal '92 sino al 2002 non c'è stato più niente. Abbiamo visto a Roma i più importanti allenatori europei, abbiamo battuto le più forti squadre europee. Abbiamo raggiunto quattro semifinali, di cui una si è trasformata in finale, abbiamo vinto una Supercoppa. Abbiamo perso una finale di Coppa Italia con Napoli. Abbiamo consolidato la posizione di Roma in Europa dove non era rappresentata da molti anni. Ora non mi trovo a condividere che Roma debba fare una squadra di secondo piano e non mi sento di sposare un programma del genere". Infine, lancia un appello invitando chi vuole a farsi avanti per l'acquisizione della squadra: "Io mi impegno a iscriverla al campionato per dare più tempo a chi volesse rilevare la società. Ma io non allestirò la squadra. Se nessuno si presenta la Virtus morirà a Roma. Quanto vale la società? Quanto l'ho pagata, ma posso anche aspettare nel pagamento. Non voglio i soldi domani mattina, ma al momento non si è fatto avanti nessuno. Quello che si legge sui giornali sono soltanto chiacchiere".         Eugenio Bertolino - Redazione sportevai.it

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