Quando la politica e lo sport entrano in conflitto. Questo sta succedendo negli Stati Uniti, parlando di quanto successo ai Miami Marlins. La dirigenza del noto team di Mlb della Flordia ha deciso di sospendere per cinque giornate il coach Ozzie Guillen per aver rilasciato un'intervista al settimanale 'Time' rivelando tutta l'ammirazione nei confronti del lider maximo: "Amo Fidel Castro e lo rispetto per essere rimasto così a lungo al potere", queste le parole del coach.
La Mlb, assieme all'Nba e all'Nfl, è in assoluto lo sport più seguito dagli americani e dichiarazioni del genere non potevano non avere un effetto immediato sull'opinione pubblica. La comunità cubana di Miami, fulcro della tifoseria dei Marlins, ha affermato duramente di voler boicottare la squadra fino a quando Guillen non sarà licenziato. Dopo questo la società ha subito convocato una conferenza stampa in cui è stato chiesto al coach di chiedere pubblicamente scusa.
"Sento di aver tradito la mia comunità latina - ha dichiarato nel virgolettato riportato da 'Sky' -. Sono qui per dire che mi dispiace molto e sono dispiaciuto per tutte quelle persone che si sono sentite offese da quello che ho detto. E mi dispiace per le famiglie cubane. Spero che presto riusciate a conoscere chi è veramente Ozzie Guillen e cosa penso davvero di Fidel Castro. Sarà un periodo duro per me".
Nello sport in generale quello di Guillen non è il primo caso di polemica per esternazioni politiche. Ricordiamo anche l'ex ct del Brasile campione del Mondo 2002 Felipe Scolari che aveva dichiarato di ammirare Pinochet, Ivica Kostelic aveva definito il nazismo "un buon sistema", e anche il nostro Paolo Di Canio non ha mai nascosto la passione per il fascismo. Molte volte dopo questi commenti sconvenienti, queste gaffe, sono arrivate le scuse. Che però non bastano a togliere le spine.
Marco Pagliari - Sportevai.it
mercoledì, 11 aprile 2012
Quando la politica e lo sport entrano in conflitto. Questo sta succedendo negli Stati Uniti, parlando di quanto successo ai Miami Marlins. La dirigenza del noto team di Mlb della Flordia ha deciso di sospendere per cinque giornate il coach Ozzie Guillen per aver rilasciato un'intervista al settimanale 'Time' rivelando tutta l'ammirazione nei confronti del lider maximo: "Amo Fidel Castro e lo rispetto per essere rimasto così a lungo al potere", queste le parole del coach.
La Mlb, assieme all'Nba e all'Nfl, è in assoluto lo sport più seguito dagli americani e dichiarazioni del genere non potevano non avere un effetto immediato sull'opinione pubblica. La comunità cubana di Miami, fulcro della tifoseria dei Marlins, ha affermato duramente di voler boicottare la squadra fino a quando Guillen non sarà licenziato. Dopo questo la società ha subito convocato una conferenza stampa in cui è stato chiesto al coach di chiedere pubblicamente scusa.
"Sento di aver tradito la mia comunità latina - ha dichiarato nel virgolettato riportato da 'Sky' -. Sono qui per dire che mi dispiace molto e sono dispiaciuto per tutte quelle persone che si sono sentite offese da quello che ho detto. E mi dispiace per le famiglie cubane. Spero che presto riusciate a conoscere chi è veramente Ozzie Guillen e cosa penso davvero di Fidel Castro. Sarà un periodo duro per me".
Nello sport in generale quello di Guillen non è il primo caso di polemica per esternazioni politiche. Ricordiamo anche l'ex ct del Brasile campione del Mondo 2002 Felipe Scolari che aveva dichiarato di ammirare Pinochet, Ivica Kostelic aveva definito il nazismo "un buon sistema", e anche il nostro Paolo Di Canio non ha mai nascosto la passione per il fascismo. Molte volte dopo questi commenti sconvenienti, queste gaffe, sono arrivate le scuse. Che però non bastano a togliere le spine.
Marco Pagliari - Sportevai.it

